giovedì 28 luglio 2011

Speriamo che non vinca!

Ho una cuginetta candidata al titolo di “Miss Alto Adige 2011”. La fotografia del concorso non le fa giustizia ma assicuro che è molto carina! (No, non la linko, calma, non spingete Con la lingua fuori).

Non vincerà perché non si dà da fare per vincere, ma dovesse arrivare prima, dio non voglia, potrebbe essere, l’anno prossimo, fra i fortunati prescelti per un permesso di caccia speciale, magnanimamente concesso dal Kaiser altoatesino.

stambecco2

Stambecco francese (Monviso)

Non contento di guadagnare più di Obama, come ogni sovrano Durni distribuisce ai suoi sudditi, a quelli che si sono distinti per qualche motivo o a quelli che sono amici suoi o gli sono simpatici e a qualche associazione (fra le quali coro parrocchiale di Vanga), permessi di caccia speciali. Qualcuno li usa, altri se li rivende a caro prezzo.

Non so dire se mi dia più fastidio il gesto in sé, da signorotto medievale, o il tipo di privilegio accordato. Lo so, un animale cacciato ha vissuto una vita molto migliore di un manzo allevato, bla bla bla razionalmente bla bla. Ma i cacciatori fatico, davvero, a capirli.

Peraltro me la vedo, la biondina, imbracciare un fucile e andare a caccia di stambecchi! Tanti auguri, ragazzina, di non vincere Miss Alto Adige 2011.

mercoledì 27 luglio 2011

Non abbandonare un amico

Video Ferrafilm, giovani e bravi

Filmato carino, ironico, diretto, e con un messaggio importante: non abbandonate il vostro animale!

(Eh si ci sono anche donne stronze, serve un elenchino?)

giovedì 21 luglio 2011

Vorremo mica essere da meno!

dei paesi più evoluti, come Dubai, Giappone, Olanda, Francia o Inghilterra! Tutti dotati di pista da sci indoor, aperta anche d’estate. Ebbene, italiani tutti, esultate! Entro il 2015 anche noi potremo sciare a ferragosto in un’arena con due piste lunghe BEN 600 metri (l’una o complessivamente?) e con un dislivello di BEN metri 120.

Selvino

Rendering dell’impianto (fonte: Repubblica on line)

Due pistoni, ammettiamo! Il giocattolino, progettato dalla Neveland che sarà, si legge in rete in italiano, “il più grande impianto per lo sci indoor al mondo” (in inglese invece “the largest indoor ski dome in Europe”), verrà a costare 50 milioni di euro e si pagherà, secondo i primi calcoli, con 180.000 – 200.000 ingressi l’anno a 25 euro ogni 2 ore e sorgerà a Selvino, in val Seriana (BG).

Sarà il primo al mondo ad essere completamente interrato per abbattere le spese di raffreddamento degli ambienti, e il pendio verrà quindi rimboschito per ridurne l’impatto ambientale.

Oltre alle piste da sci il complesso sarà dotato di pareti per l’arrampicata su ghiaccio, albergo, ristorante, zona wellness

Willy Nardelli della Neveland, che per il momento è l’unica a sganciare la grana, dice a Repubblica che la struttura “sarà in grado di ospitare gare di sci valide per la Coppa Europa o diventare sede di allenamento per sciatori professionisti, oggi costretti ad andare in una struttura simile nei Paesi Bassi.”

Secondo Neveland e secondo il sindaco di Selvino, la posizione strategica a sole due ore da Milano e a mezz’ora dall’aeroporto di Orio al Serio dovrebbe garantire l’interesse per un impianto che potrebbe diventare un’attrazione invernale per gli abitanti delle vicine città e un punto d’incontro estivo per tutti i montanari che già frequentano la Valle Seriana.

"Il nostro Comune ha la neve nel suo dna - ha spiegato il sindaco di Selvino, Carmelo Ghilardi - visto che vanta due medaglie olimpiche, una delle quali conquistata da Deborah Compagnoni.”

A me viene da chiedere: perché mai un milanese dovrebbe farsi d’inverno 2 ore di auto di andata e due di ritorno per sciare al chiuso per ben 2 ore a 25 euro, su due pistucole da 300 metri? A chi la si conta che le gare di coppa Europa si svolgono su piste che hanno da invidiare ai campi scuola di ogni stazione sciistica? E gli atleti andrebbero ad allenarsi d’estate su piste che sembrano le scale di casa? Dall’altra parte del mondo è inverno, se non vado errata, e a prezzi non inaccessibili. I nostri maestri di sci lo sanno bene, visto che vanno in Argentina a fare la stagione. All’aperto. Su piste degne di questo nome.

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Fonte: boh, diversi siti in rete

A me, istintivamente, una cosa del genere piace pochissimo. Mai contenta, eh? In fin dei conti l’impatto ambientale, almeno visivamente, che a livello energetico non lo so quantificare, è meno pesante che, che so, l’impianto di risalita della val Jumela.

Tutti quelli che van a Selvino, su e giù in seggiovia in un capannone, non li trovo per sentieri: l’impianto potrebbe essere un ottimo contenitore di tamarri che altrimenti sarebbero a piede libero. Al contrario, gli “amanti della montagna”, così definiti dal Nardelli, secondo me saranno ovunque ma non lì.



Una persona che ama sciare, può definire questa “una bella sciata”?

Duecentomila ingressi l’anno? Probabilmente ho perso il polso della società nella quale vivo, ma santi numi, perché mai duecentomila persone dovrebbero preferire l’esperienza virtuale a quella reale? Perché andare a Selvino invece che a Bardonecchia, a Madesimo, a mezz’ora di strada in più? A Foppolo, più o meno con stesso tempo? E bisogna proprio andare a sciare a ferragosto, non c’è altro da fare, in montagna? Invece che chiudersi in un capannone che assomiglia molto a un centro commerciale? AZZ! vedi un po’ che mi sono risposta da sola?

PS: qualcuno avvisi il sindaco di Selvino che Debora Compagnoni è nata a Bormio e vive, che io sappia, a Santa Caterina Valfurva. Che con Selvino non c’azzecca molto, diciamolo.

martedì 19 luglio 2011

Quattro passi in tre

Partiti dalla “Romània”, diretti in Francia, ognuno col suo bagaglio sulla groppa, chi indossando gli scarponi, chi con gli zoccoli, chi con le zampe: lei, l’asinello, il cane. Li ho incontrati domenica scorsa in val di Sole, vicino a una fontana: fatti bere gli animali, stava ripartendo verso ovest. E’ giovane, viaggia da sola, senza altri esseri umani intendo, parla male l’italiano, è carina e sorridente.

FSC_7332Non ho fatto a tempo a domandarle molto di più, era già in strada, e non ho avuto la presenza di spirito di chiederle se avesse magari bisogno di qualcosa, dove avrebbe dormito, se le servisse da mangiare, da riposarsi o da ricoverare gli animali per una notte tranquilla: non mi mancano conoscenze da quelle parti.

Spero che trovi gente un po’ più sveglia di me lungo il cammino anche se a dire il vero pareva se la stessero cavando benissimo.

Buona strada, terzetto, siete tre grandi!

ragazza con asino

venerdì 8 luglio 2011

Esamino di geografia

Su una cartina muta, in quanti dei miei lettori troverebbero al primo colpo il Pik Pobeda? Gran pochi mi sa. E il Kirghizistan? E’ là, a spannometro, molto ad est, faceva parte dell’URSS e ora è una repubblica indipendente tuttora piena di casini.

Insomma, quando Tamara Lunger mi ha detto che il 7 luglio se ne sarebbe partita per una spedizione sul Pik Pobeda mi è toccato guardare su Wikipedia per collocarlo al posto giusto.

In sostanza, Tami, dopo un inverno di magagne e umor nero, è di nuovo sorridente e per monti, e vi faccio l’obbligo di incrociare ancora le dita per lei Occhiolino

tami

Tami al “suo” rifugio l’altro dì