Qualità del video pessima, ma un’occhiata la merita!
video di yaltsinerrenistlay, fonte youtube
Bellissimi :)
(Via Il Post)
Che il TrentoFilmFestival sia in pieno svolgimento non c’è bisogno che ve lo dica io, immagino.
Vorrei segnalare un paio di film, di quelli che sicuramente non vincono la Genziana d’oro, che però secondo me meritano un’oretta del nostro tempo. Il primo è “Fame d’erba”.
Un fotogramma dal trailer rubato dal sito del FilmFestival
Questa la scheda del film:
“I pastori transumanti sono allevatori di ovini che ricorrono, ancora oggi, alla mobilità come sistema di sostentamento e produzione. La loro transumanza, protratta per tre stagioni e condotta ancora per intero a piedi, è una peculiarità del Triveneto che non ha eguali in Italia. I transumanti sfruttano esclusivamente le risorse naturali e marginali reperibili sul territorio, senza che gli animali ricevano integrazione alimentare. Molti pastori sono giovani, hanno il piglio degli imprenditori, si destreggiano nel traffico o alla guida di grossi pick-up, eppure continuano a praticare un mestiere antichissimo, seguendo spesso la tradizione di famiglia. Questo filmato vuole regalare uno spaccato su un mestiere che molti considerano scomparso, sullo stile di vita e sui saperi dei suoi protagonisti.”
Divieti di transito, molti obblighi, pochi diritti, come se la società arricchita li avesse in gran fastidio.
Regia di Valentina De Marchi - Proiezione l’08/05/2010 15:30 - Cinema Modena 1. – Durata 33 minuti
A parte l’opinabile “peculiarità del Triveneto che non ha eguali in Italia”, cercherò di esserci.
Qui il trailer, la scheda del film, la biografia della regista, la trama.
Subito a seguito: “Genius loci – Lo spirito del luogo in Alto Adige”.
“Ogni luogo che nella storia sia stato abitato dall'uomo ha una sua particolare energia. Quest'aura è il capolavoro dell'infaticabile spirito del luogo, creatore di mentalità, credenze, memorie, leggende, l’atmosfera che lo rende unico e speciale. L'aura che proviene dal passato è il paesaggio e il mondo interiore di una comunità. E’ ciò che alcuni ancora sentono vivo, ma che talvolta faticano a riconoscere nel rapido cambiamento che caratterizza la vita in questo periodo storico. Identificare lo spirito di un luogo, o di una destinazione, non è semplice. Prevede un percorso culturale sia da parte del viaggiatore sia da parte dei residenti, un’indagine che miri a comprendere i segni, manifesti e nascosti, delle culture locali, le loro peculiarità, il loro intreccio, le loro problematiche.”
Soggetto e regia di Duccio Canestrini, antropologo, viaggiatore, studioso dell’homo turisticus, scrittore, spatuzzo… insomma un tizio sufficientemente svitato da concedergli i 28 minuti della durata del film. Poi tanto son già lì e fuori probabilmente starà piovendo, quindi why not?
Domani 6 maggio invece, alle 17,30, Alpini.
“Il film ripercorre la tormentata storia del secolo scorso nel Nord Italia dal punto di vista di uno dei maggiori scrittori italiani, Mario Rigoni Stern. In questa sua ultima testimonianza, lo scrittore ci accompagna nella scoperta dell'immaginario dei "montanari" dell'Altipiano di Asiago. Gli Alpini di cui parla non sono solo gli alpinisti, ma anche i militari delle truppe italiane alpine in cui Rigoni Stern ha prestato servizio, diventando uno dei simboli, in Italia, delle dure prove vissute tra il 1937 e il 1945. Il film inizia seguendo la scia di alcuni giovani studenti di un liceo francese che partono in gita per andare a incontrare lo scrittore sull'altopiano di Asiago. Un viaggio di scoperta che si trasformerà in un viaggio nel tempo.”
Regia di Jean Francois Neplaz – proiezione il 06/05/2010 17:30 - Cinema Modena 1 – Durata 60 minuti.
E in questo caso non credo di dover spiegare perché ci terrei a vederlo.
Salvo inconvenienti domani cerco di fare, prima, un salto al tendone di Montagna libri.
Ho comprato 3 mensole nuove la settimana scorsa quindi, non dovessi tornare, sapete dove cercarmi ;)
All’ inizio degli anni 2000 mancano video decenti sul Telemark, sia video didattici che documentari. I produttori specializzati in film di montagna del Telemark, quando andava bene, se ne disinteressavano, altri se ne facevano proprio beffe. Così nel 2005 Nils Larsen, Dave Waag, e Naheed Henderson fecero una spedizione nei Monti Altaj, catena montuosa lunga circa 2000 chilometri situata fra la Mongolia e la Russia nel sud della Siberia, alla ricerca di un popolo che da secoli si sposta muovendosi sugli sci, si costruisce gli attrezzi con l’accetta partendo dal tronco dell’albero, e che scia… Telemark.
Ma non solo: in occidente abbiamo scoperto l’acqua calda. Da qualche anno si vedono infatti i raider girare con i nuovi Fatski, quegli sci larghissimi (e non proprio bellissimi) che pare abbiano un’eccezionale capacità di galleggiamento in neve fresca. Ma pensa! I nipoti di Gengis Khan lo sapevano da un bel po’!
Insomma, Larsen & C. sono tornati altre 3 volte fra quel popolo di strambi sciatori, hanno girato diverse ore di video e quello che era partito come un progetto didattico è diventato un film: “Skiing in the Shadow of Genghis Khan/Timeless Skiers of the Altai ” che rende, finalmente, al Telemark il giusto tributo.
Il film è acquistabile qui a $ 24.95
Il trailer è splendido, tutto da vedere, fantastica la sequenza della costruzione dello sci: Trab, Atomic, DYnastar? Pippe, altroché!
Per chi volesse approfondire, domani a partire dalle 20 sulla pista Doninz – Gardenaccia a La Villa in val Badia si tiene la prima serata de “La Falda” (La piega), festa del Telemark: istruttori nazionali e maestri di sci faranno dimostrazioni di discese a tallone libero e mostreranno le tecniche più adatte ai vari tipi di neve: si potrà provare a cadere con la tecnica classica,
oppure a fare degli splendidi voli a pelle d’orso con la tecnica dell’Alpenstock (con un bastone solo)
ma si potranno anche fare voli rovinosi sciando a quattro zampe con il doggystyle (no, non è una roba porno!):
Alla fine, vin brulè per tutti.
La seconda serata, per chi è ancora tutto intero, sarà il 25 marzo, sempre a La Villa in Badia.
fonti:
telemarktribe
Freeheels, il sito del progetto Altai
Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.
Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.
Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.
La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.
Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.
Fabrizio De Andrè
"Tutti Morimmo A Stento", 1968
per chi si chiedesse perché (tra l’altro) mi piace un sacco abitare qui (si porti pazienza per l’introduzione e per la sovrimpressione) :
filmato caricato su youtube da tuttotreno in tv
il trenino esiste, è vero, non è solo uno spot della Loacker, è usato quotidianamente dai residenti, collega l’altopiano di Ritten/Renon alla funivia che porta, in 8 minuti, in centro a Bozen/Bolzano dove, con lo stesso biglietto, si può prendere il bus, il treno regionale, ogni altra funivia.
Mobilità alternativa, ligth, e molto piacevole.
Ciò non toglie che il traffico, in città, sia un casino come quasi ovunque.
(si lo so il blog langue… )
Mario Rigoni Stern
“Domando tante volte alla gente: avete mai assistito a un’alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura.
A un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, l’aria flessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle.
E per conto mio è proprio il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina.
E sentirai per esempio il canto del codirosso, poi sentirai il pettirosso, poi magari vedrai un capriolo. Sì il capriolo è un animale notturno, incominci a vedere che rientra nel bosco, lo individui e poi sparisce, l’immagine che esce da lì è quella del cervo e quando poi magari, quando il cielo è chiaro e le stelle sono sparite, ti accorgi che sopra di te vola un’aquila.
Ma prima hai sentito il brivido.”
tratto da: RITRATTI Mario Rigoni Stern (1999) di Carlo Mazzacurati e Marco Paolini
inserito su youtube da maurihal100
Piccolino e agitatissimo, non sta fermo un decimo di secondo, difficile fargli una foto; ripreso con la telecamerina, si vedono solo foglie e uno spiritello che si muove in continuazione.
E’ il nuovo minuscolo ospite, di passaggio, credo, del giardino: il Luì piccolo, ovvero Phylloscopus collybita:
Luì piccolo (foto di א (Aleph), fonte Wikimedia Commons, licenza Creative Commons Attribution ShareAlike 2.5)
10 centimetri di bestiolina, una pallottola di piume che becchettava insetti dalle foglie dell’acero pigolando in continuazione e facendo casino per dieci :D
Uccellino estivo, in inverno se la batte verso il nordafrica, per la prima volta nel 2008 è stato visto in dicembre in Sicilia.
Dunque: siamo a metà novembre e il piccoletto è a Bolzano: qualcuno gli passi un calendario! Solo dal 2008, dicembre, Sicilia; 2009, novembre, Alto Adige…? Global warming o bestiola ritardataria?
E’ vero che in valle è un autunno tiepido, ma sabato nevicava qui sopra e l’altro dì ho fatto alcune fotografie decisamente invernali a 6 chilometri da casa.
Ehi, piccoletto, non c’è tutto questo tempo, per arrivare in Africa: sgomma che qui se ci si mette fa inverno davvero (e prima che ti veda la Trik, possibilmente)!
Buona occasione per segnalare questo sito: the Internet Bird Collection: una vasta raccolta di immagini, suoni e video sull’avifauna mondiale.
Ecco un bel video della bestiolina:
(cliccate Qui se non doveste vederlo riprodotto in questa pagina)
Cosa c'è come sfondo di questi fuochi d'artificio? Cosa si intravvede là dietro al buchetto del nuovo laghetto artificiale per l'innevamento programmato? Si, quello che non avrebbbe danneggiato l'ambiente, che non si sarebbe visto perchè nascosto dagli alberi, un buchino da nulla insomma, che è diventato più grande del lago di Carezza originale?
Già, là dietro, a poche centinaia di metri da questo inenarrabile casino c'è il Catinaccio, c'è il patrimonio universale dell'umanità protetto dall'UNESCO.
Ades son ciapada e go da nar, non ho tempo per fare riflessioni, ma torno eh! Intanto godetevi il cine.
Quando si partecipa a una gara, ci sono delle regole da rispettare: non si invade la corsia altrui, non si fa lo sgambetto all'avversario, bisogna partire da qui e arrivare lì, non bisogna usare attrezzi diversi da quelli ammessi dal regolamento, non bisogna drogarsi, usare aiuti esterni eccetera eccetera.
Stessa gara, stesse regole per tutti. Che senso ha, allora, cercare di diventare la prima donna che ha salito tutti gli 8.000, quando c'è chi va da un campo base all'altro in elicottero, sale con l'ossigeno, con la corte di portatori che attrezzano preventivamente ogni passaggio, e chi sale leggero, in stile alpino, portandosi il campo in groppa, e senza ossigeno?
E ancora, ha senso considerare l'alpinismo una gara? Per Nives Meroi no. Nives si tira indietro, non gioca più, non rinuncerà al suo stile e alla sua etica di alpinista per essere la prima.
«Mi tiro fuori serenamente da questa frenetica competizione, non sono più in gioco» dice al Corriere qualche giorno fa (grazie Silvia per la segnalazione!) "Ognuno può scalare come vuole: in stile alpino, come ho sempre fatto io con mio marito, oppure con l'aiuto dei portatori di alta quota, con le corde fisse piazzate ovunque o con le bombole di ossigeno. Ma è chiaro che così non si "combatte" ad armi pari. Non scendo a compromessi e non abbandonerò il mio modo di andare in Himalaya per un primato(*)"
"A questo punto - conclude - mi auguro che 'vinca' la coreana in modo che finisca al più presto tutta questa frenesia che rischia di diventare estremamente pericolosa e forse allora si potrà ricominciare a fare dell'alpinismo"(**).
Buon compleanno Nives, sarai sempre la più grande, come dice di te il tuo amico Erri De Luca: "Tre alpiniste hanno già scalato undici di quelle immensità e si avvicinano al traguardo. La più forte di loro e di tutti i tempi si chiama Nives Meroi ed è italiana. Come posso stabilire la sua superiorità, visto che sta alla pari dei risultati delle altre due, una basca e un' austriaca? Perché Nives Meroi ha salito le sue cime asfissianti senza uso di bombole di ossigeno e senza impiego di portatori di alta quota, i climbing sherpa. [...] Dove più schiacciante è la superiorità della natura, lei e suo marito mettono in gioco il loro corpo e nient' altro sostegno. Praticano regole di ostinata lealtà con la montagna. Le altre due alpiniste intendono diversamente l' impresa, una ha impiegato ossigeno, l' altra adopera portatori di alta quota che si sobbarcano di tutto il peso sulle spalle, scavano la piazzola, montano la tenda e fanno trovare il tè caldo già pronto(***)"
(Ora sono 4, si è inserita in gara anche una coreana, la più tecnologica, sponsorizzata, aiutata, spinta, elicotterata alpinista del mondo)
PS: Stasera l'indirizzo del sito ufficiale di Nives e Romano punta da tutt'altra parte: spero si siano solo ubriacati i server DNS e che torni presto in linea.
(*) Corriere della Sera
(**) ANSA Valle d'Aosta
(***) Wikipedia cita Erri De Luca, Corriere della Sera, L' intimità domestica sulle cime del mondo Ecco il segreto di Nives
Riccardo Cassin, San Vito al Tagliamento, 2 gennaio 1909 – Lecco, 6 agosto 2009
Video inserito da gangaglietti
Via Cassin sul Piz Badile (foto Roby)
Trentanovesima giornata mondiale della terrra. Pensiamoci, ogni tanto. E' così bella e ne abbiamo una sola, e non è nemmeno nostra.
Uno degli Spendidi video di David Coiffier. (grazie a Maestroalberto)
La vostra cronista in versione sciescursionista. Lagorai, monte Ziolera. (Foto a.g.)
Era rimasto sepolto da una valanga causata da lui stesso, sull'Alpe di Siusi, sopra malga Zallinger. Nessun altro sciatore era stato coinvolto, era lontano da piste e da strade, non aveva messo in pericolo nessuno se non la sua stessa pellaccia. Tirato fuori per le orecchie dall'Aiut Dolomit, denunciato dai carabinieri ora rischia teoricamente fino a 12 anni di galera: la normativa italiana, spiega l'avvocato Gerda Wallnöfer, consulente legale dell'Alpenverein, negli articoli 426 e 449 del codice penale prevede infatti che sia sanzionabile con l'arresto non solo chi provoca vittime o danni, ma anche chi si pone in situazione da poter provocare danni o vittime.
In galeeeeeera, in galeeeera! Per quel che si fa e anche per quel che non si fa, per quel che si potrebbe fare o che si sarebbe potuto fare ma non si è fatto. Ora manca che mettan dentro chi pensa di poter provocare danni e il cerchio si chiude.
CAI, Alpenverein, Guide alpine e responsabili del soccorso alpino, martedì scorso in una conferenza stampa han spiegato perché dal loro punto di vista la normativa e le sanzioni previste siano esagerate e, in qualche caso, anche pericolose(**).
Alta Badia, Sassongher, Val Scura. Video by ivafilova.
(mi sono molto simpatici questi due ragazzi, che, finita un'impresa, tornano a casa in bus :) )
Il risultato di quest'atteggiamento criminalizzante, sostengono, è che gli scialpinisti di oltre Brennero cominciano a chiedersi se il gioco di venire a fare freeride in Italia valga la candela di finire le vacanze dietro le sbarre e iniziano a disertare l'Alto Adige, le Guide Alpine lo vedono dalla provenienza della loro clientela invernale. E, conseguenza molto più importante e pericolosa, chi ha causato il distacco, anche senza aver provocato nessun danno, se la batte a gambe levate privando il soccorso alpino di preziosissime informazioni e testimonianze: c'era qualcun altro? E' possibile che ci siano vittime? Quante persone dobbiamo cercare? E dove dobbiamo cercare? Alpenverein conta numerose uscite inutili di mezzi, operatori e cani che comportano, oltre a spese inutili, anche inutili rischi, spesso evitabili per mezzo di testimonianze precise e rassicuranti.
Insomma, dice Luis Vonmetz, presidente dell'Alpenverein: "Basta criminalizzare gli scialpinisti!": nonostante l'alto numero di praticanti la montagna invernale, nel 2008 su oltre 600 interventi del Bergrettungsdienst, il soccorso alpino dell’Alpenverein, solo 8 sono stati in soccorso di travolti da valanga. Le esagerazioni, spesso innescate da sovraesposizioni mediatiche, fanno sempre e solo danni.
(*) Bracardi, chi se lo ricorda?
(**) fonte: quotidiano Alto Adige del 19 marzo 2009
Un traffico aereo, oggi!
Frau Picchio rosso maggiore:
video edo
Lady capinera, una vera attaccabrighe:
Codibugnolo o codibugnola? qui non si capisce:
e qui meno che meno:
Cince, cinciarelle, verdoni, passeri, pettirossi, merli, fringuelli non fan più notizia :P
Lo so sto latitando un po'. Attacco di pigrizia passeggero :)
«Zuerst die Füße», prima i piedi: titolo della rana della discordia. (Fonte Panorama on line)
E' stata su tutti i giornali e telegiornali nazionali la rana crocifissa che ha fatto scandalo impegnando i bolzanini in polemiche e dispute anche pesanti per tutta l'estate. Non ci fosse altro di cui discutere da queste parti, questo blogghino potrebbe fornire qualche spunto.
Un brevissimo riassunto per chi si fosse perso (beato lui) la questione: il nuovissimo (e molto bello a mio parere) Museion di arte contemporanea, nuovo fiore all'occhiello del Governatore/Kaiser/papà degli altoatesini, ha spiazzato anche il suo babbo: forse non pensava che "arte contemporanea" non vuol dire bei quadri di fiorellini e paesaggi montani; Segantini, per dire, non c'entra.
Museion
Nella mostra "Sguardo periferico e corpo collettivo” che inaugura il museo viene esposta la rana crocifissa, opera del tedesco Martin Kippenberger, morto nel 1997 a 43 anni dopo una devastante malattia. E che aveva tutto in mente, fuori che vilipendere la religione.
Mai come in questa storia si può applicare il detto: "la malizia è negli occhi di chi guarda": si è scatenata una polemica assurda che ha impegnato società civile, Provincia, Governatore, Sindaco (che, permettetemi, di tutto potranno parlare ma di arte, per favore, no! Almeno, non seduti sullo scranno), episcopato, Schützen, Benedetto XVI, mancano solo il museo di storia naturale e la protezione animali.
Bisogna toglierla, è una vergogna, è un vilipendio alla religione, un attacco alla sensibilità cattolica profondamente radicata nella nostra terra, è blasfema (!) e, dulcis in fundo, i bambini, i nostri BAMBINI! Così presi dalla rana da non vedere, nella stessa mostra e in posto molto più centrale, un'installazione con esplicite scene di sesso. Eh, i bambini!
Non è servita a nulla la spiegazione della direttrice del museo sul significato dell'opera: quando si parte per una crociata non si torna indietro. Ditelo a Goffredo di Buglione che la Terra Santa sta benone come sta.
Infatti Franz Pahl, consigliere SVF e presidente della Regione (che, essendo Trento e Bolzano due province autonome, conta circa come il due di picche) ha fatto lo sciopero della fame perché la rana venisse rimossa. Sciopero interrotto "per malore" quando un gruppo di artisti buontemponi si sono messi a rosolare cipolle e a cuocere würstel poco lontano.
La direttrice prima, il CdA dopo, non cede alle pressioni e decide invece che la Rana rimanga al suo posto. Che i politici si impiccino dei fatti loro. Chi ha ha messo la direttrice in quel posto? Loro. Ora la lascino in pace. Volevano un museo di arte contemporanea o di arte sacra?
Cosa c'entra questo blog con la storia della rana? Ora che la mostra è finita, la rana liberata se ne va in giro per l'Alto Adige Gabibbo like a fare il mona fra la gente, cazzeggia qui e là, e soprattutto filma i lavori per il BBT (il tunnel di base del Brennero, di cui mi rifiuto di parlare) il fracasso del nostro aeroporto fra le case, il traffico assurdo di Bolzano bella cittadina in mezzo ai monti.
Compatsch, agosto 2008. a Sx a metà inquadratura la colata di cemento
Ispirata la passeggiata fra automobili, negozi di souvenir, carrozzelle coi cavalli all'Alpe di Siusi, e ancora più devastante per l'immagine dell'Alto Adige quell'altra passeggiata, sempre all'Alpe, che parte dallo spettacolo delle Dolomiti, attraversa il casino di gente dell'orrido centro turistico di Compatsch, da un'occhiata alla cabinovia con sfondo Sciliar per arrivare alla colata di cemento subito sopra il paese. Senza dire una parola fa più baccano di una conferenza stampa. Insomma un blogghino interesante.
Qualcuno suggerisce che dietro alla rana liberata ci sia un candidato dei Verdi alle elezioni provinciali. Non ho idea se sia vero o no. Io voto rana for president, ma lei, la saltabeccante anfibia rompigiocattoli, non chi eventualmente c'è dietro. Che non manca di ironia, comunque si chiami.
P.S.: con la chiave di ricerca "rana crocifissa" sul sito del quotidiano locale: 126 risultati dal 26 maggio 2008 al 26 settembre. Nemmeno Gesù (96 risutlati)
Video di c00lwind
7 minuti in aliante sopra Orobie, Valfurva, Valzebrù, in vista di Ortles, Cevedale e Gran Zebrù, pressoché seduti sulle ginocchia del pilota, con accompagnamento musicale di Mark Knopfler, il che non guasta. Buon volo :)
"8 settembre 2008, decollati da bergamo-valbrembo su tre alianti abbiamo raggiunto Bormio e siamo "saliti" sullo Stelvio volando a costone in uno scenario incredibile, indescrivibile, mozzafiato. Accompagnati dal nostro Angelo G. che in termica saliva con i diruttori estratti per non perderci..
Purtroppo come sempre le riprese sono spesso mosse. Questo perchè non posso pilotare coordinato e nello stesso tempo fare riprese "steady cam"! Sopratutto se si tratta di stare dietro all'Angelo. Ho usato una Canon A580 digitale per le riprese, tenendola con la mano sinistra senza poter guardare cosa stava riprendendo. L'aliante che sto pilotando è un Discus D-7176 della flotta del club AVA di Valbrembo. Roberto era su un Discus 2b, mentre Angelo su un altro Discus uguale al mio. Il filmato sarà disponibile su rapidshare appena possibile in alta definizione per DVD.
La musica di Mark Knopfler inizia volutamente dopo le conversazioni radio iniziali. Notate l'Angelo (sull'aliante che inseguo) che via radio molto diplomaticamente dice "ragazzi riuscite a fare volo insieme e seguire bene senza..." Io rispondo "Ci attacchiamo alla coda" . UNA PAROLA! Beh ci abbiamo provato, io ho la scusa che oltre a pilotare riprendevo. Buona visione!
c00lwind"
Mario Rigoni Stern - (Fotogramma dal film "RITRATTI - MARIO RIGONI STERN" di
Carlo Mazzacurati e Marco Paolini)
Montagnalibri, la sezione del Filmfestival della montagna di Trento che si occupa di editoria di montagna, nell'edizione bolzanina di questi giorni ha deciso di dedicare una giornata a Mario Rigoni Stern, scomparso nel giugno scorso.
Giovedì prossimo 25 settembre dalle ore 18, nella tensiostruttura che ospita, in piazza Walter, il padiglione di Montagnalibri, 30 persone leggeranno, 5 pagine a testa, "Il sergente nella neve".
Non è dato sapere chi siano i lettori e come siano stati scelti, né come pensano di organizzare la faccenda: la tensiostruttura non è enorme, di solito è ovviamente zeppa di scaffali, tavoli ed espositori carichi di libri, ci si gira malamente. Non ci sono panche, sedie, e nemmeno comodi stipiti ai quali appoggiarsi.
Poi, 5 pagine a testa in che senso? Mi parrebbe più sensato un capitolo a testa per non replicare le interruzioni assurde piazzate in mezzo a un dialogo o a un'emozione, come diceva Federico Fellini scandalizzato, alle quali ci ha abituati la Tv. Non metterei nemmeno la mano sul fuoco sull'acustica del posto... chissà come hanno risolto. Non so nemmeno se mi piacerebbe sentir leggere un libro tanto amato da 30 voci, sensibilità, immaginazioni diverse.
Comunque, se qualcuno dei "miei 25 lettori" passa da quelle parti e vede una gnoma bionda e spatuzza occhieggiare da sotto uno sgabello, be' potrebbe essere la quipresenrte cronista. :D
Restando in tema: sul sito del Festival di Trento c'è il trailer del film
RITRATTI - MARIO RIGONI STERN, DVD con libro
REGIA: Carlo Mazzacurati e Marco Paolini
Prezzo: € 20,00
Editore: Fandango Libri
Nell’arco di tre giornate Mario Rigoni Stern narra a Marco Paolini la sua vita.
"Mario Rigoni Stern ha vissuto questo secolo come un personaggio omerico, con la stessa pazienza, lo stesso coraggio, la stessa speranza in un disegno. I suoi occhi, il suo sguardo sono puri come la neve, ne hanno la stessa limpidezza, lo stesso candore. È un uomo di montagna abituato a camminare, e camminando ha attraversato in lungo e in largo questo martoriato continente. Come un padre mitico ha sempre avuto al primo posto della sua scala etica il senso di responsabilità. Non ha mai abbandonato nessuno lungo il suo cammino, che fossero soldati amici o nemici, o persone perdute tra le montagne. Se li è caricati sulle spalle e li ha riportati a casa. Ciò che non ha potuto portare indietro ha deciso di raccontarlo, per non dimenticare."
Carlo Mazzacurati
Per non dimenticare, e per non dimenticarlo.
Com'era il mio orto dopo 15 minuti di questo trattamento?
Circa così (vedi seconda metà del filmato):
SGRUNT!
«So bene che fare poesie non è un mestiere tanto serio, ma mi prendo egualmente la libertà di mandarti questa che s'intitola A Mario e a Nuto: Ho due fratelli con molta vita alle spalle, | Nati all'ombra delle montagne. | Hanno imparato l'indignazione | Nella neve di un paese lontano, | Ed hanno scritto libri non inutili. | Come me, hanno tollerato la vista | Di Medusa, che non li ha impietriti. | Non si sono lasciati impietrire | Dalla lenta nevicata dei giorni»
Il resto da bersntol