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lunedì 22 aprile 2013

Earth Day 2013

E’ bellissimo questo piccolo pianeta azzurro e non ne abbiamo uno di ricambio.

Cerchiamo di averne rispetto e di conservarlo intatto per le prossime generazioni.

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Rastenbach

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Latemar

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Dendrocopos major

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Lago di Antermoia

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Königsspitze/Gran zebrù, Monte Zebrù, Ortler/Ortles

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Fonte: Nasa – Licenza: pubblico dominio

giovedì 26 aprile 2012

Post integrativo

A proposito di neve primaverile e di confronti, Val mi manda queste due immagini catturate dalla webcam del Rifugio Benigni in Val Brembana, Orobie:

27 febbraio 2012:

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24 aprile 2012:

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Il piano terra del rifugio è coperto di neve fino a metà finestre, in febbraio era completamente sgombro. E’ l’immagine più nevosa di tutta la stagione.

La Val raccoglie compulsivamente ogni giorno la webcam di un posto al quale è affezionata. Poi le monta come time lapse, e vengon fuori filmati interessanti. Per un po’ ha catturato l’alpe di Siusi, poi all’apt si sono accorti che una gru davanti al Sasso Piatto non era un biglietto da visita spendibile, e l’hanno girata. Prima catturava il col dell’agnello, in alta val Varaita, fin quando non si è rotta la web cam. Ora cattura il Benigni, che peraltro ha immagini di discreta qualità.

Altri suoi time lapse montani si trovano qui (imperdibili i due macaoni!) ma tutto il sito è zeppo di foto montagnine.

venerdì 10 giugno 2011

Anche la SAT per l’acqua pubblica

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Tiers am Rosengarten: Wuhnleger

ACQUA COME BENE PUBBLICO

II Consiglio centrale della SAT, stimolato anche da alcuni interventi dell'Assemblea dei delegati, con la delibera del 20.05.2011 intende sollecitare l'attenzione dei propri soci e della collettività trentina sul tema dell'acqua come bene pubblico.

SAT facendo proprie te dichiarazioni delle massime istituzioni mondiali, in coerenza con la storia propria e sicura di interpretare anche quella della collettività trentina, di cui è stata nell'ultimo periodo non solo testimone ma anche protagonista,

fa propria l’affermazione che

l’acqua è un bene Comune, un diritto dell’umanità e non può essere assoggettata a meccanismi di mercato;

la proprietà della risorsa idrica deve rimanere pubblica dalla fonte alla distribuzione.

sensibilizza i Soci e le tutte le Sezioni

invitandoli a prendere coscienza della reale dimensione del problema dal punto di vista dei diritti fondamentali delle persone e da quelli sociali;

invita

gli organi di comunicazione a dare maggior risalto alla tematica propria per l’importanza vitale della questione.”

giovedì 9 giugno 2011

L’acqua dei ricchi

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Lorenzo Milani "Lettera dalla montagna" a Ettore Bernabei

Il Giornale del Mattino, 15 dicembre 1955, pag. 8

“Caro direttore,
col progetto di consorzio di cui ti parlai si darebbe l’acqua a nove famiglie. Quasi metà del mio popolo. Il finanziamento è facile perché siamo protetti dalla legge per la montagna. La benemerita 991 la quale ci offre addirittura o di regalo il 75 per cento della spesa oppure, se preferiamo, in mutuo l’intera somma. Mutuo da pagarsi in 30 anni al 4 per cento comprensivo di ammortamento e interessi. Nel caso specifico, l’acquedotto costerà circa 2 milioni. Se vogliamo sborsarli noi, il governo fra due anni ci rende un milione e mezzo.
L’altro mezzo milione ce lo divideremo per 9 che siamo e così l’acqua ci sarà costata 55.000 lire per casa. Oppure anche nulla; basta prendere pala e piccone e scavarci da noi il fossetto per la conduttura e ecco risparmiate anche le 55.000 lire. Se invece non avessimo modo di anticipare il capitale allora si può preferire il mutuo. Il 4 per cento di due milioni è 80.000 lire all’anno. Divise per nove dà 8.800 lire per uno. Se pensi che 8.000 lire per l’acqua forse le spendi anche te in città e se pensi che a te l’acqua non rende, mentre a un contadino e in montagna vuol dire raddoppiare la rendita e dimezzare la fatica, capirai che anche questo secondo sistema è straordinariamente vantaggioso.

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Insomma bisogna concludere che la 991 è una legge sociale e meravigliosa.
Mi piacerebbe darti un’idea chiara di quel che significa l’acqua quassù, ma per oggi mi contenterò di dirti solo questo: s’è fatto il conto che per ogni famiglia del popolo il rifornimento d’acqua richieda in media 4 ore di lavoro di un uomo valido ogni giorno. Se i contadini avessero quella parità di diritti con gli operai che non hanno, cioè per esempio quella di lavorare solo 8 ore al giorno, si potrebbe dunque dire che qui l’uomo lavora mezza giornata solo per procurarsi l’acqua. Dico acqua, non vino! Tu invece per l’acqua lavori dai tre ai quattro minuti al giorno.

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A rileggere l’articolo 3 della Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale» mi vengono i bordoni. Ma oggi non volevo parlarti dei paria d’Italia, ma d’un’altra cosa. Dicevamo dunque che c’è questa 991 che pare adempia la promessa del 2° paragrafo dell’art. 3 della Costituzione: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini». A te, cittadino di città, la Repubblica non regala un milione e mezzo, né ti presta i soldi al 4 per cento compreso l’ammortamento.

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A noi sì. Basta far domanda e aver qualche conoscenza. Infatti eravamo già a buon punto perché un proprietario mi aveva promesso di concederci una sua sorgente assolutamente inutilizzata e inutilizzabile per lui, la quale è ricca anche in settembre e sgorga e si perde in un prato poco sopra alla prima casa che vorremmo servire. Due settimane dopo, un piccolo incidente. Quel proprietario ha un carattere volubile. Una mattina s’è svegliato d’umore diverso e m’ha detto che la sorgente non la concede più. Ho insistito. S’è piccato. Ora non lo scoscendi più neanche colle mine. Ma il guaio è che quando ho chiesto a un legale se c’è verso d’ottenere l’esproprio di quella sorgente, ma risposto di no. Sicché la bizzettina di quell’omino, fatto insignificante in sé, ha l’atomico potere di buttare all’aria le nostre speranza d’acqua, il nostro consorzio, la famosa 991, il famoso articolo 3, le fatiche dei 556 costituenti, la sovranità dei loro 28 milioni di elettori, tanti morti della Resistenza (siamo sul monte Giovi! Ho nel popolo le famiglie di 14 fucilati per rappresaglia).

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Ma qui la sproporzione tra causa ed effetto è troppa! Un grande edificio che crolla perché un ragazzo gli ha tirato coll’archetto! C’è un baco interiore dunque che svuota la grandiosità dell’edificio di ogni intrinseco significato. Il nome di quel baco tu lo conosci. Si chiama: idolatria del diritto di proprietà.

[…]

DSC_3691_2Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e stilino una 991 molto più semplice in cui sia detto che l’acqua è di tutti. Quando avranno fatto questo, poco male se poi non si riuscirà a mandare due carabinieri a piantar la bandiera della Repubblica su quella sorgente. Manderanno qualche accidente al governo e ai preti che lo difendono. Poco male.
[…]

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Ma sommo disonore è invece se potranno dire di noi che, con tutte le pretese di rivelazione che abbiamo, non sappiamo poi neanche di dove veniamo o dove andiamo, e qual è la gerarchia dei valori, e qual è il bene e quale il male, e a chi appartengono le polle d’acqua che sgorgano nel prato di un ricco, in un paesino di poveri.”

fonte:

Milani Lorenzo, “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca” editore Chiarelettere (collana Instant book), 2011, 89 p., brossura

Se volete leggerla tutta è pubblicata anche sul quotidiano L’avvenire on line di oggi.

Acqua, ancora acqua

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quest’ultima è foto di Vera

Si si la pianto, quando abbiamo raggiunto il quorum

lunedì 6 giugno 2011

Acqua

I lettori di questo blog non hanno bisogno di sentirselo ricordare, ma capitasse da queste parti qualcuno che non lo sa…

DOMENICA SI VOTA!

Banner referendum

 

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Copiata l’idea a Terre basse Sorriso

giovedì 24 marzo 2011

Giornata nazionale della lettura

Mi ricordano che oggi è la giornata nazionale per la promozione della lettura.

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spero di non ledere la privacy di nessuno pubblicando questa foto, perché io questi due li adoro :)

mercoledì 15 settembre 2010

Che domenica bestiale!

La loro:

Apertura di Mediaworld a Bolzano, giovedì 9 settembre: 12.000 persone, 650.000 euro di incasso, ore di coda per entrare. Venerdì, sabato e domenica si è ripetuto il casino.

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(fonte quotidiano Alto Adige, foto Ognibeni)

La mia:

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Königspitze / Gran Zebrù; Monte Zebrù (in tedesco?); Ortler / Ortles; Hintergrathütte / Rifugio Coston

Non farei cambio :D

mercoledì 3 febbraio 2010

Inverno

campanile

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

Fabrizio De Andrè
"Tutti Morimmo A Stento", 1968

camposanto

nebbia

giovedì 21 gennaio 2010

Facebook

La Opel chiude lo stabilimento di Anversa, sulla strada 2.600 lavoratori. 2.600 famiglie, quante persone fanno? Repubblica on line mostra i loro volti durante un’assemblea:

 

mercoledì 25 novembre 2009

Tropicana

Mentre in piazza Walther si inaugura il mercatino di Natale, a me  stanno spuntando le peonie in giardino. Non pianto i bulbi dei tulipani perché temo che si stiracchino, si diano una scrollatina,  dicano: “toh, ragazzi, è già primavera? Come passa il tempo!” e mettan fuori la capoccetta.

Mezz’ora fa la webcam del Ritten mostrava questa immagine:

webcam Ritten – Renon via suedtirol24.tv webcams

Sabato scorso, 21 novembre, sulla Paganella (2.125 metri) la temperatura massima ha raggiunto i +13 gradi; sul Sella, sul Piz Pisciadù a 2985 metri, +7,4 gradi e sul confine, alla stazione meteo della Signalgipfel - Cima Signal, a 3.393 metri di quota, la temperatura è salita spesso sopra lo 0 o si è fermata lì attorno.

Grafico delle temperature ai 3393 metri della Signalgipfel dal 19 al 25 novembre 2009

Uno dei previsori meteo della Provincia, Günther Geier, ha dichiarato al quotidiano Alto Adige che dal 1984, anno in cui l’ufficio meteo ha iniziato a raccogliere i dati, a fine novembre non si sono «Mai registrate massime in alta quota così elevate». Lo zero termico intorno ai 4000 metri è normale in estate, non è una temperatura da questa stagione.

Gli impiantisti hanno dovuto rassegnarsi all’evidenza e abbassare la cresta: la stagione non parte in anticipo il prossimo fine settimana, come poteva far sperare la nevicata di fine ottobre, ma bisognerà aspettare: la neve caduta se ne è rapidamente andata e con queste temperature nemmeno i cannoni possono lavorare.

Domenica prossima, prevede il previsore :D, la situazione dovrebbe cambiare e adeguarsi al proverbio che recita “Da Santa Catterina / el fret el se raffina”: insomma dovrebbe fare un po’ più freddo.

Per il momento, vista con occhio fotografico, è una stagione stupenda. Cieli limpidissimi, colori molto vivi, luci radenti: una vera pacchia.  Vera, la mia sorella vera, dalle umide e nebbiose Terre Basse, con un po’ di invidia mi dice che “qui negli anni di secca l’autunno non ha colori e dura poco, se a fine estate piove è lungo e colorato (nebbia permettendo)”. Evidentemente funziona anche quassù: a metà settembre ha piovuto eccome, ha anche nevicato, vero Val? Si scalpitava in attesa del sole per l’ultimo trekk estivo e non ci fu verso.

Se allora era così, sabato scorso era così:

Rosengarten, Rotwand – Catinaccio, Roda di Vael

Sicuramente non è normale, ma intanto io me la godo.

link:
Elenco delle stazioni nivo-meteo Sudtirolesi con i dati in tempo reale