martedì 23 giugno 2009

Estate senza Bicchiere

Becherhaus Gino Biasi, Stubaier Alpen- Rifugio Gino Biasi al Bicchiere, Alpi Breonie - m. 3.145 metri - foto dal sito ufficiale del rifugio

Quest'anno il rifugio Becherhaus - Rifugio Gino Biasi al Bicchiere non apre. Uno dei rifugi più famosi dell'Alto Adige è vittima, per assurdo, dell'Autonomia.

Nel 1998, dopo una serie di lunghe trattative fra la Provincia Autonoma di Bolzano e lo Stato Italiano, il decreto legislativo n. 495 del 21/12/1998 emanava la nuova disciplina per l'attribuzione delle proprietà immobili dello Stato siti sul territorio della Provincia stessa:

"tutti i beni immobili ed i diritti su immobili, che costituiscono il patrimonio disponibile dello Stato nella Regione, sono trasferiti alla Provincia [...]

Il primo elenco, di cui sopra si é fatto cenno, e che si trova già in allegato alle nuove norme di attuazione, comprende oltre 1300 immobili di tipologie assai diverse, come per esempio aree non produttive, terreni coltivati, edifici, strade, caserme, fortini, fossati anticarro ed altri impianti difensivi, poligoni di tiro, corpi ferroviari (Ferrovia della Val di Fiemme, della Val Gardena, Bolzano-Caldaro), rifugi ed altro.

Per quanto riguarda i rifugi riportati nell‘ elenco – si tratta di una parte di quei rifugi che erano stati costruiti a suo tempo dall’Alpenverein austro-germanico e che nel 1924 erano stati espropriati dal regime fascista a favore dello Stato – le nuove norme di attuazione contengono una disciplina specifica per il caso che, come avviene nella maggior parte dei rifugi, gli stessi siano dati in concessione ad un gestore (si tratta quasi esclusivamente di concessioni di cui é titolare il CAI). Le concessioni in essere vengono prorogate fino all‘ anno 2010, e, scaduta la proroga, in sede di rilascio della nuova concessione, al precedente titolare deve essere riconosciuto, a parità di condizioni, il diritto di prelazione.*”

Il Rifugio Biasi al Bicchiere, fondato nel 1894 e nell'elenco dei 25 rifugi la cui proprietà è ora della Provincia e la cui concessione scade nel 2010, è gestito al momento dal CAI di Verona. Il quale non intende investire l'ingente somma necessaria per i lavori di ristrutturazione e adeguamento che si sono resi urgenti e indispensabili senza avere la benché minima certezza di ottenerne nuovamente la gestione. Che ne sarà infatti delle concessioni a scadere? Passeranno all'Avs (Südtiroler Alpenverein, il CAI Sudtirolese di lingua tedesca) come si era ventilato, resteranno al CAI, saranno gestiti in comune dalle due associazioni come auspica l'Assessore provinciale Berger?

L'attuale gestore Erich Pichler, si sfoga con il quotidiano Alto Adige oggi in edicola: "Con il Cai ho sempre collaborato molto bene, ora però nessuno si sente competente per gli interventi indispensabili. Purtroppo in Alto Adige tutto diventa un tema politico, così anche la concessione per i rifugi”.

Certo è che serve una soluzione a breve, perché questo problema si potrebbe replicare con altre realtà. La Provincia si sarebbe dichiarata disposta a finanziare la manutenzione straordinaria dei rifugi, chiedendo però a CAI e AVS l'impegno a tenere aperte tutte le strutture e non solo quelle che producono reddito.

foto dal sito ufficiale del rifugio

Pare che i presidenti delle sue associazioni abbiano trovato un accordo e sarebbero pronti a presentarne gli estremi in provincia. Per il Bicchiere però è tardi, la stagione è persa, il rifugio sbarrato compreso il locale invernale, e il futuro nebuloso.

Speriamo non diventi anche questa la scusa per un'altra questione etnica, difficile da capire come e più della stragrande maggioranza delle beghe sul tappeto in questo periodo, che trovano terreno fertile solo nelle stanze della politica e non nella testa delle persone che in questa terra vivono.


*fonte: "L'Autonomia in Alto Adige - Perché il cittadino conosca più da vicino le disposizioni autonomistiche per l’Alto Adige" edito dalla Provincia Autonoma di Bolzano.