lunedì 30 novembre 2009

mercoledì 25 novembre 2009

Tropicana

Mentre in piazza Walther si inaugura il mercatino di Natale, a me  stanno spuntando le peonie in giardino. Non pianto i bulbi dei tulipani perché temo che si stiracchino, si diano una scrollatina,  dicano: “toh, ragazzi, è già primavera? Come passa il tempo!” e mettan fuori la capoccetta.

Mezz’ora fa la webcam del Ritten mostrava questa immagine:

webcam Ritten – Renon via suedtirol24.tv webcams

Sabato scorso, 21 novembre, sulla Paganella (2.125 metri) la temperatura massima ha raggiunto i +13 gradi; sul Sella, sul Piz Pisciadù a 2985 metri, +7,4 gradi e sul confine, alla stazione meteo della Signalgipfel - Cima Signal, a 3.393 metri di quota, la temperatura è salita spesso sopra lo 0 o si è fermata lì attorno.

Grafico delle temperature ai 3393 metri della Signalgipfel dal 19 al 25 novembre 2009

Uno dei previsori meteo della Provincia, Günther Geier, ha dichiarato al quotidiano Alto Adige che dal 1984, anno in cui l’ufficio meteo ha iniziato a raccogliere i dati, a fine novembre non si sono «Mai registrate massime in alta quota così elevate». Lo zero termico intorno ai 4000 metri è normale in estate, non è una temperatura da questa stagione.

Gli impiantisti hanno dovuto rassegnarsi all’evidenza e abbassare la cresta: la stagione non parte in anticipo il prossimo fine settimana, come poteva far sperare la nevicata di fine ottobre, ma bisognerà aspettare: la neve caduta se ne è rapidamente andata e con queste temperature nemmeno i cannoni possono lavorare.

Domenica prossima, prevede il previsore :D, la situazione dovrebbe cambiare e adeguarsi al proverbio che recita “Da Santa Catterina / el fret el se raffina”: insomma dovrebbe fare un po’ più freddo.

Per il momento, vista con occhio fotografico, è una stagione stupenda. Cieli limpidissimi, colori molto vivi, luci radenti: una vera pacchia.  Vera, la mia sorella vera, dalle umide e nebbiose Terre Basse, con un po’ di invidia mi dice che “qui negli anni di secca l’autunno non ha colori e dura poco, se a fine estate piove è lungo e colorato (nebbia permettendo)”. Evidentemente funziona anche quassù: a metà settembre ha piovuto eccome, ha anche nevicato, vero Val? Si scalpitava in attesa del sole per l’ultimo trekk estivo e non ci fu verso.

Se allora era così, sabato scorso era così:

Rosengarten, Rotwand – Catinaccio, Roda di Vael

Sicuramente non è normale, ma intanto io me la godo.

link:
Elenco delle stazioni nivo-meteo Sudtirolesi con i dati in tempo reale

domenica 22 novembre 2009

Numeri

Trentino, ruderi di una malga abbandonata

190.568: chilometri quadrati delle Alpi

13,9 milioni: abitanti sulle Alpi

13 mila: specie vegetali sulle Alpi

87 mila: chilometri di strade di montagna sulle Alpi

2136: chilometri di piste da sci sulle Alpi nel 1977

6943: chilometri di piste da sci sulle Alpi nel 2007

2024: impianti di risalita sulle Alpi

10 milioni: posti letto turistici sulle Alpi

5954: Comuni sulle Alpi

-60%: popolazione nelle frazioni alpine dal 1980

-32%: popolazione in quota nelle valli alpine dal 1980

300: km quadrati di pascoli falciati in Trentino nel 1980

190: km quadrati di pascoli falciati in Trentino nel 2007

440 euro: premio UE annuo per sfalcio a ettaro fino al 2006

260 euro: premio UE annuo per sfalcio a ettaro dopo il 2006

3123: aziende agricole di montagna in Trentino nel 1990

950: aziende agricole di montagna in Trentino nel 2007

36 mila: vacche in alpeggio in Trentino nel 1970

8 mila: vacche in alpeggio in Trentino nel 2007

45 mila: vacche in Trentino nel 2007

700: malghe attive in Trentino nel 1970

300: malghe attive in Trentino nel 2007

90 mila: ettari a pascolo in Trentino nel 1980

35 mila: ettari a pascolo in Trentino nel 2007

57 anni: età media popolazione sulle Alpi

72 anni: età media piccoli contadini sulle Alpi

470 mila: abitanti del Trentino

5 milioni: turisti in Trentino

305 mila: soci Cai in Italia

24 mila: soci Sat in Trentino

12%: pernottamenti nei rifugi sotto i 18 anni

-50%: superficie ghiacciai alpini negli ultimi 100 anni

-30%: superficie ghiacciai alpini negli ultimi 20 anni

fonti: ANAS, Cipra, Cai-Sat, Istat, Pat, Wwf, Federcaccia

ma soprattutto, fonte:

Visetti Giampaolo
Ex Italia. Viaggio nel paese che non sa più chi è

Editore: Baldini Castoldi Dalai  (collana Le boe)

anno: 2009
pagine: 240, brossura
€ 17

ISBN 978-88-6073-598-0

Analisi disperante e spietata di una nazione spaventata, sempre più povera e sempre più sola, che si è venduta il territorio, il paesaggio e l’arte; che ha perso la maggior parte dei suoi abilissimi artigiani e la capacità del lavoro ben fatto, ma ha anche chiuso le fabbriche e, come in Piemonte, sta chiudendo i centri commerciali; che ha spopolato la montagna ma l’ha ricoperta di impianti di risalita. Giovani e vecchi uniti dalla mancanza di futuro, dall’assenza della famiglia, dalla solitudine e dal silenzio. E, spesso, dalla bottiglia.

Me lo sto divorando come se fosse un giallo mozzafiato, con un senso di disagio crescente, con imbarazzo, quasi fastidio fisico.

Visetti, giornalista di Repubblica, ex direttore dei quotidiani locali L’Adige, Trentino, Alto Adige e Corriere delle Alpi, attraversa tutta l’Italia, in lungo e in largo, e dedica un capitolo per ogni regione, uno per le due provincie autonome Trentino e Sudtirolo (non lo chiama MAI Alto Adige), mettendo a fuoco la particolare problematica di ognuna allargando lo sguardo sul resto del territorio. Difficoltà endemiche che la crisi ha peggiorato, punti di forza che si sono trasformati in enormi problemi, insicurezza, povertà, xenofobia mentre i giornali si occupano delle nozze di Briatore e del crocifisso in aula.

Ogni capitolo però contiene anche un seme di speranza: due ragazzi che riaprono una malga abbandonata e si dedicano alla produzione di formaggi, il nuovo bisogno di spiritualità, il nuovo turista soft che cerca agritur, rapporti umani e camminate nei boschi (e non li trova), invece che piste, impianti di risalita e wellness.

Insomma, accatatevillo!

mercoledì 18 novembre 2009

Luì si che è piccolo!

Piccolino e agitatissimo, non sta fermo un decimo di secondo, difficile fargli una foto; ripreso con la telecamerina, si vedono solo foglie e uno spiritello che si muove in continuazione.

E’ il nuovo minuscolo ospite, di passaggio, credo, del giardino: il Luì piccolo, ovvero Phylloscopus collybita:

Luì piccolo (foto di א (Aleph), fonte Wikimedia Commons, licenza Creative Commons Attribution ShareAlike 2.5)

10 centimetri di bestiolina, una pallottola di piume che becchettava insetti dalle foglie dell’acero pigolando in continuazione e facendo casino per dieci :D

Uccellino estivo, in inverno se la batte verso il nordafrica, per la prima volta nel 2008 è stato visto in dicembre in Sicilia.

Dunque: siamo a metà novembre e il piccoletto è a Bolzano: qualcuno gli passi un calendario! Solo dal 2008, dicembre, Sicilia; 2009, novembre, Alto Adige…? Global warming o bestiola ritardataria?

E’ vero che in valle è un autunno tiepido, ma sabato nevicava qui sopra e l’altro dì ho fatto alcune fotografie decisamente invernali a 6 chilometri da casa.

Ehi, piccoletto, non c’è tutto questo tempo, per arrivare in Africa: sgomma che qui se ci si mette fa inverno davvero (e prima che ti veda la Trik, possibilmente)!

Buona occasione per segnalare questo sito: the Internet Bird Collection: una vasta raccolta di immagini, suoni e video sull’avifauna mondiale.

Ecco un bel video della bestiolina:

(cliccate Qui se non doveste vederlo riprodotto in questa pagina)

sabato 14 novembre 2009

Pollution in China

Lu Guang, fotografo cinese vincitore del premio W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography per il suo lavoro “Pollution in China.

Agghiacciante.

fonte: GlobalVoices

domenica 8 novembre 2009

Seiseralm - Alpe di Siusi, non si era detto BASTA?

Le foto di questo post sono state scattate da me sulla Seiseralm / Alpe di Siusi in estate di quest'anno.

arrivo: panorama dalla funivia 

Circa 2 anni fa pubblicavo queste parole "I 1800 posti letto sono il massimo tollerabile, basta speculazioni!" parola di Hartmann Reichhalter, giovane sindaco di Castelrotto, riguardo all'edilizia privata sull'Alpe di Siusi. E per dimostrare che fa sul serio ha ordinato, come primo atto, la demolizione di alcune baite abusive cresciute come funghi nei prati dell'Alpe, sollevando ampia eco sulla stampa locale.

Ma non si ferma qui: il comune, primo in Alto Adige, ha deciso di applicare la nuova legge urbanistica provinciale: non verranno più concesse licenze edilizie per nuovi alberghi né venduti alloggi a non residenti a Castelrotto, Siusi e nelle frazioni "senza deroghe per nessuno. […] Troppi alloggi restano vuoti per mesi. Chi ama soggiornare fra le nostre montagne ha a disposizione una vasta scelta di alberghi e pensioni".

Schlern - Sciliar

Ho temporeggiato finora, per evitare di mettere nei guai qualche "Zimmer zu vermieten", per non distruggere la stagione di qualche Bauer che aggiunge al maso un piccolo B&B o qualche pensioncina che nulla può se l'Alpe di Siusi è ridotta a un cantiere a cielo aperto, se i turisti passeggiano fra le betoniere, se i ciclisti rischiano di essere travolti dai camion carichi di ghiaia.

si cammina attenti ai camion...
in mezzo a gru e transenne  
Si pedala fra le betoniere... cercando in mezzo al cantiere l'accesso al parco


Anche se, devo ammetterlo, quei due villeggianti a bordo piscina di un costoso albergo, con un enorme cantiere a 20 metri dalle orecchie, che respiravano nuvole di poverone alzato dalle ruote degli autocarri con il panorama punteggiato dalle gru, mi facevano un po' di compassione. Diciamolo, poi, che non tiro 100.000 copie al giorno di questo blog ;)

cantieri a ridosso degli alberghi  
e del maneggio

 
Un mesetto fa c'era un articolo sull'Alto Adige, che faceva lo slalom fra una critica molto soft ai cantieri giganteschi che han trasformato la stagione estiva (e non è la prima) in un incubo e la pubblicità al nuovo centro del fondo che si inaugurerà prima della stagione invernale. Che vedrà i cantieri chiusi, i prati inerbati (importantissimo nella stagione invernale!) e le strutture mimetizzate. Quelle del centro fondo, suppongo. Che il cantiere della "delocalizzazione" dell'Hotel Dialer, è un enorme cantiere che dubito riescano a chiudere in tempi brevi e tanto meno a mimetizzare. Ci vorrebbe davanti l'Everest per mimetizzarlo.

Basta spostarsi dal Compatch? mica vero. Cantiere al rifugio Bullaccia, accanto al quale giocano i bambini,
una signora legge il giornale e la gente pranza tra i camion e il baccano
poi ci sono vari altri cantieri assortiti  
(nuove strade?) anche di privati
e un po' di pattume sparso qua e là


E le nuove piste? Si, nuove piste. Non bastano ancora quelle che hanno ridotto l'Alpe a uno Skipark: fermata per quest'anno a causa di beghe societarie la costruzione di due nuove piste intitolate agli sciatori Denise Karbon e Peter Fill e di una cabinovia ad agganciamento automatico che andrà a sostituire la vecchia seggiovia, accanto alla stazione a monte della quale verrà probabilmente spostato uno skilift e costruite una pista per gli slittini e una di pattinaggio.

Ieri il quotidiano pubblicava questo articolo: "Alpe di Siusi, il nuovo super albergo - Presentato ieri il progetto Mezdì dei fratelli Sanoner: un 5 stelle da sogno" allegando la fotografia del progetto:

e quelle degli ambientalisti che protestano con uno striscione davanti all'Hotel Laurin in centro a Bolzano, vicinissimo agli uffici di Kaiser Durni. Il tiramolla fra la società “Adler spa Resort” e il comune di Castelrotto sta andando avanti dal 2001, con ripresentazioni del progetto modificato, ridimensionato, spostato e quant'altro e da allora il comitato "pro Seiseralm" protesta. Questa volta però pare che il comune dia il benestare.

Cos'erano quelle baite abusive giustamente demolite? Cerchiobottismo? Fumo negli occhi?

In sintesi: tranquilli, anche l'estate prossima, come da anni ormai, i cantieri, sull'Alpe, non mancheranno.

 

QUI qualche altra foto

mercoledì 4 novembre 2009

Meridiani Montagne

Tramonto su Cima d'Asta dal rifugio passo Principe in Catinaccio

Questo numero di Meridiani Montagne è dedicato a Lagorai e Cima d'Asta. Solita rivista patinata con diverse belle foto, alcune foto così così, un lungo articolo sui pastori con testo e foto del grande Giancarlo Rado, che ricalca il suo calendario.

Non eccelso nelle proposte e relazioni di escursioni, che possono essere viste più come suggerimenti che come quaderni di traccia, ma nel compenso numero interessante, con diversi articoli e approfondimenti.

Come tutti i numeri la rivista allega una cartina 1:30000 con l'indicazione dei percorsi segnalati, compreso il trekking dell'"Alta via del granito" e della "Translagorai" (chiedete a me o al Bersn che è meglio :P).

Con un'aggiunta di 2,5 euro si compra l'edizione con il calendario 2010: 12 grandi fotografie in bianco e nero, per la maggioranza scattate in Brenta, degli anni fra il 30 e il 50. Ci si vedono Pedrotti, Cesare Maestri, sconosciuti alpinisti, con le attrezzature dei tempi.

Secondo me, Giancarlo Rado da solo vale la spesa. Per il resto non tutto è imperdibile.

lunedì 2 novembre 2009

Una buona notizia

Forse non è una notizia recentissima, ma a me era sfuggita:

Giù le zampe dalla 157! Questo in sostanza è il messaggio uscito dalla  Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 1 ottobre scorso. La 157 del 1992, difesa nei suoi indirizzi principali, è la legge sulla regolamentazione della caccia attualmente in vigore. Pur concordando nella necessità di una revisione della legge, la Conferenza non si rispecchia nei contenuti del disegno di legge noto come legge Orsi, dal nome del senatore del Pdl che ne è relatore.

Unica a chiamarsi fuori, e a ravvisare nel ddl Orsi una "proposta organica e ricca di elementi di modernità e di raccordo con l’ordinamento comunitario" è la Regione Veneto.

link:

Testo della dichiarazione della Conferenza delle Regioni.

Testo del ddl 480 "Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio"

Testo degli emendamenti proposti dalla alla 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)

Stato della trattazione in commissione

domenica 1 novembre 2009

Indovina indovinello:

Cosa c'è come sfondo di questi fuochi d'artificio? Cosa si intravvede là dietro al buchetto del nuovo laghetto artificiale per l'innevamento programmato? Si, quello che non avrebbbe danneggiato l'ambiente, che non si sarebbe visto perchè nascosto dagli alberi, un buchino da nulla insomma, che è diventato più grande del lago di Carezza originale?

Già, là dietro, a poche centinaia di metri da questo inenarrabile casino c'è il Catinaccio, c'è il patrimonio universale dell'umanità protetto dall'UNESCO.

Ades son ciapada e go da nar, non ho tempo per fare riflessioni, ma torno eh! Intanto godetevi il cine.