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lunedì 13 maggio 2013

e-book [OT]

 

poldolibri

(Poldo, chissà dove sei finito, gattino!)

Un libro non è fatto solo di parole: è fatto di capitoli, paragrafi, interlinee, spazi pieni e spazi vuoti. Sono importanti perché stabiliscono i ritmi della narrazione, le sospensioni, lo scorrere del testo. L’impaginazione è importante quasi come il testo. E a me girano, eccome girano, quando un testo è impaginato con i piedi. Mi veniva da citare un’altra parte anatomica, mi sono moderata. Sono poco oltre la metà di questo libro ed ho collezionato già 19 grossi errori di impaginazione (sì, da qualche e-book in qua li raccolgo puntigliosamente) ma non mi conviene buttare il reader dalla finestra o nella stufa, cosa che avrei già fatto con un libro di carta. Sono quasi tutti errori di impaginazione di questo genere (quasi eh, ci sono anche i buoni vecchi refusi normali):

dust1

dust3

dust4

dust2

Mi pare di avere il singhiozzo.

Refusini standard:

Il vecchio mi vide arrivare qualche mese, dopo con la canna da pesca e il sacco pieno di bottiglie di birra.” Che c’azzecca la virgola dopo “mese”?
le mie sorelle1” Che intendesse sorellONE?

Eccetera eccetera.

No, non è un libro piratato, né comprato su altri store e poi convertito con Calibre: comprato su Amazon, pagato ad Amazon, scaricato in totale legalità. Certo, lo so che non è colpa di Amazon ma dell’editore. Infatti ce l’ho proprio con loro, i Signori Editori. Poco più di un mese fa pubblicavo un post che stroncava l’editing di un altro e-book e nel frattempo mi sono scornata con altri svarioni di altre pubblicazioni elettroniche.

Pubblicano schifezze scientemente, per disincentivare l’e-book del quale hanno terrore? Terrorizzati dalla pirateria, non sono in grado di offrire testi di qualità superiore alle schifezze che si scaricano, gratis, illegalmente? O è semplice, banale, irritantissima, cialtroneria?

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(no, da che ho il reader non ho smesso di comprare carta!)

Piaccia o meno l’e-book affiancherà il cartaceo in modo sempre più incisivo e premierà, secondo me, gli editori che gli dedicheranno cura ed attenzione. Che proporranno titoli interessanti, in gran numero, a prezzi congrui (non ha senso che costino poco meno del cartaceo, suvvia!) ed editati con cura.

(Peraltro, il libro che sto leggendo non sarebbe nemmeno malaccio, porca miseria!)

venerdì 29 ottobre 2010

Un’antica tradizione

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Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI.

Secolo XII.

(chiedo scusa, foto di navi in tempesta mi mancano. Beccatevi una barca in secca, rovesciata; che è comunque in topic)

giovedì 10 giugno 2010

Finché ti lasciano la voce

E figlia figlia
non voglio che tu sia felice
ma sempre contro finché ti lasciano la voce
vorranno la foto col sorriso deficiente
diranno “non t’agitare che non serve a niente”
invece tu grida forte
la vita contro la morte
(R. Vecchioni, Figlia. Dall’album Elisir, 1976)

Finché. Ti lasciano. La voce.

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martedì 4 maggio 2010

Piselli di Mendel e immortalità dell’acqua*

(Equipaje, la prima parte della storia la sai già ;)

Ho avuto per diversi anni una peonia arborea, color rosa pieno, splendida per 5 giorni all'anno.

peonia arborea

IMG_3900 Quando era in piena fioritura di solito pioveva (ci dev'essere un rapporto causa/effetto che mi sfugge), e quindi i fiori si rovinavano in un batter d'occhio; appena sfiorita e per il resto dell'anno pareva una scopa: un ciuffo di foglie in cima e il resto pelatissimo.

peonia arborea

Il mio babbo ne era molto orgoglioso, al punto da mettere ai fiori il cappuccio di nylon per ripararli dalla pioggia (sempre), uscendo sotto l'acqua come fosse una questione di importanza nazionale; se la pianta fosse più bella con 12 fiori fradici o con 12 sacchetti del supermercato, è questione in famiglia ancora dibattuta.

Pur in luogo non adatto a una arborea, troppo ombroso, è vissuta più a lungo di lui; ma quando è mancata anche la mamma, si è arresa. Secca, stecchita, amen.

Però quel bastoncino verde e striminzito lì, che occhieggia sotto la rosa, non pare una peonia arborea? Che prima di morire abbia figliato? Non è facile per le arboree. Mah, vedremo, se son peonie, fioriranno!

E l’anno scorso è fiorita. Uno solo ma enorme. Bianco.

Diavolo, nata da seme, li ho visti (e anche raccolti, qualcuno volesse provare **). Autofecondato probabilmente. E com’è che è bianca? Mendel e i suoi piselli che ne dicono? Mah, sarà rosa pallido… poi sai, forse la gran pioggia ha dilavato il colore.

E quest’anno è rifiorita. 2 fiori, enormi. Rosa pallido un tubo, bianchi che più bianchi non si può.

Almeno, a me sembran bianchi, e a voi?

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Bianca, vero? Non posso uscire a controllare, perché piove. A catinelle.

Egregio signor Mendel, lei e i suoi piselli, che ne dite? Il colore è andato per i fatti suoi, ma il gene della pioggia, quello è passato in pieno alla generazione successiva. Ho avuto grazia di vederla fiorita nel pieno del suo splendore per la bellezza di giorni 1, dopo di che il diluvio.

Quasi quasi esco a metterle in testa un paio di sacchetti della Despar, che vi pare?

*  citazione da:copj13[1] ** Equipaje, teressa?

sabato 1 maggio 2010

Rosso

Terre basse chiama, Terre alte risponde:

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Trauttmansdorff

Trauttmansdorff

Trauttmansdorff

Trauttmansdorff

Trauttmansdorff

Un buon motivo per tornare a postare dopo un lungo silenzio: aprire il blog e sembrarmi ogni altro argomento troppo stupido era tutt’uno.

Posto solidarizzando con i commessi dei supermercati bolzanini in sciopero, che rivendicano il diritto al riposo e contestano le troppe deroghe alla chiusura festiva concesse dal comune: oggi i negozi potevano aprire e le grandi catene l’han fatto.

martedì 16 febbraio 2010

Kaspersky dà i numeri

calamento

La foto non c’entra nulla ma qualcosa dovevo pur metterci :D

Comunicazione di servizio: se leggete queste pagine con attivato l’antivirus Kaspersky e costui si mette a starnazzare che contengono codice non sicuro, ditegli che la smetta di fare la timida verginella e di segnalare pericoli inesistenti.

Non c’è assolutamente niente di anomalo nelle mie pagine, è un falso positivo, tipo quello segnalato qui pochi giorni fa dal Disinformatico.

(fra l’altro, di questi tempi la parola sicurezza mi scatena attacchi allergici e orticarie assortite, “la me fa vegnir le gruse” insomma)

giovedì 4 febbraio 2010

Ho creato un mostro!

Dice che è colpa mia! Lo scrive proprio sul suo blog, Immaginazione, non è che me lo invento io: le mie foto l’hanno ispirato.

Solo che ha preso tutt’altra strada e non mi pare fosse necessario il mio inconsapevole intervento per far emergere il suo estro:

Tenax: atmosfere aliene

Tenax. Pensieri sfuggenti

Tenax: Prospettive artefatte

Insomma, professo la mia innocenza, mi appello alla clemenza della corte, io non c’entro! ;)

Ti ringrazio dell’immeritata dedica, Tenax. Spero che il tuo blog e Internet ti diano le soddisfazioni che meriti. Non ci farai soldi, scordatelo! Ma già la rete di persone simili che si raggruppa attorno a un blog, l’apprezzamento di persone che stimi, i nuovi contatti e i confronti valgono il tempo e l’impegno che gli dedichi.

Buon vento!

giovedì 8 ottobre 2009

Una vecchia cornacchia versione beta :P

Nonostante bazzichi in rete da tempi immemorabili, mi ricordi il gopher, lavori in mezzo ai byte da quando i personal computer ancora non erano stati inventati (si, c'è stato un tempo in cui!), cara equipaje, altro che barbagianni 1.0! Visto che vesto quasi sempre in nero e che sono figlia di una strega, vecchia cornacchia, o meglio, gracchio alpino rel. beta mi si adatta meglio. Rilasciata ai tempi in versione test e abbandonato il progetto :P

Gracchio alpino

Non ho un account su facebook, non cinguetto con twitter, è abbastanza impegnativa la first life da non desiderare affatto metter piede nella second, il mio cellulare non soffre da iperlavoro visto che e' prevalentemente spento, le social network virtuali mi causano gravi orticarie, mi piacciono invece moltissimo quando son fatte di gente real che si ferma a contarsela il sabato al mercato o sbevazzando a cena da qualche parte. Ritengo che i blog siano molto sopravvalutati, soprattutto dai blogger. Il resto del mondo se ne frega che ha altro a cui pensare.

La cosa più simile a una social network che abbia mai bazzicato è usenet, della quale apprezzo la libertà e l'autogoverno, in particolare it.sport.montagna, nel quale, ad onor del vero, ho stretto grandi e durature amicizie. Forse è per questo che i forum proprietari mi stanno sui maroni? Nei confronti di facebook poi ho una preconcetta antipatia rafforzata dai tour fatti per mezzo di account in prestito. E io ai miei pregiudizi tengo moltissimo!

Non sono proprio 2.0 direi. Non è che me ne vanti eh, ma mi pare di perdere quintalate di tempo in cazzabubbole già così, figuriamoci se mi socialnetworkizzo o mi 2.0izzo!

E ce lo vogliamo mettere che parlare di me mi piace più o meno come andare dal dentista? Anzi, il mio dentista è di gradevolissimo aspetto e anche simpatico (la sua siepe di lauroceraso un po' meno, mi fa ombra ai pomodori).

Insomma tutta questa pippa nella quale racconto un bel po' di fatti miei per dire che, ringrazio molto per il pensiero, ma, da vecchia gracchia alpina in beta release, non faccio il meme dei 10 fatti miei :D

(10 blogger ai quali non passo il cerino acceso tireranno un sospiro di sollievo :D)

giovedì 30 aprile 2009

"Se non ora, quando?"

Lager di Bolzano (fonte Comune di Bolzano, archivio storico - progetto storia e memoria)

«Il 25 aprile - queste le parole durissime che ora mettono a rischio la tenuta della maggioranza - non c’è nulla da festeggiare. È vero che è finita la dittatura nazi-fascista, ma è anche vero che siamo rimasti sotto l’Italia. Quando 165 mila sudtirolesi, ovvero tutti quelli con diritto di voto, avevano fatto una petizione per chiedere la riannessione all’Austria. È rimasto un sogno».(*)

Cosa deve dire di altro il vicesindaco perché la sua maggioranza lo disconosca?

Invece «La maggioranza ha concordato all’unanimità di riconoscersi compatta nei valori dell’antifascismo e dell’antinazismo, base della convivenza nella nostra terra. Qualsiasi considerazione espressa da esponenti della coalizione di governo che contrasti con quanto sopra, ammesso e non concesso che contrasto ci sia, va considerata opinione personale». Alla fine della riunione il sindaco tira un sospiro di sollievo: «Con questo documento il caso Ellecosta è chiuso. Anzi per me non c’è neppure mai stato»(**).

Il caso Ellecosta non c'è mai stato solo per Lei, Dott.Spagnolli, e per la sua maggioranza.

Che poi lo si sapesse da tempo come la pensa il nostro (insieme a un'agguerrita minoranza) e si sia fatto finta di niente sperando inutilmente, conoscendolo, che la bomba non scoppiasse, è un'altra cosa da chiarire. Ma che si sappiano distinguere le proprie opinioni personali da quelle che si possono esprimere esercitando funzioni istituzionali è il minimo che si richiede a un politico. E, se coscienza non permette, dimettersi mi sembra segno di decenza. Ma sto chiedendo troppo, evidentemente.

fonti:

(*) quotidiano Alto Adige, 27 aprile 2009
(**) quotidiano Alto Adige, 29 aprile 2009

venerdì 6 marzo 2009

"Niente trucchi da quattro soldi"

Barbery Muriel, Estasi culinarie
Editore: E/O
Traduttore: Caillat E.; Poli C.
pagine 142, € 15,00

Capisco che di un autore che ha venduto quel che ha venduto la Barbery con il sopravvalutato "L'eleganza del riccio" si cerchi di pubblicare anche la lista della spesa, ma dignità vorrebbe puntare i piedi, rifiutarsi di mollare le bozze di questa che chiamare "prova d'autore" già mi pare esagerato.

Probabilmente non ho capito niente, ma mi è parso barocco, caramelloso e snob, farcito di aggettivi e di ossimori, di accostamenti linguistici e di trucchi letterari che dovrebbero sembrare azzardati ma mi sembrano solo artefatti; poche fastidiose paginette nelle quali l'autrice abbozza una serie di personaggi sgradevoli e riesce a rendere odioso perfino un gatto.

Per Barbery e per il suo protagonista, che nasconde un'"arroganza che poteva essere scambiata per presunzione e solo in seguito sarebbe stata riconosciuta come il tratto distintivo del mio genio", è tutto sublime e inebriante, delizia di strapiombi sensoriali, esoterico, sontuoso, splendente.

"Zia Marthe [...] lei lo sapeva d'istinto. Con sguardo acuto e perspicace abbracciava la superficie dell'orto e in una frazione di secondo non apprezzabile nella comune percezione del tempo ne valutava tutti gli aspetti climatici - e così sapeva. Lei sapeva con la stessa disinvoltura e sicurezza con la quale io avrei potuto dire "Oggi è bel tempo", lei sapeva quale cupoletta rossa si poteva cogliere in quel preciso momento". Grande sapienza ci vuole per scegliere un pomodoro maturo.  Sara, quattro anni e mezzo, va a colpo sicuro senza bisogno di iniziatiche saggezze e "secoli di esperienza".

"Il vero sashimi è croccante, eppure si scioglie sulla lingua. Invita ad una masticazione lenta e flessuosa che non ha lo scopo di far cambiare natura all'alimento, ma soltanto quello di assaporarne l'aerea "morbilezza". Già, la morbilezza: nè morbidezza né mollezza, perché il sashimi, polvere di velluto simile alla seta, porta con sé un po' di entrambe e, nella straordinaria alchimia della sua essenza vaporosa, mantiene una densità lattiginosa che le nuvole non hanno." Eggià, le nuvole non l'hanno, non ho dubbi in proposito. D'altra parte non tutti hanno una masticazione flessuosa in grado di coglierne l'essenza vaporosa.

Se voleva essere una grandiosa presa per i fondelli dei grandi critici gastronomici, manca di spirito e di leggerezza e si prende eccessivamente sul serio e la conclusione che potrebbe essere ironica e beffarda l'ho trovata seriosa e svenevole. Se voleva essere un inno ai piaceri del gusto, rende stucchevoli anche pane e olio e predispone a una splendida quaresima di digiuno ed astinenza. Se voleva essere qualcos'altro, una metafora della vita (ebbene si, mancava!), non l'ho capito.

Perché lo recensisco qui dove parlo di montagna, natura, campagna? Perché me lo vedo bobbi, ortolano e contadino e gran cuoco, che fa questa retorica sul pomodoro!: "accosciato sotto il tiglio mi svegliavo da una siesta inebriante cullato dal fruscio delle foglie, e sotto questa volta di miele dolce mordevo il frutto, mordevo il pomodoro [...] cornucopia delle sensazioni semplici, una cascata che sciama in bocca riunendo ogni piacere. La resistenza della buccia tesa quel poco quanto basta, i tessuti che si sciolgono in bocca, il liquore ricco di semi che ci cola agli angoli delle labbra e che asciughiamo senza paura di sporcarci le dita, quella piccola sfera carnosa che riversa in noi fiumi di natura: ecco il pomodoro, ecco l'avventura". Sciama in bocca? Tessuti che si sciolgono? L'avventura? Ma per piacere!

NB: € 15 per 142 pagine scritte larghe. 200 lire abbondanti a pagina. Poi la gggente non legge, chissà mai perché.

sabato 20 dicembre 2008

Travolti dalla vita

segnaletiche

LE IMMAGINI DAL WEB - Foto segnaletiche da ridere - ecco la top 20 del 2008 titola Repubblica on line, nell'inguardabile colonna di destra della sua Home page.

Vorrei capire cosa ci trovano da ridere nei visi di persone sconfitte dalla vita, umiliate, devastate, alla deriva. Servizio impaginato accanto alla 17esima giornata del campionato, ai cartoni animati, al motorshow, al "bordello della poesia" del quale non voglio sapere altro. E vicino al servizio buonista e peloso sul natale del cassintegrato.

Veramente la pietas non è più di casa qui.

 

mercoledì 29 ottobre 2008

Come distorcere le notizie

senza raccontare bugie. Repubblica on line titola oggi: "Espose una rana crocifissa
licenziata direttrice del Museion
"

occhiello: "L'opera del tedesco Kippenberger scatenò polemiche
a Bolzano: sul caso intervenne perfino il Papa
". Poi va avanti per due paragrafi a raccontare la storia della rana, inducendo il lettore a pensare che la direttrice sia stata licenziata per quello.

museion_notturno

Bolzano, Museion

Più avanti, un po' defilato, il giornalista precisa che la dottoressa Corinne Diserens è stata licenziata in tronco, dalla stessa fondazione che per la rana, invece, la difese coraggiosamente, perché "è anche accusata della pesante situazione economica nella quale si troverebbe il Museion. Nei mesi scorsi si è parlato di un buco di circa 500 mila euro."

Anche. Esponi rane crocifisse, e inoltre non sai gestire economicamente l'azienda. No, casomai è il contrario, casomai: sono settimane che si parla della situazione economica del Museion appena aperto e già pesantemente in rosso, altro che rane crocifisse.

Infatti chiude l'articolo scrivendo: "Alla base della decisione ci sarebbe la difficile e pesante situazione finanziaria", ha precisato il consiglio di Fondazione." [agi - agenzia giornalistica italia]

Non cambia un po' la prospettiva di questo licenziamento, vista da questa angolazione? Non so nemmeno quanto la rana abbia pesato, su questa decisione. Poco, a mio avviso.

Ecco, miei 25 manzoniani lettori, mi urgeva far chiarezza.

Qui la puntata precedente

30 ottobre:
Bel post sull'argomento del Gambero rotto: Hommage à Corinne Diserens.

domenica 14 settembre 2008

DFW

David Foster Wallace (fonte wikimedia.org,  licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo)

"E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell'aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull'aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.
Ho visto spiagge di zucchero e un'acqua di un blu limpidissimo. Ho visto un completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l'olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato "Mister" in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l'Electric Slide. [...]

Ho partecipato (molto brevemente) a un trenino a ritmo di conga [...] Ho visto un sacco di navi bianche veramente enormi. Ho visto frotte di pesciolini con le pinne lucicanti. Ho visto un parrucchino in testa a un ragazzo di 13 anni."

fonte: Una cosa divertente che non farò mai più

Non farà più niente, Wallace, non scriverà più niente, e non so dire quanto mi dispiaccia :(

PS: son tornata. Con un sacco di notizie da scrivere: ce ne fosse una di bella!

sabato 12 luglio 2008

Gatto

Aurore De La Morinerie

Aurore De La Morinerie (Fonte: la rete)

Non c'entra un cavolo con la montagna, ma questa è casa mia e ci cazzeggio a mio piacimento: da qui in avanti anche gatti :-P

giovedì 3 luglio 2008

Ve lo immaginate?

Com'era il mio orto dopo 15 minuti di questo trattamento?

Circa così (vedi seconda metà del filmato):

 

SGRUNT!

domenica 8 giugno 2008

Trento: Conferenza Italiana sul Software Libero

Conferenza Italiana sul Software Libero 2008

Trento, 16-17-18 Maggio 2008

Università di Trento

"La ConfSL 2008 si rivolge, in questa seconda edizione, ad un pubblico più ampio decidendo di suddividere i lavori in più sessioni che si rivolgono, ciascuna, ad un pubblico con diversi interessi: 

1. Sessione divulgativa
2. Sessione accademica
3. Open Source 2008 - evento di brokerage

4. Mapping party - Open Street Map

L'obiettivo primario della Conferenza Italiana sul Software Libero è quello di fare il punto sullo stato dell'arte del Software Libero in Italia.

L'appuntamento di Trento è il seguito della prima edizione della Conferenza, tenutasi nel maggio 2007 a Cosenza. Come nella prima edizione mettiamo al centro il coinvolgimento e l'incontro di chi in Italia è attivo nella ricerca sul Software Libero, nello sviluppo di Software Libero, nella promozione e nella diffusione del Software Libero. Sono di interesse tutte le possibili aree tematiche, dagli aspetti economici, giuridici e tecnici, a quelli etici, sociali e filosofici."

Fonte: Sito ufficiale della manifestazione

martedì 3 giugno 2008

Criminalità

"Il Trentino, per la sua delinquenza, messa in confronto con quella delle province limitrofe, sta sui più elevati gradini della scala della moralità. Nel Trentino la media annuale degli omicidi d'ogni specie su 100.000 abitanti è di 1,17; vale a dire inferiore alla media annuale del Regno; altrettanto dicasi della media annua dei ferimenti (16,2 per 100.000) e delle falsità (36,2 per 100.000).

Nelle sue caratteristiche la delinquenza trentina è affatto corrispondente a quella italiana"

fonte: "Il Trentino", On. dott. Cesare Battisti, Istituto Geografico De Agostini, Novara. 1919

"Pochi furti, truffe in aumento - I dati del Viminale: Bolzano tra le città più sicure

Bolzano è tra le poche province italiane dove i reati sono in diminuzione: Il dato emerge da un rapporto del Viminale pubblicato irei dal quotidiano economico "Il Sole 24 Ore".
[...]

Nel 2007, dice la statistica, a Bolzano sono stati 14.157 i reati commessi. [...] Ogni 100.000 abitanti i reati sono quindi 2.903, uno dei valori più bassi di tutta Italia. [...] si vede come Bolzano sia la città più sicura per quanto riguarda i furti d'auto (problema che ai tempi di Cesare Battisti non impediva di dormire di notte N.d.f.). Nel 2007 ne sono stati segnalati soltanto 92, il 17,2% in meno rispetto all'anno precedente" (Repubblica di oggi: Crolla il mercato a maggio vendite a meno 17,56% - Lo so, non c'entra un cavolo, ma il link sorge spontaneo: che vuoi rubare, solo ferrivecchi? :D) [...]

"Bolzano è messa bene anche rigurado alle rapine: le aggressioni a mano armata sono state 80, 16 ogni 100.000 abitanti. Rispetto all'anno prima si è registrato un lieve calo (meno 1,2%).

Bolzano è al decimo posto tra le città più sicure [...]

In forte aumento le truffe e le frodi informatiche: rispetto al 2006 sono cresciute del 17,5%, superando i 750 casi (154 ogni 100.000 abitanti) (Altro problema che ai tempi di Battisti non si presentava :D).

Tra le note negative c'è da segnalare l'alto numero di furti con destrezza. Evidentemente Bolzano attira i borseggiatori: i reati di questo tipo sono stati più di mille, 211 ogni 100.000 abitanti [...] ma va sottolineato che c'è stata una diminuzione del 9,3%."

Fonte: giornale Alto Adige di oggi

Non precipitatevi tutti a Bz, il rovescio della medaglia dice che è la città di gran lunga più cara d'Italia.

Detto questo, se vedo le ronde per la sicurezza in giro, come minimo apro la pompa per irrigare l'orto e li innaffio.

domenica 11 maggio 2008

Suonate pure! Io ho suonato abbastanza...

ciancigattiOggi sull'Alto Adige:.
"..scusatemi, ma ho dovuto proprio andarmene. Miei cari, amici miei carissimi, arrivederci. Arrivederci nell'amore e nella pace di Dio." E il suo viso sorridente, lo stesso che compare sulla prima di copertina del libro di Sandro Ottoni a lui dedicato.

Chi era Alois Steneck, in arte Cianci Gatti? Lo spiega benissimo la quarta del libro:

"Certo, l'armonica. Cianci Gatti è un virtuoso dell'armonica a bocca, sa trarne ciò che vuole: l'assolo più struggente come la complessità strumentistica di un'orchestra, la purezza di una goccia d'acqua che cade, un treno che sì allontana e mille altri suoni con cui crea le cornici per le sue interpretazioni. E tuttavia non c'è solo il i musicista e la sua passione mai sopita per la "piccola", c'è un talento più ricco e versatile di cui merita render conto. C'è l'artista di cabaret, inventore di scenette e di canzoni, il mimo, il cantante, l'attore comico, capace di interloquire e divertirsi con un piccolo pubblico in un'osteria o in un tabarin. C'è il "poeta di strada", come lui dice dell'amato Prévert. E allo stesso tempo l'altro Cianci: l'uomo di spettacolo, l'artista dei varietà e delle platee internazionali, la celebrità della Tv. Ma c'è anche la vita di Cianci, c'è il fascino di una narrazione che sembra un romanzo, che reca enigmi, che svolge un intreccio senza risparmio di colpì, che offre una conclusione e forse un'agnizione. C'è il testimone di un "epopea" italiana che si vorrebbe già dimenticata: gli anni del fascismo, la partecipazione alla guerra, Bolzano e il suo inesausto dramma confinario, l'orrore del suo lager, la fatica del dopoguerra, gli entusiasmi del "boom" e avanti..."

Qui una breve biografia.

Un altro pezzo di Bolzano che se ne va.