mercoledì 3 dicembre 2008

Ciao, cedri

querciaBolzano, Passeggiate di Sant'Antonio

Io ho una mia topografia verde nella testa: in primavera allungo la strada e faccio giri viziosi per vedere la fioritura di due magnolie bellissime. Poi ci sono le tamerici di parco Petrarca, un glicine centenario in viale Venezia, un altro a San Maurizio; viale Principe Eugenio tutto rosa in maggio, le vigne rosse di castel Mareccio l'autunno, le grandi querce sulle passeggiate, un enorme ciliegio che merita una deviazione in via Vittorio Veneto quando è bianco di fiori in primavera e quando è color ruggine l'autunno. Poi c'è la casetta delle camelie in via Montello, quella fiorita tutto l'anno in via Battisti, una serie di rose di Merano lungo la strada che porta all'Ospedale. E tanti altri angoli verdi o singole piante alle quali sono affezionata.

cedri

Foto by Microsoft Virtual Earth, Bird eye

Questi quattro cedri del Libano li vedo dalle finestre di casa, alzo gli occhi dal monitor in studio e li vedo; da ragazzina mi perdevo a guardare gli uccelli sui loro rami invece che ascoltare la profe di geografia detta "Nevero?"; sotto le loro fronde ho giocato a uga e disu, a celo manca; hanno ospitato corvi e civette, cince e un gufo; li conosco da sempre, enormi e bellissimi. Pian piano li ho visti spelacchiarsi, perdere rami nelle giornate ventose, diventare pericolosi. A ogni nevicata un po' consistente devo chiamare i vigili del fuoco perché si schiantano sulla strada, è la terza volta in poco tempo che spianano qualche automobile, prima o poi fanno male a qualcuno: ci sono scuole lì accanto, il mercato al sabato, un discreto via vai di passanti.

Anche questa volta, come gran parte dei vecchi cedri sparsi in città, hanno ceduto sotto la neve pesantissima: un tronco di 50 cm di diametro è piombato sulla strada infilandosi, per puro culo, fra due auto parcheggiate: un paio di fanali rotti un paraurti ammaccato, la rete del mio Lorto acciaccata, poca roba ma vederlo cadere mi ha fatto paura. Se ci fosse stato qualcuno lì sotto poteva finire molto male, e non si può sempre contare sull'"indispensabile culo".

Sto scrivendo con il rumore della motosega nelle orecchie: uno è andato, un altro lo stanno tagliando adesso, poi toccherà a questi due di fronte. Son solo alberi, lo so, c'è ben altro, ma a me spiace lo stesso.

Silvia, vedrai che cambiamenti, quando torni, alla tua topografia verde, che strage di piante in città!

Mettiamola così: meglio adesso che in primavera, quando sono carichi di nidi. Sgrunt.

5 commenti:

  1. Non posso dire di essere cresciuta insieme a quei cedri, quando io sono nata loro erano già vecchi, ma posso dire di essere cresciuta alla loro ombra benigna.
    Nel leggere questa notizia mi piange il cuore
    Me lo aspettavo, anzi è strano che le motoseghe non siano arrivate già qualche anno fa quando i grandi alberi hanno cominciato a perdere rami, rami a loro volta grandi come alberi, hanno avuto fiducia gli amministratori ad aspettare tanto, una fiducia fino ad ora ben riposta, i Cedri non hanno ancora fatto male a nessuno.
    Capisco però che è ormai ora di tagliare. :'(
    Sarà un po' triste il mio prossimo ritorno a Bolzano. Ciao Cedri penati di casa nostra

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  2. Che triste sintonia.
    Qui hanno iniziato a tagliare i vecchi pini marittimi che ombreggiano il viale che dalla stazione porta in centro. Con le nevicate degli ultimi anni erano caduti parecchi rami.Ad ogni temporale più impetuoso effettivamente ora questi altissimi pini costituiscono un pericolo per le persone e le cose; inoltre le radici,con il passare del tempo, hanno deformato in modo abnorme il marciapiede e il manto stradale. Nel giro di un paio di anni li taglieranno tutti.
    Non ho capito con cosa li sostituiranno.
    Silvia

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  3. come ipotetico "tecnico" del settore (anche se, alla fine, mi sono sempre occupata di pascoli, ho studiato scienze FORESTALI), so che esistono test specifici per valutare la sanità/malattia di una pianta, e quindi la sua ipotetica pericolosità.
    se fossero alberi in mezzo al bosco, un loro crollo non fa male a quasi nessuno... in una città, chi si prende la responsabilità di lasciarli lì, quando sai che possono crollare in testa a qualcuno alla prima nevicata o temporale?

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  4. se è tanto che non torni, silvia, ne troverai molti anche qui di cambiamenti verdi! viale trieste, per esempio, tagliati gli alberi da via roma fino circa alla GBC e diverse strade hanno alberini cuccioli in sostituzione di quelli pericolosi.

    Non lo fanno per sport, ma cambia la fisionomia della citta'.

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  5. lo so, marzia, infatti stranamente non sto protestando :D e ritengo demente quell'architetto che fa le pulci al sindaco perche' gli alberi tagliati fan perdere fascino al progetto che aveva fatto per la nuova biblioteca che sorgera' (forse) li'.

    Chiaramente poi a progettare la biblioteca chiameranno un forestale. Per "qualche ramo caduto" dice il furbone. Fosse caduto sulla sua auto il qualche ramo (diametro sui 50 cm mica un ramoscello), o sulla crapa di suo figlio che esce da scuola, vedevi come cambiava idea.

    Mi spiace ma non possono fare altro, sono pericolosi e lo so.

    (zitta che oggi non hanno lavorato e i due davanti allo studio si sono salvati. per ora.)

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