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mercoledì 16 novembre 2011

La pace della montagna

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Dolomiti: Marmolada e Pale di S.Martino

Sono 13 i nuovi impianti, fra seggiovie e cabinovie, del più grande comprensorio sciistico del mondo, il Dolomiti Superski. 

Molti di questi sostituiscono vecchie seggiovie preesistenti, moltiplicandone però la velocità e la portata e quindi la capacità oraria, più due new entry fresche fresche: una nuova e contestatissima cabinovia a Plan de Corones, la Ried, con partenza dalla stazione ferroviaria di Percha e con capacità di 3200 persone all’ora, che servirà la nuova omonima pista e un nuovo collegamento fra le zone sciistiche Jochtal e Gitschberg in val Isarco, con cabinovia a 8 posti ad agganciamento automatico.

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Val di Fassa, la ex incontaminata Val Jumela,

Questi i numeri del comprensorio: 3.000 km2, 450 impianti di risalita, 1.200 km di piste di cui 1.100 dotate di innevamento artificiale, 300 gatti delle nevi, 10.324.639 giornalieri skipass venduti nella stagione 2010-2011, per un totale di 147.769.305 passaggi, con un volume di affari aumentato dello 0,11% rispetto all’anno precedente, nonostante il lieve calo degli skipass venduti (evidentemente sono aumentati i prezzi) *

Numeri che fanno impressione.

(*fonte, sito ufficiale Dolomiti Superski. Che non linko per non far loro ulteriore pubblicità, abbiate pazienza, e quotidiano Alto Adige).

venerdì 26 marzo 2010

I gradi della morte

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Val Lasties, gruppo del Sella

Interessante contributo di zullix in un commento al mio post "I numeri non sono isterici" che merita in un post la visibilità che fra i commenti andrebbe persa:

“Valanghe, circa rapporto grado pericolo / morti:

Grado 1, In Italia circa il 2% degli incidenti mortali avviene con questo grado.
Grado 2, In Italia circa il 32% degli incidenti mortali avviene con questo grado.
Grado3, In Italia circa il 54% degli incidenti mortali avviene con questo grado.
Grado 4, In Italia circa il 12% degli incidenti mortali avviene con questo grado.
Grado 5, In Italia non sono noti incidenti mortali con questo grado.

Fonte: Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio
Servizio Centro Valanghe di Arabba 2007, Guida per l'utente, disponibile sul sito Arpav.
”

(Grazie zullix, trovato!)

Quindi più di metà degli incidenti mortali avviene con grado di pericolo 3.

Perché con grado 4 o superiore chiunque abbia un po’ di buon senso va in piscina e non a fare scialpinismo, perché con grado 2 la probabilità di valanga è indubbiamente minore… perché grado 3, in mezzo alla scala dei valori, è letto come pericolo medio: si c’è un po’ di rischio ma non poi così tanto. Invece grado 3 è pericolo MARCATO. Marcato vuol dire alto, pronunciato, spiccato. Forte.

Interessante comunque lo scambio di opinioni nei commenti del post segnalato sopra. Grazie a tutti voi.

mercoledì 3 marzo 2010

I numeri non sono isterici

Malga Cagnon di sopra

Malga Cagnon di sopra – Lagorai

Aineva (associazione interregionale neve e valanghe) raccoglie da 24 anni i dati sugli eventi valanghivi nelle Alpi italiane, sulla località dell’evento, sul numero travolti, di vittime, sul tipo di attività che stavano compiendo.

Ogni anno una tabellina, aggiornata in tempo reale. Mi sono presa la briga di scorrerle tutte, le tabelline, e di ragionarci un po’ sopra senza un giornalista isterico attaccato alle balle.

Intanto ecco i totali, anno per anno:

Inverno

Nr. incidenti

Travolti

Illesi

Feriti

Morti

1985-86

37

97

47

26

27

86-87

24

42

22

4

16

87-88

51

127

69

22

36

88-89

12

36

20

5

11

89-90

22

44

26

5

13

90-91

50

118

61

19

38

91-92

17

61

36

15

10

92-93

23

85

27

33

25

93-94

34

94

62

9

23

94-95

33

70

43

15

12

95-96

26

44

26

8

10

96-97

27

69

52

4

13

97-98

31

49

30

13

13

98-99

35

73

36

25

12

99-2000

24

43

19

8

16

00-01

72

134

70

35

29

01-02

18

27

8

12

7

02-03

59

116

68

26

22

03-04

58

93

66

13

22

04-05

35

60

36

14

10

05-06

86

118

86

31

21

06-07

35

81

63

16

6

07-08

33

65

30

19

16

08-09

67

145

78

46

21

09-10

51

103

52

21

30

 

Secondo Hans Kammerlander, che propone il patentino, gli scialpinisti ed escursionisti fuori pista negli ultimi 10 anni sarebbero aumentati di 10 volte. Forse non di dieci, ma fra sci, snowboard e ciaspole sono davvero tanti più di un tempo. Ma a leggere i numeri dei morti, non sembrerebbe.

Insomma, gente sconsiderata che si infila nei casini da pollo, da ignorante o da temeraria indubbiamente ce n’è troppa. Nella statistica non vengono evidenziati gli escursionisti con le ciaspole che, a vederli in giro, mi paiono i meno preparati e temo siano inseriti nel numero degli scialpinisti. Aineva non ha ancora inserito i due faentini del rifugio Comici, con ciaspole, quindi non so dove li mettono.

E’ un tema che mi interessa assai, ci ho già scritto sopra, con altri numeri e altre statistiche, qui e qui.

Ogni morto di valanga è un morto di troppo, ma mi pare di poter notare che attorno alla questione ci sia un’isteria mediatica che tende a trasformare gli scialpinisti in pazzi criminali. Ma i numeri non dicono così. Ogni stagione c’è un argomento attorno al quale si coagula l’interesse sovreccitato della stampa. In estate si spera nel delitto di ferragosto, in inverno sono le valanghe, rassegnamoci.

Qui le tabelle annuali di AINEVA.

Qui una ricerca di AINEVA sugli incidenti in valanga, ma con numeri fermi a 10 anni fa

domenica 22 novembre 2009

Numeri

Trentino, ruderi di una malga abbandonata

190.568: chilometri quadrati delle Alpi

13,9 milioni: abitanti sulle Alpi

13 mila: specie vegetali sulle Alpi

87 mila: chilometri di strade di montagna sulle Alpi

2136: chilometri di piste da sci sulle Alpi nel 1977

6943: chilometri di piste da sci sulle Alpi nel 2007

2024: impianti di risalita sulle Alpi

10 milioni: posti letto turistici sulle Alpi

5954: Comuni sulle Alpi

-60%: popolazione nelle frazioni alpine dal 1980

-32%: popolazione in quota nelle valli alpine dal 1980

300: km quadrati di pascoli falciati in Trentino nel 1980

190: km quadrati di pascoli falciati in Trentino nel 2007

440 euro: premio UE annuo per sfalcio a ettaro fino al 2006

260 euro: premio UE annuo per sfalcio a ettaro dopo il 2006

3123: aziende agricole di montagna in Trentino nel 1990

950: aziende agricole di montagna in Trentino nel 2007

36 mila: vacche in alpeggio in Trentino nel 1970

8 mila: vacche in alpeggio in Trentino nel 2007

45 mila: vacche in Trentino nel 2007

700: malghe attive in Trentino nel 1970

300: malghe attive in Trentino nel 2007

90 mila: ettari a pascolo in Trentino nel 1980

35 mila: ettari a pascolo in Trentino nel 2007

57 anni: età media popolazione sulle Alpi

72 anni: età media piccoli contadini sulle Alpi

470 mila: abitanti del Trentino

5 milioni: turisti in Trentino

305 mila: soci Cai in Italia

24 mila: soci Sat in Trentino

12%: pernottamenti nei rifugi sotto i 18 anni

-50%: superficie ghiacciai alpini negli ultimi 100 anni

-30%: superficie ghiacciai alpini negli ultimi 20 anni

fonti: ANAS, Cipra, Cai-Sat, Istat, Pat, Wwf, Federcaccia

ma soprattutto, fonte:

Visetti Giampaolo
Ex Italia. Viaggio nel paese che non sa più chi è

Editore: Baldini Castoldi Dalai  (collana Le boe)

anno: 2009
pagine: 240, brossura
€ 17

ISBN 978-88-6073-598-0

Analisi disperante e spietata di una nazione spaventata, sempre più povera e sempre più sola, che si è venduta il territorio, il paesaggio e l’arte; che ha perso la maggior parte dei suoi abilissimi artigiani e la capacità del lavoro ben fatto, ma ha anche chiuso le fabbriche e, come in Piemonte, sta chiudendo i centri commerciali; che ha spopolato la montagna ma l’ha ricoperta di impianti di risalita. Giovani e vecchi uniti dalla mancanza di futuro, dall’assenza della famiglia, dalla solitudine e dal silenzio. E, spesso, dalla bottiglia.

Me lo sto divorando come se fosse un giallo mozzafiato, con un senso di disagio crescente, con imbarazzo, quasi fastidio fisico.

Visetti, giornalista di Repubblica, ex direttore dei quotidiani locali L’Adige, Trentino, Alto Adige e Corriere delle Alpi, attraversa tutta l’Italia, in lungo e in largo, e dedica un capitolo per ogni regione, uno per le due provincie autonome Trentino e Sudtirolo (non lo chiama MAI Alto Adige), mettendo a fuoco la particolare problematica di ognuna allargando lo sguardo sul resto del territorio. Difficoltà endemiche che la crisi ha peggiorato, punti di forza che si sono trasformati in enormi problemi, insicurezza, povertà, xenofobia mentre i giornali si occupano delle nozze di Briatore e del crocifisso in aula.

Ogni capitolo però contiene anche un seme di speranza: due ragazzi che riaprono una malga abbandonata e si dedicano alla produzione di formaggi, il nuovo bisogno di spiritualità, il nuovo turista soft che cerca agritur, rapporti umani e camminate nei boschi (e non li trova), invece che piste, impianti di risalita e wellness.

Insomma, accatatevillo!

lunedì 23 febbraio 2009

5 miliardi di litri

serpentine

Serpentine

Non sono quelli di vinazza fatti fuori durante un'adunata degli alpini: cinque miliardi e' il numero di litri d'acqua consumati complessivamente nell'inverno 2004/2005 in provincia di Bolzano per innevare artificialmente tutte le piste.

Quindi, 5.000.000 di metri cubi se ricordo bene le equivalenze imparate alle elementari, circa il doppio rispetto a 10 anni fa. Non riesco ad immaginarmeli. Per dire, il lago di Braies fa 5,3 milioni di m³: 31 ettari di superficie, profondità media 17 metri. Parecchi. "L'uno per mille di tutta l'acqua usata in Alto Adige'', secondo Siegfried Pichler, direttore degli impianti di Obereggen.

E non contiamo quanta energia idroelettrica viene usata per far funzionare i cannoni, le pompe e tutto il grande circo della "neve programmata", che la parola artificiale non piace.

Il trend di uso dell'acqua per l'innevamento artificiale è in continuo aumento, bacini artificiali di varie dimensioni spuntano come funghi in tutta la provincia (ricordo i 170 cannoni collegati con 20 chilometri di tubazioni al nuovo bacino artificiale da un milione di litri sopra malga Moser, più grande del lago di Carezza! per garantire la copertura con la neve programmata su 40 chilometri di piste del paradiso dello sci di Carezza Ski), sia a causa degli inverni sempre meno nevosi che dei materiali studiati per rendere meglio sulla neve artificiale.

Strano fare questo discorso proprio quest'anno in cui la neve non manca, ma non è da aspettarsi un'inversione di tendenza negli anni a venire.

E dove si prende l'acqua? Siegfried Vieider, funzionario del servizio risorse idriche della Provincia Autonoma di Bolzano, spiegava tempo fa sul giornale Alto Adige, l'acqua viene raccolta in due modi: esubero degli acquedotti e bacini dedicati. Uno dei problemi nell'utilizzo del surplus degli acquedotti è che negli inverni poco freddi degli ultimi anni non si è potuto sparare neve prima dell'inizio della stagione, quando gli alberghi sono ancora chiusi e i serbatoi strapieni: a stagione iniziata l'acqua degli acquedotti è appena sufficiente a coprire gli usi umani.

In inverno i torrenti sono in secca, le normative provinciali impongono un minimo deflusso costante vitale di 2 litri al secondo per chilometro quadrato di bacino imbrifero sotteso alle singole opere di presa: l'uso delle acque superficiali è molto difficile e la Provincia fatica a darne le concessioni.

Bacino idrico costruito in località Mezzavia sul Bondone -  foto a.g.

E quindi servono sempre più bacini idrici dedicati dove raccogliere acqua già dalla primavera, e sempre più grandi. I tre invasi utilizzati per innevare le piste di Obereggen sono un esempio di questo trend: il primo, costruito nel 1983, è di 11.000 metri cubi, il secondo, del 1995, di 25.000 metri cubi, quello del 2005 è di 55.000 metri cubi. Quello di Carezza, del 2008, di 100.000 metri cubi.

"I bacini di acqua consentono di garantire la risorsa per l'agricoltura nei mesi estivi e di essere usati in caso di incendi. Inoltre l'acqua che viene nebulizzata con l'aiuto di aria compressa per formare i fiocchi di neve artificiali, una volta sciolta viene restituita come acqua." dice ancora Siegfried Pichler al giornalista Davide Pasquali.

Insomma, a sentire gli impiantisti, la neve artificiale: utile al turismo, all'agricoltura, all'ambiente. Sarà davvero così?

(Continua)

Comunque belli non sono, i bacini artificiali, lasciatemelo dire!

domenica 1 febbraio 2009

Qualcuno nutriva qualche speranza residua?

rolle

Cimon della Pala e passo Rolle. Se non ho capito male il costone innevato a destra nella foto sarà adorno di piloni, funi e debiti.

Il 28 gennaio scorso in Primiero è stato firmato il protocollo d'intesa per la realizzazione del collegamento San Martino-Passo Rolle. L'accordo sottoscritto dalla Provincia di Trento nella persona del suo presidente Lorenzo Dellai, da Trentino Sviluppo spa, dai  comuni di CANAL SAN BOVO, FIERA DI PRIMIERO, IMER, MEZZANO, di SAGRON MIS, COMUNE di SIROR, TONADICO, TRANSACQUA, il COMPRENSORIO del PRIMIERO,  il consorzio delle società impiantistiche NUOVA ROSALPINA S.p.A., SIATI S.r.l., CONSORZIO IMPIANTI A FUNE SAN MARTINO DI CASTROZZA – PASSO ROLLE, FUNIVIE SEGGIOVIE SAN MARTINO S.p.A. e SCIOVIA PRA’ DELLE NASSE S.n.c., ASSOCIAZIONE ALBERGATORI , ASSOCIAZIONE ARTIGIANI, PRIMIERO INIZIATIVE eccetera eccetera, nei suoi punti essenziali si propone:

"il riequilibrio gestionale ed economico delle società Nuova Rosalpina e Siati; la fusione delle due società, una volta raggiunto il punto di riequilibrio; la realizzazione, da parte della nuova società, degli interventi infrastrutturali concernenti la messa in rete delle aree di San Martino di Castrozza e Passo Rolle.

L’impegno finanziario complessivo previsto dal Protocollo è di 22 milioni e mezzo di euro, che saranno destinati per circa un terzo al risanamento delle due società (5,5 milioni a Siati e 2 milioni a Nuova Rosalpina) e per i restanti due terzi alla realizzazione del progetto di messa in rete delle aree di San Martino di Castrozza e di Passo Rolle. Tale operazione verrà realizzata mediante la partecipazione al capitale sociale della nuova società che nascerà dalla fusione delle due precedenti, per complessivi 15 milioni di euro.(*)"

15 milioni di euro che erano, l'anno scorso, lo scoperto complessivo delle due società.

Il risanamento avverrà con il contributo di (**):

per quanto concerne SIATI:

2 milioni di euro da parte dei Comuni d’ambito attualmente soci
1,5 milioni di euro da parte degli attuali soci pubblici e privati,
0,9 milioni di euro da parte degli attuali soci non pubblici di SIATI S.r.l. nonché di nuovi sottoscrittori del capitale sociale previo accordo con gli attuali soci
0,75 milioni di euro da parte di Cassa Rurale delle Valli di Primiero e Vanoi e da Cassa Centrale Banca
0,35 milioni di euro da parte di ACSM S.p.a.,

per quanto concerne Nuova Rosalpina:

almeno 2 milioni di Euro da parte dei soci privati di Nuova Rosalpina stessa e di eventuali nuovi sottoscrittori del capitale sociale.

Mentre la grana per realizzare il collegamento San Martino-Rolle salterà fuori mediante la partecipazione al capitale sociale della nuova società nata dalla fusione di Nuova Rosalpina e SIATI per complessivi 15 milioni di Euro così suddivisi:

5 milioni da Trentino Sviluppo S.p.a;
5 milioni dalle Società funiviarie e dagli Operatori locali sottoscrittori del presente accordo;
5 milioni da parte dei Comuni d’ambito, conformemente alle modalità di erogazione da parte della PAT delle risorse finanziarie a valere sul Fondo per lo Sviluppo locale o altre forme da individuare.

Dopo aver contribuito a risanare le società gran parte dei fondi per i lavori arriveranno ancora da quattrini pubblici, fra Trentino Sviluppo e Comuni d'ambito. Gli impiantisti e gli operatori locali, i privati insomma, ci mettono un terzo del malloppo.

Già visto questo film, anzi lo sappiamo a memoria. Rischio d'impresa, bassissimo; guadagni privatizzati e perdite collettivizzate; cittadini ai quali tocca finanziare imprese che produrranno altro inquinamento ambientale in barba all'area di protezione totale dove non si può cogliere nemmeno una margherita, e buchi di bilancio a breve (ci rivediamo qui fra un paio di anni?); finanziamenti pubblici fuori norma europea, ma concessi tramite fantasiosi giri finanziari e tramite società varie a capitale pubblico.

(*) Quotidiano TRENTINO del 29 gennaio
(**) fonte: testo del protocollo d'intesa

Link:
il testo del protocollo d'intesa, in formato .doc dal sito della Provincia Autonoma di Trento
Articolo sul quotidiano on line "la Voce del Nord-Est", col testo della dichiarazione di Dellai

giovedì 29 gennaio 2009

1500 vittime in 20 anni. Su per giù.

Luc

Laugenspitze - Monte Luco: il famoso canalone valanghivo

Il Corpo forestale dello Stato in un comunicato stampa dà i numeri:

- 117 gli interventi in montagna nel 2008 riconducibili alla neve, fra soccorso in valanga, sulle piste, in parete.

- 100 e oltre (che vuol dire oltre 100? 199 o 101? mah!) le persone recuperate in valanga, 37 delle quali lievemente ferite e 7 ferite gravemente, 10 morte. (E gli altri? che potrebbero essere più di 100? Andati a casa tranquilli e beati, parrebbe)

- 1500 circa i travolti da valanga negli ultimi 20 anni, su per giù 80 all'anno, con una media di 20 morti all'anno. Circa.

- il 95% delle valanghe che hanno travolto qualcuno sono state causate dal passaggio di persone e solo il 5% da distacchi spontanei

- Il maggior numero di incidenti si verifica nei fine settimana nelle ore centrali della giornata fra i 1800 e i 2600 metri. Le pendenze dove si sono avuti più incidenti sono fra i 28 e i 35 gradi. E questo mi pare ovvio: nei fine settimana e nelle ore centrali della giornata c'è in giro più gente, sotto i 28° è difficile che si stacchino valanghe, sopra i 35° non è pieno di sciatori.

Questa poi me la devono spiegare:

"- Solo nelle Regioni a Statuto ordinario si contano 125 valanghe ogni anno.  A livello nazionale si sale ad una media di 190 ogni anno"

Embè? Che diavolo vuol dimostrare questa suddivisione? E poi: 190 valanghe in totale? Quindi il corpo forestale interverrebbe a prestare soccorso in più della metà delle valanghe che avvengono su tutti i monti d'Italia in un inverno (117 interventi nel 2008). Figuriamoci. Oppure contano anche le valanghe nelle quali è intervenuto qualche altro organismo diverso dal corpo forestale. Questo dato è poco chiaro.

"- Il Corpo forestale dello Stato ricorda come lo sci fuori pista sia una delle cause principali di incidenti sulla neve." Mica vero. Di incidenti da valanga, casomai. Incidenti tout court ce ne sono un bel po' di più in pista.

Insomma, secondo me questo comunicato non dice un cavolo. Un po' di tempo fa avevo trovato i dati AINEVA, aggiornati all'inverno 2002-2003, molto più precisi e interessanti.

giovedì 27 novembre 2008

Nessuno lo vuole ma tutti lo vogliono

testimage Webcam sul mercatino (Sito dell'Azienda di Soggiorno)

Le lamentazioni da bolzanina egoista e disinteressata ai guadagni dei concittadini le ho già fatte l'anno scorso, quindi per questa volta mi astengo, ma sta di fatto che i cittadini di Bolzano ne hanno piene le scatole da tempo.

Agli artigiani non interessa e non conviene, i ristoratori del centro chiedono qualità e non quantità, i baristi della piazza chiedono pietà e, per favore, cessi che nei loro c'è la fila.

I turisti del fine settimana se ne partono stremati dal casino, e si mettono in fila in autostrada dietro il "serpentone di auto" per chilometri e chilometri. Si e no sono riusciti ad avvicinarsi ai banchi di esposizione senza farsi pestare i piedi, infilare un gomito in un occhio, rovesciare sul cappotto l'imbevibile brulé. In compenso si portano a casa qualche cianfrusaglia made in china pagata a peso d'oro. E non sono io a dirlo, la solita criticona disfattista, leggete un po' cosa scrive oggi il quotidiano Alto Adige:

"Il Mercatino di Natale parla cinese. Ieri, in piazza Walther, gli espositori preparavano gli stand per l’inaugurazione. Tra le casette di legno, c’erano centinaia di scatoloni. La loro provenienza? «Made in China». «I turisti spendono poco e preferiscono prodotti economici», dicono i commercianti. «E’una tendenza - conferma Lucia Nardelli, membro della commissione che seleziona i venditori - E ogni anno scarseggiano le richieste degli artigiani. Temono di non guadagnare»". L'intero articolo si può leggere qui. E qui il video.

E meno male che ogni anno, a fine kermesse, "Bisogna ripensare l'evento" ""Basta con la paccottiglia e le chincaglierie" (Michl Ebner, presidente della Camera di commercio) e "Bisogna puntare sull’autenticità del prodotto" secondo l'assessore provinciale al commercio Werner Frick.

E quindi? Com'è che tutto il teatrino prosegue da 18 anni?

Un po' di numeri, fonte la camera di Commercio di Bolzano via il quotidiano Alto Adige di ieri:

I mercatini della provincia l’anno scorso hanno attirato 401.500 visitatori, "per un giro d’affari di 31,7 milioni di euro ed un totale di circa 70.200 pernottamenti".  Quanto spende ogni visitatore? "Nel 2007 hanno speso 55 euro al giorno (i germanici non superano i 50 euro!): 10 euro per mangiare e bere (crauti, gulash, speck, strudel ecc.) 20 euro tra souvenir e regali vari ed altri 25 nei negozi della città." 

Il visitatore dei mercatini: "È italiano nel 60% dei casi, germanico nel 10% mentre i locali sono il 20%."

Secondo il direttore dell'Azienda di Soggiorno questi numeri sono approssimati per difetto, per grande difetto: "L’indagine offre uno spaccato solo parziale della realtà perché basa i suoi dati sui pernottamenti negli alberghi e sui passaggi in A22 ma non tiene conto di chi arriva in treno, col bus, in camper o dalla statale. A noi risulta - infatti - che il giro d’affari sia di 60 milioni di euro, praticamente il doppio, e che solo il Mercatino di Bolzano l’anno scorso sia stato visitato da 700 mila persone". (La città di bolzano raggiunge a stento i 100 mila abitanti)

E non contento del piatto ricco, Seppi aggiunge: "Perdiamo, rispetto a Merano, più di 50 mila visitatori l’anno perché a Bolzano gli stand chiudono il 23 dicembre mentre Merano va avanti fino al 6 gennaio. Questa faccenda va rivista e ripensata tutta".

Certo che va ripensata, ma non credo che il suo ripensamento coincida con quello della maggioranza non solo dei bolzanini ma anche di coloro che vorrebbero un mercatino più sobrio, meno urlato e soprattutto meno artificiale.

Per il momento, cari concittadini, facciamoci coraggio, ci aspetta un mese di passione: oggi alle 17 l'inaugurazione. Siamo sopravvissuti per 17 anni, ce la faremo anche questa volta. Io comunque starò a casa. L'avevate capito da soli?

Fonti:
Mercatini d'oro, giro d'affari da 31 milioni - Alto Adige — 26 novembre 2008 
Centinaia di prodotti "made in China" "Sì, ma i turisti li comprano" - Alto Adige - 27 novembre 2008

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martedì 3 giugno 2008

Criminalità

"Il Trentino, per la sua delinquenza, messa in confronto con quella delle province limitrofe, sta sui più elevati gradini della scala della moralità. Nel Trentino la media annuale degli omicidi d'ogni specie su 100.000 abitanti è di 1,17; vale a dire inferiore alla media annuale del Regno; altrettanto dicasi della media annua dei ferimenti (16,2 per 100.000) e delle falsità (36,2 per 100.000).

Nelle sue caratteristiche la delinquenza trentina è affatto corrispondente a quella italiana"

fonte: "Il Trentino", On. dott. Cesare Battisti, Istituto Geografico De Agostini, Novara. 1919

"Pochi furti, truffe in aumento - I dati del Viminale: Bolzano tra le città più sicure

Bolzano è tra le poche province italiane dove i reati sono in diminuzione: Il dato emerge da un rapporto del Viminale pubblicato irei dal quotidiano economico "Il Sole 24 Ore".
[...]

Nel 2007, dice la statistica, a Bolzano sono stati 14.157 i reati commessi. [...] Ogni 100.000 abitanti i reati sono quindi 2.903, uno dei valori più bassi di tutta Italia. [...] si vede come Bolzano sia la città più sicura per quanto riguarda i furti d'auto (problema che ai tempi di Cesare Battisti non impediva di dormire di notte N.d.f.). Nel 2007 ne sono stati segnalati soltanto 92, il 17,2% in meno rispetto all'anno precedente" (Repubblica di oggi: Crolla il mercato a maggio vendite a meno 17,56% - Lo so, non c'entra un cavolo, ma il link sorge spontaneo: che vuoi rubare, solo ferrivecchi? :D) [...]

"Bolzano è messa bene anche rigurado alle rapine: le aggressioni a mano armata sono state 80, 16 ogni 100.000 abitanti. Rispetto all'anno prima si è registrato un lieve calo (meno 1,2%).

Bolzano è al decimo posto tra le città più sicure [...]

In forte aumento le truffe e le frodi informatiche: rispetto al 2006 sono cresciute del 17,5%, superando i 750 casi (154 ogni 100.000 abitanti) (Altro problema che ai tempi di Battisti non si presentava :D).

Tra le note negative c'è da segnalare l'alto numero di furti con destrezza. Evidentemente Bolzano attira i borseggiatori: i reati di questo tipo sono stati più di mille, 211 ogni 100.000 abitanti [...] ma va sottolineato che c'è stata una diminuzione del 9,3%."

Fonte: giornale Alto Adige di oggi

Non precipitatevi tutti a Bz, il rovescio della medaglia dice che è la città di gran lunga più cara d'Italia.

Detto questo, se vedo le ronde per la sicurezza in giro, come minimo apro la pompa per irrigare l'orto e li innaffio.

lunedì 26 maggio 2008

Due pesi e due misure

Un'oncia 'taliana o un'oncia todesca? In Italia, politicamente divisa in numerosi stati diversi, la confusione sul sistema metrico e le unità di misura è sempre stata grande. Non solo si usavano unità di misura differenti fra uno stato e l'altro, ma unità di misura con lo stesso nome avevano campioni diversi. Eppure loro si capivano benissimo.

In Trentino il casino era doppio: a periodi si variava dalle misure stabilite da Trento a quelle di Vienna, e nonostante l'unificazione ufficiale della fine del 1800, il popolo ha continuato per anni a  usare le sue, misurando a once, a staia, a piedi, a brozi, a braci, a segadóri. Ma quali, quelli 'taliani o quei todeschi?

Qualche esempio per farsi un'idea:
Trento:
Oncia =28,05 grammi
Libbra sottile (TN)=12 once=336,6 grammi
Libbra grossa (TN)=18 once=509,4 grammi

Piede=0,332 m.
Passo=5 piedi = 1,66 m.
Pertica=2,167 m.
Braccio (usato per il tessuto)=70,3 cm

Pertica=4,686 mq
Staio (rendita teorica di semente)=845,75 mq
Broz=birroccio=dimensione in mq pari ad un campo teorico campione che rende un birroccio di fieno, o di grano. Variabile da zona a zona
segador=1798,5 mq (resa di un falciatore/giornata)zappatore/giornata=540 mq

Mossa=1,0466 litri
Bazeda=6,54 litri
Staio=13,08 litri
Congiale=50 mosse=52,33 litri
Carro di vino=12 congiali=268 litri
Staio per grano=25 litri
Soma di grano=8 staia=200 litri

Vienna:
Oncia =35,04
Lotto=17,52 grammi
Libbra=56 kg

Piede=0,316 m.
Pertica=6 piedi=1,896 m.
Braccio=77,7 cm

Pertica=3,597 mq
Iugero=1600 pertiche=5755,2 mq
Campo=1000 pertiche=3597 mq

Krügel=0,54 litri
Mossa=1,42 litri
Emero=40 mosse=56,8 litri
Staio=61,486 litri

Aggiungo anche un paio di misure di superficie altoatesine, ancora in uso fra i contadini:

Klafter  = 3,59 m2
alte Tagmahd = 802,5 Klafter
Starland = 200,125 Klafter
neuer Graber = 150 Klafter

giovedì 1 maggio 2008

Latte, yugurt, vacche e contadini

pratopiazza

Pratopiazza, Parco Naturale Fànes-Sennes-Bràies. A sx i Cadini di Misurina, a dx il Cristallo

Mi sono sempre chiesta quanta produzione di latte ci sia in Alto Adige, per poter essere così massicciamente presente sul mercato italiano con yogurt formaggi e latte. Mi ha sfiorato spesso il dubbio che non fosse tutta roba nostra. Ecco qui qualche rassicurante risposta.

In Alto Adige lavorano 5.700 allevatori che nel 2007 hanno portato a lavorare in latteria 376.380.134 chili di latte OGM free. Di questo, l'1,2% è certificato bio.

Di questo latte sono stati ricavati 94.000.000 di chili di yogurt, pari a 2 milioni di vasetti al giorno (250.000 chili, vi risparmio la fatica di fare il conto! 94 milioni diviso 365 fa 257.534,25. Circa ci siamo con i numeri), collocando l'Alto Adige in cima alla classifica dei produttori italiani con un forte incremento rispetto all'anno precedente (+5%). Fortissimo incremento anche la richiesta di latte e yogurt di capra (+68%) e di panna (+18%). Tutti prodotti esclusivamente con latte di provenienza altoatesina.

800 persone lavorano nel settore lattiero caseario che fattura circa 353 milioni di euro anno.

I 5.700 produttori hanno percepito compensi per 68,8 milioni di euro. Più del 60% degli allevatori altoatesini hanno piccole aziende con pochi capi di bestiame: producono infatti piccole quantità giornaliere di latte, tra i 51 e i 250 chili al giorno.

Nel 2007 i costi di produzione hanno avuto un incremento del 10%, legato ai rincari di mangimi e cereali e dell'energia portando il prezzo medio dai 40,44 cent del 2006 ai 44,86 cent del 2007, e la tendenza per il 2008 pare la stessa.

(fonte: dati forniti durante l'assemblea della Federazione delle latterie Altoatesine e pubblicati dal quotidiano Alto Adige di oggi)

giovedì 28 febbraio 2008

Te te ritiri ti?

Variazioni frontali in metri del Ghiacciaio Principale della Marmolada dal 1905 al 2005. (fonte: Museo tridentino di Scienze naturali; dati forniti dal Comitato Glaciologico Italiano ed elaborati da C. Casarotto).

Nell'ultimo secolo la fronte centrale del ghiacciaio della Marmolada è arretrata di 600 metri; negli ultimi 15 anni di 164 metri, di cui 90 nel 2003. Con un trend di questo genere per il ghiacciaio della Marmolada sono previsti ancora 20-30 anni di vita.

Qui l'intero e interessante articolo del dr. Christian Casarotto, glaciologo del Museo tridentino di scienze naturali, pubblicato sul numero 2 del 2006 di Natura Alpina, rivista trimestrale della Società di scienze naturali del Trentino e del Museo tridentino di scienze naturali.

sabato 2 febbraio 2008

Soccorso Alpino, qualche considerazione

logo socorso alpinoCi è voluta la fattiva partecipazione di un amico per trovare i dati di cui parlavo l'ultima volta: sono sul sito del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Il primo dato sul quale abbiamo ragionato è questo: nel 2006 il 60% degli interventi sono stati fatti per recuperare persone illese o ferite leggermente. Su un totale di 27.519 uomini intervenuti, 16.511 si sono quindi mossi per recuperare persone stanche, impanicate, disattente, impreparate. Probabilmente gran parte di questi interventi potrebbe essere evitata se la gente andasse per sentieri collegando i piedi ai neuroni. Ricordo un tale pretendere che il rifugista del Brentari chiamasse l'elicottero solo perché era stanco, non se la sentiva di scendere a piedi e non aveva tempo di fermarsi a dormire al rifugio. Forse anche la falsa sicurezza data dal cellulare e dalla facilità della richiesta di intervento hanno la loro responsabilità.

Altro dato: il 95% dei tecnici intervenuti (26.255) fanno parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, ma solo il 5,5% degli escursionisti soccorsi sono soci CAI. Salvo poi protestare, parlar male del CAI, dire che è inutile e che è composto solo da accademici parrucconi scollegati dalla realtà dell'alpinismo.

Il 71,4 % delle persone recuperate sono maschi, il 28,6 femmine. Le donne sono più prudenti o la maggior parte di loro (politically scorrect mode on) sta a casa a fare la calza o preferisce la spiaggia ai crozi?

Fantastica la tabella delle cause dell'intervento: l'11,4% per perdita dell'orientamento (terza causa per numero di interventi), 4,8% per ritardo(!), 4,6% per incapacità, 1,1% falsa chiamata.

Per il 32,9% si trattava di escursionisti, al secondo posto un discreto 12,3% di sciatori in pista; solo il 4,4% complessivo il numero di scialpinisti (2,4) + sciatori fuori pista (2) che però riempiono le pagine dei giornali; 9% gli alpinisti e solo l'1,7% i ferratisti con buona pace di chi dice che le ferrate sono molto più pericolose dell'alpinismo.

L'1% (59 interventi) ha riguardato il recupero animali, lo 0,8% incidenti di caccia (dovrei cercare il numero delle giornate/uomo di caccia e delle giornate/uomo di alpinismo per fare un raffronto. Dati che non troverò mai).

Vero che siamo 4 gatti, ma non molti meno dei pescatori: praticare lo sciescursionismo è poco più pericoloso che pescare: 0,3% degli interventi contro lo 0,2%.

Ovviamente la maggior parte degli interventi è stata in agosto (17,3%) segue luglio con il 15,8% e si piazza molto bene anche gennaio con un discreto 9,8%: parecchio davanti a giugno che pesa solo per il 6,7%, superato anche dall'8,6% di febbraio.

Insomma tabellina interessante sulla quale ragionare e disquisire all'infinito.

martedì 29 gennaio 2008

Numeri: Soccorso Alpino

Sul News Group it.sport.montagna Il Barbi riporta qualche dato relativo agli interventi del Soccorso Alpino, estrapolato dal sito ufficiale del Cai. Copio/incollo quello che ha postato:

"Dall'anno di costituzione sono state compiute circa 73.000 missioni, portando soccorso a 100.000 persone, impiegando oltre 480.000 volontari; il bilancio è di 56.000 feriti, 31.000 illesi, 1.500 dispersi e il recupero di 10.500 salme". 222 per anno, calcola il Barbi. 

"Nel 2006 sono state compiute 5.568 missioni di soccorso con il recupero di 1.495 illesi, 2.063 feriti leggeri, 1.579 feriti gravi, 375 feriti con compromissione delle funzioni vitali e 405 deceduti.

In 41 interventi è stato richiesto l'utilizzo delle Unità cinofile da ricerca in Valanga e in 130 casi, quello delle Unità cinofile da ricerca in superficie. L'impiego dell'elicottero è stato determinante in più di 3.300 interventi, nella maggioranza dei casi si è trattato di mezzi del Sistema Sanitario Nazionale (118), presso le cui basi di elisoccorso è presente un tecnico del soccorso alpino."

Numeri da meditare a mio avviso.

(E' mezz'ora che ravano sul sito del CAI e questi dati mica li trovo... appena li trovo li linko.)

martedì 22 gennaio 2008

Numeri alpini

IMG_8634

Viso Mozzo e Monviso

Territorio alpino: Kmq 190.600

di cui:

Aree umide e corsi d'acqua: 1,3%
insediamenti e vie di comunicazione: 2,1%
superfici agricole: 18,9%
vegetazione arbustiva e erbacea (alpeggi compresi): 18,8%
boschi: 42,9%
aree non boschive prive o quasi di vegetazione: 16%

Abitanti: 3.600.000
Comuni: 6.187

Fonte: CIPRA

venerdì 4 gennaio 2008

Numeri: imprenditori con i nostri soldi

Cannone per innevamento artificiale (foto reperita in rete)

Negli ultimi giorni del 2007 la Provincia Autonoma di Trento ha concesso qualche Euro di contributi alle società impiantistiche trentine. (Fonte: quotidiano L'Adige del 18 dicembre 2007). Si passa dai 25.000 Euro per l'acquisto di cannoni per l'innevamento artificiale concessi alla Società Nuova Rosalpina di Siror ai 13.725 euro alla Sinval di Edolo per l'ampliamento di una pista nell'area sciistica del Passo Tonale; dai 360.160 Euro sganciati alla Funivie Buffaure di Fassa per la neve artificiale, lavori alle piste da sci e l'acquisto di battipista, ai 593.199 euro per un "tappeto mobile per il trasporto degli sciatori" alla Funivie San Martino di Srior; alla "Paganella 2001" di Andalo sono andati 1.357.353 euro per l'acquisto di battipista, per l'innevamento artificiale e per migliorie alle piste. Alla Società Funivie Folgarida Marilleva 144.813 euro per acquistare battipista e 237.558 euro per la realizzazione della seggiovia biposto Campo scuola-Malghetto, mentre alle Funivie Madonna di Campiglio 200.275 euro per impianti di neve artificiale, miglioramenti alle piste e acquisto di mezzi battipista più 1.200.576 euro per ammodernare la telecabina Fortini - Pian del Graffer e Pian del Graffer - Grostè e realizzare la telecabina ad otto posti Madonna di Campiglio - Pancugolo (qui l'articolo del quotidiano).

Eccetera eccetera, per la modesta cifra di 20.623.000 di Euro. Quasi tutte povere aziende in difficoltà economiche, che lavorano in un settore in difficoltà, che investono ogni anno centinaia di migliaia di euro per la salvaguardia dell'ambiente, operando in favore della comunità con ritorni economici modestissimi e senza invadere terreni demaniali. O no??

giovedì 13 dicembre 2007

Numeri: valanghe

(foto Wikimedia Commons, licenza public domain)

Morti da valanga in Italia: dall'inverno 1967 all'inverno 2003 ci sono stati 723 morti da valanga, con una media di 20 all'anno negli ultimi 20 anni. Nonostante l'alto numero di morti degli inverni 2000/2001 (29) e 2002/2003 (23), la media degli ultimi 10 anni tende a calare, scendendo a 16 vittime a stagione.

Sempre negli ultimi 20 anni si sono contati 641 incidenti nei quali i travolti sono stati 1495, 394 dei quali deceduti (26%) e 1101 sopravvissuti (74%).

Queste percentuali sono coerenti con quelle rilevate nello stesso periodo in Svizzera e in Francia.

La percentuale più alta di incidenti con vittime coinvolge scialpinisti, con un 48% di morti sul totale. Segue lo sci fuori pista con il 23%, l'alpinismo (compreso quello estivo) col 19%, con un netto aumento negli ultimi anni dovuto all'arrampicata su ghiaccio. Fanalini di coda lo sci su pista (1%), abitazioni (1%) e vie di comunicazione investite da valanghe (2%) e un residuale 6% dovuto a cause varie.

Nel 1986 le ultime vittime da valanga su vie di comunicazione e nel 1999 su un paese, precisamente a Morgex (Valle d’Aosta).

Secondo AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) questi dati confermano che nel 95% degli incidenti il distacco della valanga è avvenuto per responsabilità dell'uomo e solo il 5% per cause naturali.

Il 50% delle volte tutti i presenti sul luogo della valanga sono stati travolti, e fra questi il 37% rimanendo in superficie, il 28% è rimasto semisepolto e il 35% completamente sepolto. Di questi ultimi il 65% è stato recuperato già morto. AINEVA sottolinea che "I dati relativi agli estratti ancora in vita sono però scoraggianti, anche a causa della poca diffusione delle tecniche di autosoccorso. Infatti, in Italia solo il 19% dei completamente sepolti sotto la neve è stato individuato con l’ARVA mentre, ad esempio, in Canada sono il 42%"

AINEVA conclude lo studio con queste considerazioni: "Appare evidente come in Italia, parallelamente al sempre crescente sviluppo di attività ricreative svolte sulla neve non vi sia ancora, a livello individuale, una piena consapevolezza del problema e l’attuazione di efficaci azioni preventive vista la notevole frequenza di comportamenti scorretti in caso di incidente e lo scarso utilizzo dell’ARVA."

(fonte AINEVA )


giovedì 6 dicembre 2007

Numeri: incidenti sugli sci

Come ci si fa male sciando? Secondo una ricerca del Centro Addestramento Alpino dei Carabinieri e dell'Istituto Superiore di Sanità, che nella scorsa stagione hanno monitorato 177 stazioni sciistiche e circa 26.000 incidenti, ben il 77% degli sciatori fa tutto da solo, cadendo come un salame su piste quasi sempre non difficili e con condizioni meteo buone, visibilità e stato della pista e della neve da buone a ottime (69,2% dei casi). Solo l'11,7% degli infortuni è causato da scontri con altri sciatori, il rimanente da malori o collisioni con ostacoli vari.

Nelle ultime 3 stagioni il numero degli interventi e dei soccorsi sulle piste è questo: 23.379 nella stagione 2003/2004; 26.745 nella stagione 2004/2005 e 26.472 in quella 2005/2006. Circa il 5% degli incidenti richiedono il ricovero ospedaliero. E' interessante confrontare questi numeri con la quantità stimata dei praticanti lo sci e lo snowboard: si calcola (come si calcoli non so) che ci siano circa 2 milioni e mezzo di sciatori, mezzo milione di tavolari, 400.000 scialpinisti (quest'ultima cifra mi pare un po' altina, difficile da stabilire visto che non comprano skipass né salgono con gli impianti. E gli sciescursionisti, quattro gatti peraltro, sono contati fra gli scialpinisti?). Quasi l'80% degli infortuni hanno coinvolto sciatori, circa il 15% snowboarder, il resto bobisti e slittinisti. A occhio pare che la tavola sia leggermente meno pericolosa degli sci, il perché è tutto da capire.

Mi piacerebbe sapere la percentuale degli scialpinisti coinvolti sul totale degli sciatori e degli infortuni sulla neve in genere, ma non sono riuscita a trovarla. Gradirei, se possibile, sfatare il mito che lo scialpinismo sia più pericoloso dello sci su pista ma non ho cifre da confrontare.

Difficile è invece è trovare un parametro di riferimento sensato e condiviso per valutare l'incidenza degli infortuni: finora la stima è stata fatta sul totale delle giornate di sci, ma l'ideale sarebbe, secondo l'ISS, sul numero di chilometri percorsi: denominatore al momento impossibile da quantificare.

La maggior parte degli incidenti capita quando l'affollamento delle piste è maggiore, fra le 11 e le 13. L'età media degli sciatori infortunati è di 32 anni, mentre i ragazzini fino ai 20 si fanno male con la tavola. Numeri abbastanza logici se si considera che lo sci è sport praticato maggiormente da soggetti giovani anche se i soccorsi sono intervenuti per persone di età fra 0 e 87 anni. Marco Giustini, coordinatore del sistema SIMON (Sistema di Sorveglianza degli Incidenti in Montagna del ISS), dà queste percentuali: "entro i 18 anni di età avviene circa il 25% degli incidenti segnalati, entro i 30 anni il 50%, entro i 45 anni accade circa l'80% degli eventi"

Le lesioni più comuni sono la distorsione del ginocchio fra gli sciatori, la frattura del polso fra i tavolari; fra il 10 e il 15% sono traumi cranici, un terzo dei quali con lesioni neurologiche, equamente divisi in entrambe le categorie, causati nella maggior parte dei casi da scontri.

Secondo l'Istituto superiore di Sanità la maggior concentrazione di incidenti, sembra ovvio, è durante le vacanze di Natale.

Qui il decalogo dello sciatore, per cercare di non essere inseriti in questa statistica.

(fonte: Istituto Superiore di Sanità)

venerdì 16 novembre 2007

Numeri: i ghiacciai

Gruppo del Cevedale visto dal Monte Vioz

Dal 1981 in Trentino si è potuta notare una forte deglaciazione, aumentata notevolmente negli ultimi 5 anni durante i quali è cresciuta del doppio rispetto alla media degli ultimi 20 anni.

Nel 1990 erano presenti 146 fra ghiacciai e gliacionevai per una superficie di 50,5 chilometri quadrati. Nel 2003 la superficie si è ridotta a 38,3 chilometri quadrati, con una riduzione di circa il 25%. (fonte SIAT, Sistema Informativo Ambiente e Territorio della Provincia autonoma di Trento).

Se si mantenesse il trend attuale, nel 2025 rimarrebbe meno del 50% di ghiaccio rispetto al 1981 e per il 2100 si stima una riduzione fino al 10% con la totale scomparsa dei ghiacciai alpini con superficie inferiore a 1 chilometro quadrato, ovvero circa il 90% del totale.

(fonte "il Trentino", rivista della Provincia autonoma di Trento, n.280, agosto 2007)

venerdì 9 novembre 2007

Numeri bianchi

Marmolada Skyline

Incollo pedissequamente dal sito dell'ufficio stampa della Provincia Autonoma di Bolzano:

""Si tratta di un comparto essenziale per la struttura socioeconomica altoatesina - sottolinea Durnwalder (presidente della Giunta Provinciale, detto il Kaiser N.d.f.) - considerando alcuni numeri: 1200 lavoratori stagionali, 122 milioni di persone trasportate per un giro d'affari complessivo del turismo invernale pari a 1,5 miliardi €." Si è parlato anche degli investimenti degli esercenti in Alto Adige, mediamente negli ultimi 5 anni pari a 50 milioni € in impianti di risalita e 20 milioni € in impianti di innevamento e del contributo fondamentale della Provincia allo sviluppo del comparto."

Impianto di risalita sotto il Sassolungo

Da approfondire: con QUANTO ha contribuito la Provincia allo sviluppo del comparto?

Il comunicato continua così:
"Il presidente Durnwalder ha assicurato al direttivo (dell'Associazione esercenti funiviari dell'Alto Adige N.d.f.) - presenti anche il vicepresidente Helmut Sartori, Andreas Schenk e Franz Perathoner - che esaminerà e approfondirà nelle sedi competenti le osservazioni dell'Associazione riguardo al piano di utilizzo delle acque e alla relativa quota richiesta per l'innevamento artificiale, una quantità che gli esercenti definiscono modesta rispetto alle esigenze di altri settori economici. "

E di questo impatto avranno parlato?

Sassolungo
Col Rodella