giovedì 8 novembre 2007

Il beauty case di Messner

Reinhold Messner (fonte Wikipedia, licenza GNU)

Il Reinhold nazionale lancia "Messner Mountain Magic" e "Messner Mountain Moments", una linea cosmetica comprendente 14 articoli biologici, 14 come gli 8.000 da lui saliti.

Creme e profumi altissimi e purissimi, fra i quali per esempio "Makalu 8485" una crema da viso alla stella alpina. Le basi biologiche verranno prodotte da alcune aziende agricole venostane.

Il che dimostra che si può creare economia senza sbancare montagne intere o radere al suolo foreste.

Certo che come si sa vendere lui, pochi altri.

Tararà

Tararà: dal francese tarare.

"Voce onomatopeica che riproduce il suono-rumore della macchina vaglio ventilatore: le sementi da trattare disposte in velo sottile sono investite da una corrente d'aria che le separa dalle impurità e dispone i semi secondo il loro peso specifico, la loro forma, la loro dimensione."

Tararà è una scoperta: un piccolo editore di Verbania, specializzato in libri di montagna. Non solo guide sul Verbanese, Valgrande e dintorni, ma storia, storie, tradizioni, architettura alpina, fotografie, letteratura, linguistica, studi rigorosi.

Non ho visto nel catalogo on line un testo che non comprerei al volo.

Ho appena terminato la lettura di "Una passeggiata sotto la pioggia alpina" prima traduzione assoluta in italiano (con testo originale a fronte!) di un'opera di Franz Böni, misterioso scrittore svizzero tedesco, che non concede interviste, non compare sui media, "non firma petizioni" e per il quale "Il silenzio è diventato il soggetto della mia vita."

E' un libro di racconti ambientati in montagna, ma non la montagna delle imprese alpinistiche né quella delle cartoline: non ci sono eroi in queste storie, solo piccole persone qualunque in lotta per la sopravvivenza e contro l'omologazione, figurine borderline che non hanno nulla di romantico incastonate in un ambiente aspro e faticoso, sia in campagna che in paese o in fabbrica, sempre in attesa della catastrofe incipiente e descritte con un linguaggio asciutto ed essenziale.

Non ci sono happy end nelle sue storie, forse non ci sono nemmeno end: lasciano un gusto amaro e sospeso e una cupa malinconia.

Steig, cosa vuol dire?

Segnaletica oscura

Capita spesso di leggere sui cartelli indicatori o sulle cartine termini tedeschi dei quali non si capisce il significato. Può essere utile conoscerne la traduzione.


Alm = malga
Almhütte = Casera
Bach = rio, torrente
Berg = monte, montagna
Bergkante = spigolo
Bergkessel = Busa, Van
Bergschulter = spallone
Ebene = Piano
Fels = rupe, sasso
Felsnadel = Guglia
Gipfel = punta, cima, vetta
Horn = corno
Hütte = rifugio
Jausenstation = punto di ristoro
Joch = passo, giogo
Klettersteig = ferrata, sentiero attrezzato
Lichtung = radura
Pass = passo
Rüchen = dosso
Sattel = sella
Scharte = forcella, valico, bocca
See = lago
Spitze = punta, pizzo, vetta
Steig = sentiero
Tal = valle
Wald = bosco
Wanderweg, Wandersteig = sentiero escursionistico
Weg=via
Wiese=prato

Ricordarsi sempre che la lingua tedesca usa spesso parole composte: Rittnerhorn si traduce Corno del Renon, Sarnerscharte, Forcella Sarentina: occorre quindi estrapolare il termine che interessa dal nome composto.

martedì 6 novembre 2007

distruzione e deturpamento di bellezze naturali? 2000 euro e amici come prima

Marmolada

Questo è quanto dovrà pagare di multa la società "Tofana - Marmolada S.p.A." riconosciuta ieri, dal tribunale di Trento, colpevole di "distruzione e deturpamento di bellezze naturali", per aver costruito nel 2005, durante i lavori del terzo tronco della funivia, una "strada" sul ghiacciaio della Regina delle Dolomiti, per portare a Punta Rocca operai e materiali.

La pena massima prevista dal nostro codice per quel reato è di euro 6.197.

dal quotidiano "l'Adige" di oggi, qualche stralcio dell'articolo a firma Bruno Zorzi:

"[...] «Anche se - ha ribadito con forza il legale della società funiviaria - noi non abbiamo creato danni al ghiacciaio! Questo lo dicono le stesse perizie del tribunale. Abbiamo accettato di pagare perché con qualcosa più di 2000 euro togliamo il reato».

[...] Per quanto riguarda invece i danni, in effetti, sentendo le deposizioni del climatologo «star» televisiva, Luca Mercalli e dal glaciologo Franco Secchieri , periti nominati dal giudice delle indagini preliminari, di danni permanenti il ghiacciaio della Marmolada non ne ha riportati. Secondo Mercalli è stata intaccato lo strato nevoso dell'anno e quello sottostante, quello che viene chiamato il «nevato», ma non il ghiaccio. «I mezzi usati - ha detto - non avrebbero avuta la forza». Certo è, invece, (e per capirlo basta guardare le foto scattate nell'agosto del 2005 dai militanti di Mountain Wilderness che lo denunciarono) che questa «strada» lunga 500 metri, in alcuni punti profonda tre metri, che è servita a portare a Punta Rocca da Serauta gli operai addetti ai lavori del terzo tronco della funivia, uno scempio lo è stato. Secchieri su questo non ha avuto dubbi, anche se ha ribadito che non s'è trattato di uno sfregio permanente. «L'impatto c'è stato all'inizio», ha detto. «In che termini di grandezza?» ha chiesto il giudice Forlenza. «Da 0 a 10 - ha risposto il glaciologo di Rovigo - direi sette»".

Il 3 dicembre a Trento si terrà l'udienza per la violazione dell'articolo il 181 del decreto sulle autorizzazioni in materia ambientale. In pratica avrebbero iniziato i lavori in assenza di autorizzazione.

Prosegue il giornalista:
"[...] «Se l'avessimo chiesta l'autorizzazione - ha affermato fuori dall'aula (l'avvocato della S.p.A N.d.f)- ce l'avrebbero data. Ma non è stata chiesta perché si è semplicemente fatto quello che si è sempre fatto. Anzi! Battendo le piste abbiamo fatto del bene al ghiacciaio». Ragionamento supportato anche dalla deposizione di Mercalli. L'avvocato Nicola Canestrini , difensore di parte civile, cioè di Mountain Wilderness, è, ovviamente, di tutt'altro avviso: «Alla fine tutto si riduce ad un abuso edilizio. Un cittadino che fa qualcosa in casa sua senza autorizzazione rischia di più di chi ha fatto una cosa del genere sul ghiacciaio della Marmolada!»"

"Gli alberi sono braccia che sostengono il cielo. Quando avremo tagliato l'ultimo albero il cielo ci cadrà addosso". E quando avremo distrutto per soldi tutto quanto ci circonda, dove li metteremo questi soldi? mangeremo soldi, berremo soldi, andremo su e giù in funivia su un pendio coperto di soldi.


lunedì 5 novembre 2007

Lei danza da sola

Catherine Destivelle. Bellissima.

Quante zampe in Alto Adige?


patrimonio zootecnico:
Specie 1990

2000

2006
(Stima)
Bovini 151.143 144.196 144.000
Equini 3.319 4.725 6.100
Ovini 32.293 39.739 45.000
Caprini 11.130 15.714 17.300
Suini 25.273 15.794 13.000
Avicoli 188.387 250.863 255.000
Conigli 32.485 27.753 28.000




Totale 469.582 517.879 550.400

1.523.600 zampe, api escluse ;)

Si nota un netto calo dei suini, dimezzati di numero in 15 anni; quasi raddoppiato il numero degli equini e degli alveari, in netto aumento ovini, caprini e avicoli, in calo conigli e bovini. Di questi ultimi il calo si è verificato fra il 1990 e il 2000, dal 2000 ad ora il numero si mantiene abbastanza stabile.


Malghe

Numero delle malghe: 1733
Superficie pascoliva totale: 248.750 ha (34% della superficie provinciale)
Superficie pascoliva pura: 97.615 ha (14% della superficie provinciale)
Carico annuale: 95.000 pezzi bestiame

Proprietà:
Privati: 71%
Comproprietà: 7%
Demanio forestale: 1%
Interessenze: 13%
Comuni, Frazioni: 7%
Chiesa: 1%
Altro: 1%

più del 50 % dei bovini che vivono in provincia viene mandato all'alpeggio. Le malghe altoatesine sono per la maggior parte di alta quota con pascoli in terreno acido, adatte quindi sopratutto a manze asciutte e meno per vacche da latte.

(fonte: Provincia Autonoma di Bolzano - Relazione agraria provinciale anno 2006)

domenica 4 novembre 2007

Bello e utile

Un piccolo assaggio di un sito imperdibile

Segnalo un sito a mio avviso molto utile oltre che bello: Alpen-panoramen.

Contiene centinaia di fotografie panoramiche delle Alpi (per l'esattezza ad oggi 1.299), alcune delle quali molto belle, scattate da diversi punti di vista. Ma non finisce qui: premendo il pulsante "Übersicht ein/aus" sotto all'immagine, compaiono sulla fotografia i nomi delle cime come nella fotografia che allego. Il pulsante "Marker ein/aus" fa comparire sull'immagine dei segnaposto: passando col mouse su ognuno di questi si vede il nome della singola cima lasciando il resto della fotografia pulito.

La freccina verde accanto a Durchlauf "naviga" le cime automaticamente mostrandone i nomi uno per volta. Se la foto è troppo grande per il nostro schermo basta premere il pulsante "lente di ingrandimento" e la foto viene ridimensionata (sparisce la modalità Übersicht ein).

Ogni pagina contiene il link alla foto satellitare della zona con evidenziati i punti di interesse (il pulsante mappamondo a sx dell'immagine) e alla panoramica in movimento con/senza legenda delle cime (pulsante Viewer, sotto al mappamondo).

Il tutto è molto più semplice di quello che appare dalla mia incasinata spiegazione, provare per credere.

Il sito è in tedesco ma non ci sono difficoltà a goderselo anche se non si conosce la lingua.

Buon divertimento :)

venerdì 2 novembre 2007

Si fa divieto... si fa obbligo...

visti gli enormi costi sociali che tali pericolose attività
comportano, su tutto il territorio nazionale

si fa divieto di:
praticare lo sport dell'arrampicata, del nuoto, del pattinaggio,dell'escursionismo, torrentismo, bicicletta, boxe, sci escluso nelle aree ad esso preposte, slittino, automobilismo etc;

gioco del calcio
nei cortili dietro casa, gioco dei 4 cantoni, nasconderello, schiaffo del soldato, flipper, arrampicata sugli alberi;

scendere le scale di
corsa ed ogni altra attività che comporti il rischio di sudare, distorcersi una caviglia, inciamparsi, cadere;

attraversare la strada nelle ore di punta, usare il telefono cellulare camminando, uscire di casa quando piove, fa freddo o tira vento, respirare in caso di superamento soglia polveri sottili;

correre o camminare veloci se privi di certificato di forte e robusta costituzione, fumare, mangiare cibi ricchi di grassi, superare la soglia di mezzo bicchiere di vino a pasto, superare del 10% il proprio peso forma, avere rapporti sessuali privi dell'uso del preservativo;

e' fatto altresì obbligo, in ogni attività che non sia compresa nel dormire e il leggere un libro seduti davanti al caminetto col gatto (opportunamente vaccinato) sulle ginocchia, di:

indossare casco, guanti di acciaio, scarpe anti infortunio, maschera anti gas, parastinchi, paragomiti, paraorecchie, paraculo;

nel caso si esca dal proprio quartiere di residenza, essere muniti di navigatore satellitare, bussola, cartina, arva, telefono cellulare con i numeri del pronto intervento in evidenza;

allacciare le cinture di sicurezza anche in motorino, monopattino (di cui si sconsiglia l'uso) e schettini in linea;

si tollera la pratica della cyclette, con attrezzatura omologata dalla CEE, esclusivamente nel proprio domicilio, con l'obbligo dell'uso del casco e cinture di sicurezza, cardiofrequenzimetro e materasso anticaduta opportunamente posizionato.

DDL sulla sicurezza in montagna

Ciaspolata in Val di Sole

30 ottobre 2007: APPROVATO IL DDL SULLA SICUREZZA IN MONTAGNA

Qui una serie di slide, a cura del Ministero delle politiche giovanili e delle attività sportive con le linee guida del ddl (in formato Microsoft Power Point, peraltro).

Tutti molto critici in Alto Adige, provincia autonoma che ha competenza legislativa in materia, a partire dall'assessore al turismo Thomas Widmann.

Il quotidiano Alto Adige di ieri, giovedì primo novembre, pubblica alcune reazioni sull'argomento in un articolo di Antonella Mattioli, del quale pubblico qualche stralcio:

- Quello della sicurezza sulle piste è un problema reale, perché la Provincia torna a bocciare un disegno di legge che punta a migliorarla?
«I primi ad essere preoccupati della sicurezza - assicura Widmann - siamo noi che da anni lavoriamo su prevenzione e segnaletica, ma le misure messe a punto dal governo sono esagerate. Chi le ha elaborate, dimostra di non esser mai stato su una pista da sci».

- Perché esagerate?
«Ma perché la vacanza sulla neve è divertimento, non si può pensare di regolamentare tutto con controlli e sanzioni. Questo è tipico di uno stato di polizia».

Sulla stessa lunghezza d’onda Perathoner, presidente dello Skipass Dolomiti:
«Queste misure non aumentano la sicurezza, ma fanno semplicemente passare la voglia di venire a sciare in Alto Adige. Regole, controlli, divieti: mi aspetto che di questo passo introducano presto anche lo ski-velox. Per non parlare poi delle multe, da 1 a 5 mila euro, che per pagarle si rischia di dover fare un mutuo».
- Ma bisognerà pur darsi delle regole?
«Non serve, ci sono già - assicura Perathoner - c’è il decalogo Fis che vale anche all’estero. Inoltre, introdurre nuove regole significa creare confusione nella clientela che è in gran parte straniera. Se proprio si vuol fare, allora bisogna varare una normativa europea».

«Se si applicano le norme previste dal disegno di legge varato dal governo - attacca l’assessore al turismo Thomas Widmann - una sciata o, peggio ancora, una settimana bianca rischiano di diventare un vero e proprio incubo. Con questo pacchetto si vuole regolamentare tutto, anche quello che dovrebbe essere un momento di svago».

«In base alle nuove norme - commenta il presidente del Superski-Dolomiti Franz Perathoner - certe piste non dovrebbero essere battute, nella convinzione che così diventerebbero più lente e quindi più sicure. Non è vero: è più difficile sciare tra dossi e cunette. Non a caso 30 anni fa c’erano più incidenti».

Incollo dal .ppt pubblicato dal ministro:
"Obbligo di tenere una velocità moderata in relazione alla capacità tecnica, alle condizioni della pista, al tempo e all’affollamento
Per gli sciatori poco esperti una specifica regola di condotta preclude l’accesso alle piste difficili"

Mi chiedo: come e chi stabilisce le capacità tecniche dello sciatore, le condizioni della pista etc? Bisognerà sostenere un esame che certifichi le capacità e girare col patentino in tasca? Ogni giorno ci saranno in cima ad ogni pista cartelli a contenuto variabile che restringeranno l'accesso a chi dotato di patentino A, B o C a seconda della condizione della pista?

Inoltre:
"Possibilità di segnalare i percorsi fuoripista maggiormente praticati"

Cosa vuol dire? Anzi, cosa diavolo vuol dire?

"Estensione delle campagne informative per l’esercizio del fuoripista e dello sci-alpinismo in massima sicurezza
Obbligo per i gestori di esporre i bollettini valanghe"

Qui sono d'accordo, l'informazione non è mai troppa.

"Generalizzazione dell’obbligo di utilizzo dell’ARVA"
Quindi, divieto di andare da soli, altrimenti l'ARVA non serve a una beata cippa. E, importantissimo, obbligo di corsi sull'uso dell'ARVA, che non è banale, con esame finale, patentino che abilita all'uso e controlli serrati su per ogni crozzo e attacco di sentiero. Ovviamente obbligo di sonda e pala, altrimenti l'ARVA serve solo per trovare il punto esatto dove l'amico sta morendo.

Ancora:
"Espresso riferimento, oltre allo snowboard, anche alla pratica del Telemark
Possibilità di individuare percorsi per il nordic walking, lo sci da fondo escursionistico e le racchette da neve"

Anche di questo non capisco il significato. Possibilità' di individuare? Perché, prima individuare era vietato? E una volta individuati i segnalati i percorsi, obbligo di non uscire da questi? Sarò maligna ma temo che a questo si miri.

Legge stupida e in gran parte inapplicabile, come inapplicabili sono i controlli. La Provincia Autonoma non pare disposta a recepire la legge, della quale si limiterà, secondo Widmann, a "recepire le linee guida, la parte relativa alle sanzioni e alla segnaletica. Dobbiamo vedere però in che modo"

mercoledì 31 ottobre 2007

Il gallo di Auronzo e la contadina astuta

La piana di Dobbiaco

Dopo un post serioso uno leggero: la storia del gallo di Auronzo

Dobbiaco e Auronzo si litigavano il confine della val Popena Bassa da decenni. Quando si decise di smetterla di litigare e di accordarsi finalmente su un'equa soluzione, le due comunità pensarono di servirsi di questo metodo: due contadine, al canto del gallo, si sarebbero messe in strada partendo dai rispettivi paesi e il punto d'incontro sarebbe diventato il confine. Una commissione aveva il compito di controllare il rispetto delle regole stabilite.

La contadina di Auronzo però, di soppiatto punse il gallo con un ferro da calza, svegliandolo di soprassalto. La brava bestia si mise a cantare a squarciagola ben prima del tempo, e la furbona si avviò prima dell'avversaria. Si incontrarono al Ponte della Marogna che dal 1753 divenne, truffaldinamente dicono a Dobbiaco, la linea di demarcazione fra i territori dei due comuni.

Aggiornamento:

Stendec gentilmente precisa: "Lo punse 3 volte. In cima alla chiesetta della Madonna delle Grazie ad Auronzo la banderuola segnavento raffigura un gallo con tre buchi (sul didietro)."



Bel paese brutta gente

Ancora un libro, un bel libro: "Bel paese brutta gente - Romanzo autobiografico dentro le tensioni di una regione europea di confine" di Claus Gatterer, edizioni Praxis 3 di Bolzano. Già la mission della casa editrice racchiude in sé il senso di questo libro: «Dare voce agli italiani e far conoscere i tedeschi». O viceversa, aggiungo io.

E' la storia della giovinezza dell'autore, trascorsa da Gatterer a Sesto Pusteria dove era nato pochi anni dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia e in piena era fascista, quando Mussolini voleva italianizzare la zona. E' un testo scorrevole e garbato, ironico e disincantato, scritto dalla parte della gente semplice che si trova a battagliare contro uno Stato gradasso e cialtrone che non la rispetta, la burocrazia che alimenta sé stessa, leggi incomprensibili che passano come carri armati su persone, cultura, economia, radici, contro le opzioni che pretendono di far scegliere fra piccola patria e nazione.

"Ben presto questa divisione (fra italiani e tedeschi N.d.f.) sfuma, per dimostrare che vizi e virtù sono di tutti e di nessuno. Appaiono così italiani saggi e tedeschi ottusi, ma anche italiani sciocchi e tedeschi assennati, fascisti fanatici da operetta paesana e anche nazisti di uguale pochezza". Non si trova odio etnico fra questa gente, abituata da sempre al passaggio di foresti, piccola gente comune di entrambe le etnie davanti alla Storia e ad avvenimenti più grandi della loro comprensione e del loro pratico buonsenso.

Sono ancora storie di persone, di stagnini e federali, di levatrici e recuperanti, postini, contadini, commercianti, studenti insegnanti e ragazzini. Di giochi e domande senza risposta, di poveri e ricchi di gente e dinamiche di paese.

L'ho regalato a diversi amici che vivono lontani da questa terra, per aiutarli a capirne un po' le logiche e la cultura, per spiegare loro come è stato vissuto quassù quel periodo orribile per tutti ma per l'Alto Adige forse un po' più orribile e incomprensibile. Perché, quando arrivano fra queste meravigliose montagne, evitino di pensare "qui siamo in Italia, bisogna parlare italiano!"

Qualche stralcio del libro in un prossimo post per non allungare troppo il brodo :)

E un altro post più approfondito lo merita l'autore. Arriverà.

Il Sergente

Mario Rigoni Stern

"Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli sternuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don. Ho ancora negli occhi il quadrato di Cassiopea
che mi stava sopra la testa tutte le notti e i pali di sostegno del bunker che mi stavano sopra la testa di giorno. E quando ci ripenso provo il terrore di quella mattina di gennaio quando la Katiuscia, per la prima volta, ci scaraventò addosso le sue settantadue bombarde."

Il Sergente nella neve

martedì 30 ottobre 2007

San Genesio, due leggende

San Genesio/Jenesien (BZ)

Il maiale e il capitano:
Castel Greifenstein, del quale si vedono le rovine a picco sulla val d'Adige sopra Settequerce, era un piccolo maniero indipendente quando il duca d'Austria Federico "dalle Tasche Vuote" (1382-1439) lo pose d'assedio. Dopo mesi di battaglie gli assediati erano ridotti alla fame, unica loro risorsa un porco; ma anche gli uomini di Federico erano stremati e a corto di vettovaglie.

L'idea geniale venne al capitano: "organizzate una gran festa, fate più baccano che potete, ridete e cantate, arrostite il maiale e buttatelo dalle mura in omaggio al nemico". L'idea funzionò: se i castellani avevano ancora tante risorse da potersi permettere una gran festa e di gettare addirittura un maiale, era meglio levare le tende e desistere dall'assedio. Il geniale capitano salvò la vita e l'indipendenza della sua gente e il castello si guadagnò il nome di "Sauschloss" (Castel del Porco).

Se la storia sia vera è difficile da appurare, ma il nome al castello è rimasto.

La nuvola ridanciana.
Si narra che due soldati se ne andavano per l'altopiano del Salto con le armi in spalla quando videro sopra le loro teste un'enorme nuvola nera dalla quale provenivano ben strani scrosci di risa. Intorno a loro non c'era nulla, né gente, né masi, nulla. Incuriosito uno di loro provò a sparare alla nuvola.

Stupefatti i due videro piombare dal cielo una vecchia contadina ferita a una gamba da un proiettile e subito dopo altre due donne: streghe! I diavoli che le portavano in groppa verso il sabba, spaventati dalla fucilata, le avevano mollate sul posto dandosi a fuga precipitosa. Nemmeno del diavolo ci si può più fidare!

Marco Paolini e Rigoni Stern stasera in TV

Marco Paolini (fonte Wikipedia, Licenza GNU)

Questa sera La7 alle 21,30 trasmette in diretta Marco Paolini ne "Il Sergente", opera teatrale ispirata al libro "Il Sergente nella neve" di Mario Rigoni Stern.

Qui il sito di riferimento dello spettacolo, qui qualche stralcio del libro. Sul sito di Intraisass una recensione.

Inutile dire che apprezzo molto Rigoni Stern, come persona e come autore, con una leggera preferenza per i racconti di montagna ambientati nel suo altipiano di Asiago fra gente e storie di un mondo che sta scomparendo. E altrettanto apprezzo Marco Paolini: da vedere e rivedere il suo Vajont.

lunedì 29 ottobre 2007

Montagne in TV

Il venerdì mattina su Rai3 alle 9,15 va in onda "Montagne" "il settimanale delle terre alte prodotto a Torino dalla Tgr in collaborazione con la Regione Piemonte."

Sul sito della Rai è possibile vedere la puntata del 19 ottobre 2007, non ho idea se verranno inserite anche quelle successive.

NON sorvolo sul fatto che la pagina sia malamente visibile con Firefox! Consiglio l'installazione del plugin IE Tab che permette di utilizzare il motore di Internet Explorer dentro Firefox e di passare velocemente alla modalità IE quando un sito risulti illeggibile col browser Mozilla. Funziona per quasi tutti i siti che non rispettano gli standard.

Obbligo di gps per gli escursionisti

Valgrande

Questa mi pare degna di segnalazione: "(AGI) - Verbania, 23 ago. - Obbligo di comunicare il percorso previsto e di utilizzare un segnalatore Gps per tutti gli escursionisti che si recano in zone selvagge o poco frequentate. E’ quanto propone l’Italia dei Valori del Verbano-Cusio-Ossola dopo i casi di persone disperse all’interno del Parco nazionale della Valgrande, l’area selvaggia piu’ estesa d’Italia [...]"
(fonte: MontagnaOggi-AGI Agenzia Italia)

Gli risponde il presidente dell’ente Parco Nazionale Valgrande:
“E' controproducente per l'incolumità delle persone, e segnatamente dei fruitori del Parco, tranquillizzare gli stessi che con un semplice ricevitore GPS palmare, si possa essere rintracciati in caso di difficoltà o peggio in caso di disgrazia perché non c’è niente di più falso” (fonte AzurraTV)

Io propongo guardie ad ogni attacco di sentiero che controllino se l'escursionista e' attrezzato secondo le regole, se ha il battistrada degli scarponi consumato, se ha il patentino che lo abilita a quel tipo di percorso, se ha la giacca a vento nello zaino. Obbligo di muoversi solo accompagnati da guide autorizzate oppure dalla mamma. Roba da matti.

domenica 28 ottobre 2007

35 anni dopo: maso Kofler zwischen den Wänden

Maso Kofler zwischen den Wänden

11 aprile 1972
"Kofler zwischen den Wänden significa letteralmente "maso Kofler collocato tra le pareti di roccia". La perifrasi sarebbe singolare per definire un maso se essa non fosse lo spartito onomatopeico dei luoghi.

Il maso, m.1528, giace su una ripidissima radura fra due salti di roccia, [...] nel comune di Campo Tures, e nella parrocchia di Acereto da cui dista un'ora e mezzo di sentiero che può essere difficile. E' abitato da 8 persone. Ha una centralina elettrica autonoma.

[...] A porre sale sul fuoco è intervenuto il Bossi Fedrigotti. Nella sua guida della Pusteria lo definisce "il maso più inaccessibile del Tirolo del Sud". Aggiunge: "il sentiero attraverso le pareti è appena da usare e viene praticato soltanto da quelli del maso"

[...] Al termine di una buona ora di acrobazie, uscimmo, nella luce equivoca del prematuro tramonto invernale, al principio dell'erta innevata del maso.

[...] Probabilmente d'estate il recesso potrà apparire meno drammatico non tenendo presente, come fanno i turisti, il rapporto fra ambiente e fatica fisica per sopravvivere

[...] il Mühlweg [...] affronta la roccia strapiombante, liscia come la mano di una fanciulla. In corrispondenza del passaggio meno accessibile, là dove un buio antro si spalanca nel granito, è stata collocata una scala di legno di venti gradini.

[...] Erich e la sua lanterna si tiravano sull'orlo del precipizio per segnalare silenziosamente un'insidia [...]

[...] Cacciando il naso nella finestrella inferriata a sinistra della porta, scorsi, nell'umida oscurità, una vecchia macchina per cucire a mano e un paio di letti sfatti tirati contro la parete. L'identico odore di chiuso, di orina, di fieno, di canfora, di letame ci colse nella Stube. E' un locale minuto e basso. Dalle finestre si scorgeva la neve portata a raffiche dal vento.

[...] un paio di anni fa alla nuora Paula. Costei infatti mise al mondo la piccola Marghit nel bosco, mentre scendeva al Toblhof per recarsi all'ospedale di Brunico in attesa del parto.

[...] nel prossimo autunno il piccolo Seppele frequenterà la suola ad Acereto. [...] dovranno assisterlo nella traversata dell'Ostawand. Per il resto dovrà arrangiarsi.

[...] "Molte volte abbiamo portato dentro il fieno alla luce delle lanterne" [...] "abbiamo poco denaro però abbiamo da mangiare e anche da bere."

[...] Il Kofler è un maso che Voter Jakob ha fatto rinascere a furia di lavoro. Veritiera è perciò l'osservazione dell'oste del Toblhof: "Il Bauer è tanto coraggioso che si meriterebbe due medaglie"

Da: "Gli eredi della solitudine", di Aldo Gorfer e Flavio Faganello

Ottobre 2007:
Vi presentiamo uno dei più remoti e solitari masi d'alta montagna dell' Alto Adige. È arroccato sull'orrido precipizio lungo il sentiero montano che collega il paesino di Acereto con Riva di Tures ed è in ogni stagione dell'anno un'apprezzata méta per passeggiate ed escursioni.

Uno degli appartamenti turistici

La trattoria con i suggestivi locali rustici e la soleggiata terrazza panoramica con vista sui ghiacciai e le vallate sottostanti, l'originale "stube" tirolese, la buona cucina con autentiche specialità della casa, lo speck, i salumi ed il formaggio grigio prodotti nella propria azienda agricola, ne fanno un ritrovo per tutta la famiglia.

Il prato giochi per bambini, le allegre grigliate, le escursioni a cavallo e le visite guidate al maso, rendono le vacanze nei nostri appartamenti turistici, suggestive ed indimenticabili. Parcheggio auto. Servizio postale.


Da: sito Internet del maso.

Il maso fa parte del circuito "Gallo Rosso - Agriturismo in Alto Adige" che segnala gli Agriturismi di qualità.

Nulla da aggiungere, se non: cappello! Al Bauer e a chi l'ha finanziato.

(foto dal sito)

Il silenzio della montagna

Ettore Castiglioni (fonte "Il giorno delle Mésules")

Sestrières, 1936

"[...] Tutt'intorno uno sciame di gentaglia con gli sci ai piedi, che si esibisce in evoluzioni virtuosistiche, che ha imparato a memoria, ripetendo centinaia di volte la stessa pista. Formano un vero carosello di gente affannata e tumultuosa, che sale in teleferica, si precipita in basso a tutta velocità per prendere la teleferica successiva, che ha già prenotato per tutto il giorno. Un affannarsi, un vociare, un correre in tutte le direzioni, urtandosi, spingendosi, picchiandosi con gli sci: la stazione delle teleferiche sembra la borsa di un grande centro d'affari e gli sciatori agenti di cambio nei momenti di panico. E tutti costoro son qui per divertirsi? O per godere della pace sconfinata di queste candide ondulazioni? Sembrano presi piuttosto da una follia collettiva e allucinante degna di un racconto di Poe.

Mi sono rifugiato nella piccola cameretta dell'albergo a raccogliere il raggio di sole che osava penetrarvi. Mi è parso che quel raggio fosse l'unica cosa vera nella grande menzogna della frenesia umana"

Ettore Castiglioni, "Il giorno delle Mésules"

1936, eh!

giovedì 25 ottobre 2007

Solo il vento bussa alla porta

Ancora Gorfer - Faganello, ancora un libro, ancora storie di persone ma con un'altra conclusione.

Questa volta dedicato ai paesi morenti del Trentino. Esce nel 1970 in prima edizione e nel 1981 in quarta edizione, riveduta ed ampliata.

Il libro si apre con la foto di una processione emblematica: 1966, gli abitanti maschi di Ischiazza sgomberano gli arredi sacri della chiesa e abbandonano il paese, inabitabile dopo un'alluvione. Una tremenda simbologia di rinuncia.

E' una lunga storia di paesi abbandonati quella trentina. Per peste, frane, alluvioni o perché troppo decentrati. Il libro racconta alcune di queste comunità che si sono spopolate lentamente nell'ultimo secolo, nelle quali resta solo qualche sparuto abitante con attorno il paese svuotato o addirittura nessun residente stabile.

Gorfer parla con i rimasti, si fa raccontare storie di persone e di cose, tradizioni, leggende e Faganello, come sempre, scatta. Tutte cose destinate a restare solo nella memoria dei vecchi e in questo testo.

"Sevròr, nella Pieve di Bono, giugno 1965

Poche case affondate nel verde, il saliscendi d'un viottolo, la chiesetta d'una contenuta letizia barocca, la fontana di contro al muro cadente d'un orto. Sevròr è tutto qui. Il silenzio è solenne tanto che vi vien voglia di bussare vigorosamente agli usci e di gridare: « Ohilà, siamo in un paese deserto?»


Proprio come è accaduto a me, dopo essere giunto all'ultima casa. Sola cosa viva era un bilancino per portare i secchi poggiato allo stipite di granito. Il fabbricato era largo e massiccio, col tetto a due falde che scendeva verso la chioma d'un noce. Dal di dentro usciva un cadenzato tonfo, come se qualcuno battesse i piedi sull'impiantito. Finalmente un viso di donna si affacciò dall'assito presso il ballatoio: « Non c'è nessuno - chiesi - in questo paese? ». La donna - portava il fazzoletto annodato sotto il mento secondo l'uso giudicariese - rispose che i più se n'erano andati e che le case erano sbarrate e che erano rimasti i vecchi e i nostalgici.


Più tardi m'incontrai con i pochi abitanti usciti, a tanto chiasso, sulla stradicciola nonostante che dal Melino stesse arrivando un temporale. Seppi che Sevròr, frazione di Praso nella Pieve di Bono, è un villaggio in disarmo. Uno dei molti, cioè, del Trentino minore che vengono abbandonati dalla gente e che tra pochi anni si tramuteranno in casali sperduti sui monti.

Attualmente (1971) vi risiede una ventina di persone; ma nel dopoguerra ce n'erano fino a cinquanta."


E' un libro malinconico e pessimista, pieno di nostalgia per cultura e radici perse, abbandono del territorio, morte delle comunità, di storici ippocastani tagliati.


Nel 1981 Gorfer torna a visitarne alcuni, e nella quarta edizione del libro scrive: "Cambiamenti ve ne sono stati si, in peggio. I villaggi trentini che stanno morendo sono un po' più morti, un po' più soli e abbandonati."


Nel censimento del 2001 Sevròr risulta avere 13 abitanti, Iron non risulta, Margon che nel 1970 aveva 49 abitanti, nel 2001 ne ha 35. Padaro passa dai 128 del 1915 ai 44 del '69, ai 64 del 2001. In leggerissima crescita. Troppo leggera per sperare in una rinascita.

A me il paragone con i masi altoatesini nasce spontaneo, a voi?.


Oro blu

(post aggiornato dopo la pubblicazione)

Leggo su Repubblica on line di oggi:

"Trento, 08:54

SEQUESTRATI IMPIANTI SCI: RUBAVANO ACQUA PER FARNE NEVE


I carabinieri del NOE di Trento, sviluppando le indagini che gia' nel mese di agosto scorso avevano portato al sequestro a Mezzana e Vermiglio (Trento) di un impianto per l'approvvigionamento di acqua necessaria all'innevamento artificiale delle piste sul ghiacciaio del Presena ed alla denuncia del titolare per impianto abusivo […]


I militari hanno anche sequestrato un impianto per l'approvvigionamento di acque lacustri destinate all'innevamento artificiale denunciando il responsabile per i reati di furto, deviazione illecita di acque e realizzazione abusiva di opere edili in area protetta."


Il quotidiano Alto Adige è un po' più preciso: "La Procura di Trento [..] del Carosello Tonale bloccando 1,28 milioni di euro, frutto degli incassi delle ultime due stagioni. [..] di aver prelevato abusivamente l'acqua destinata ai cannoni da due laghetti glaciali della Presena"

Ho smesso di sciare in pista da anni, sono sempre più convinta di aver fatto una scelta giusta.

mercoledì 24 ottobre 2007

Cosa si intende per montagna?

Il portale delle comunità montane

Oggi a Roma sfilano in 20.000, con in testa l'alpinista-scrittore Mauro Corona, per protestare contro la riorganizzazione e i tagli alle Comunità Montane. Il ddl Lanzilllotta-Santagata prevede infatti che come requisiti per far parte di una comunità montana i Comuni dovranno avere l'80 per cento del territorio sopra i 600 metri per le Alpi e 500 per gli Appennini, o il 50 per cento, ma con un dislivello minimo nel territorio comunale di 600 metri e le Comunità dovranno essere costituite di un minimo di 7 Comuni adiacenti, non 3 come ora.

La legge era nata infatti per "la valorizzazione delle zone montane". Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, ha dissotterrato l'ascia di guerra: contesta tra l'altro la definizione di Comunità montana con il criterio altimetrico.

Come si può definire, allora, la montagna? Non mi pare che abbia molto senso la Comunità Montana "della Murgia Tarantina", Puglia, la regione più piatta d'Italia, situata a ben 39 metri s.l.m.

Questi tagli ridimensioneranno parecchio poltrone e dipendenti, contributi statali ed europei, vantaggi fiscali: ICI ed Irap per primi.

Credo che una legge che tuteli i territori svantaggiati abbia una sua ragione di essere, ma siamo seri, 39 m s.l.m. non è montagna, con tutta la buona volontà del mondo.

Vedremo come andrà a finire in discussione della finanziaria, sono molto curiosa.

(peraltro, ravanando sul portale di cui sopra, notavo che hanno hackerato il sito della Comunità Val di Cecina. Ora è tornato a posto, ma se a qualcuno dovesse interessare ho fatto uno screenshot)

Cazzeggi montaletterari

Segnalo 2 post di quella gran sagoma di Lucio Angelini aka Lioa, scrittore, editore, montagnino e un po' matto:

OTTOBRE, PIOVONO GRANCHI dedicato al cinquantenario della fondazione del gruppo muranese di arrampicatori "I GRANSI" e ad Ada Tondolo che a 85 anni ancora va per monti come un capriolo

PASSI VERSO L'IGNOTO: Kurt Diemberger a Venezia

martedì 23 ottobre 2007

Croda dei Toni

Dolomiti di Sesto - Croda dei Toni o Cima Dodici/Zwölferkofel

La Croda dei Toni o Cima Dodici è una delle cime che chiude la val Fiscalina e fa parte della "meridiana di Sesto". Sul versante di Auronzo era chiamata Croda della Val dei Toni, come la valle in fondo alla quale si trova, contratto poi in Croda dei Toni.

E chi sarebbero questi Toni? Dalle mie parti dare a una persona del Toni è come dargli del sempliciotto. La croda dei sempliciotti? Me lo chiedevo guardando l'enrosadira dal rifugio Comici ai suoi piedi nello scorso settembre.

Secondo la "Guida storico-alpina del Cadore" di Ottone Brentari il nome deriva dal "singolare frastuono, nei giorni di temporale, dei tuoni che vanno ripercuotendosi di cima in cima".

Niente sempliciotti quindi ma rumorosi e scenografici tuoni.

Linux Day

Il Linux Day è una manifestazione nata per promuovere Linux e il software libero con una serie di incontri organizzati in contemporanea in varie città italiane. Ogni evento è organizzato autonomamente dai LUG (Linux user group) locali in completa autonomia, nel rispetto delle linee guida di ILS (Italian Linux Society).

Gli eventi sono aperti a tutti, liberi e gratuiti.

La data del Linux Day di quest'anno è il 27 ottobre 2007 e vedrà la partecipazione di 116 LUG sparsi sul territorio italiano.

A Trento ci si incontrerà al Liceo scientifico Galileo Galilei in Via Bolognini 92, organizzazione acura del LUG trentino. Bolzano è assente :(