martedì 31 marzo 2009

Lo strano animale! (zitadini 1)

Scena: 10 giorni prima di Pasqua, noto garden center, Bolzano (non Manhattan, Bolzano)*. Gabbia contenente una decina di quelli che fino a una settimana fa erano batuffoli gialli pigolanti, ora ormai adolescenti.
Non se ne può più di pulcini e coniglietti e ovetti e tortorelle e primuline ma tant'è.

Pulcino da grande

Attori: giovane signora sui 35, giovane signore di età adeguata.

- Caro, vieni, guarda che strani animali!
lui, distratto:
- Ma dove li vedi gli strani animali?
- Qui in questa gabbia, vieni a vedere!
- Che animali sono?
- Ma, non so, uccelli...
- Saran pulcini, che vuoi che siano vista la stagione e il luogo
- Ma no, non sono pulcini! Non sono gialli, guarda che zampe hanno, quello e' addirittura quasi nero, guarda che becco, sembra un rapace! Non possono essere pulcini!
- Cara, SONO pulcini! Pulcini un po' cresciuti, quasi pollastrelli, ma pulcini.
- Ma no, non è possibile, ti sbagli! I pulcini sono carini, soffici, giallini, teneri... Questi sono brutti! Guarda quello, sta prendendo a beccate quell'altro! Guarda che zampone, che beccacci!
- Cara, hai presente le galline, i galli? Teneri soffici e dolci? No eh? E prima di essere galli, cos'erano? Pollastri, ovvero pulcini cresciuti. Questi.

La signora ignorava lo stadio pollastro. Non aveva collegato pulcino=gallina in fieri se non in teoria. Chissà se ha collegato agnellino=montone, caprettino nero saltellante = futuro becco puzzolente o se avrebbe fatto come "la stupidissima Miss Ethel Holloway".

Come stracavolo si fa a vivere scollegati dalla realtà, dalla vita, in questo modo?

Chissà se si rende conto che il latte viene munto dalle mammelle delle vacche e non viene fabbricato, che per dare latte le vacche devono aver fatto il vitello, che il suddetto dolce vitellino potrebbe essere la sua scaloppina al limone del pranzo di domani.

L'ho lasciata lì a bocca aperta, incredula, a riconsiderare i fatti della vita.

* a Bolzano, bastano 15 minuti a piedi da quasi ovunque per trovare un maso in piena regola, dotato di pollame nei vari stadi, dall'uovo alla gallina fatta e finita. Le opportunità non mancano, bisogna proprio non volerle vedere le cose. 15 minuti di distanza fisica, ma generazioni di distanza culturale.

 

domenica 29 marzo 2009

Ancora kitsch

Marzia mi scrive, in risposta al post di venerdì: "non so se sia peggio il kitsch che proponi tu o l'horror moderno di certe località di montagna qui". Non crederci privi di gran schifezze anche da queste parti. Questo, per esempio, è Marilleva, stazione sciistica in val di Sole. O vogliamo parlare, che so, del passo del Tonale? Ma che siano brutture se ne accorgono tutti, nessuno può credere che siano architettura tradizionale. Il kitsch è, secondo me, culturalmente, più pericoloso: la gente pensa che sia vero. Lo pensano i turisti, bobbi, perché ormai lo pensano anche i pubblici amministratori e i residenti, sono loro i primi che ormai non sanno più chi sono.

Avrebbe senso altrimenti questa casa, a Bolzano? E' un condominio, costruito sulla "ristrutturazione" di un bel vecchio maso:

condominio

o la moda degli orribili affreschi sui muri delle case? Come questo per esempio, su casa privata in un paesino di montagna:

affresco1

Ma una cosa simile è stata dipinta sulla facciata del municipio.

O questa ridicola, culturalmente falsissima, ricostruzione di fontana, a Mezzana, piccolo paese della val di Sole, diventato turisticamente molto frequentato da quando è stata costruita Marilleva, nel contempo diventato un brutto museo all'aperto del kitsch:

fontana_mezzana

Quando mai le fontane di Mezzana hanno sfoggiato la banderuola segnavento? E il tettuccio appoggiato su colonne di granito? E chi le ha mai viste dotate di panchine con schienale in ottone come la testiera di un borghesissimo letto kitsch?

Tutte le vecchie fontane del paese, che necessitavano di ristrutturazione, alcune proprio di rifacimento totale, sono diventate fontane da turisti. Magari senza tettuccio e banderuola, ma in quasi tutte non ci si può più lavare i panni: parrà strano, ma alcune erano ancora usate proprio come lavatoi, nel terzo millennio, fino a quando non le hanno turistizzate.

Il kitsch è peggio del brutto e basta, ha bisogno di stimoli sempre più forti; del kitsch sono figlie le Disneysmontegade, la perdita di identità.

E si finisce col credere che la verità sia il falso e viceversa, che Orwell abbia preso spunto dal Grande fratello per scrivere 1984.

Quindi preparatevi, miei 25 lettori di manzoniana memoria, a vederne ancora kitsch su queste pagine.

venerdì 27 marzo 2009

Südtiroler kitsch

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Eggental/Val d'Ega

"I sudtirolesi, dopo aver salvato valli bellissime, sembrano oggi animati da un'immaginazione suicida". Queste parole sferzanti di Pietro Citati, pubblicate in un editoriale del quotidiano "la Repubblica" nell'agosto 2005, hanno stimolato una riflessione generale sulle nuove tendenze architettoniche in Alto Adige. Uno dei cardini della discussione lo "Jodlerstil", come lo chiama il consigliere provinciale dei Verdi Hans Heiss, ovvero il Südtiroler Kitsch di molti alberghi e pensioni. Torri e torrette, proliferazione di archi, erker, affreschi, colori pastello. "Molte .. costruzioni sono espressione tragicamente ironica di un delirio progettuale perpetrato dai progettisti pronti a soddisfare, chiavi in mano, le richieste di un mercato che promuove una falsa identità locale"(*). Tra l'altro di questi esempi se ne trovano ormai molti anche nel Trentino, che con l'architettura altoatesina non ha, storicamente, molto da spartire.

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Falsa identità locale, il paese di Heidi, o come un turista si immagina il paese di Heidi. Paesi sempre più finti, fondali di cartapesta per la recita della montagna pittoresca ad usum turisti. Ancora Disney, equipaje, sarò fissata?

Un esempio di quello che intendo è nelle foto di questo post. Ma dovreste vedere Ortisei! Anzi, uno di questi giorni vado a fare un giretto con la fotocoamera. E inauguro un nuovo tag: caccialkitsch (anche l'orribile va bene): materiale ne ho già abbastanza da farci un blog.

Che ti credi, Terre basse, di avere l'esclusiva? ;)

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Eggental-Val d'Ega

(*) Luigi Scolari, architetto, direttore del periodico "Turrisbabel" - Quotidiano Alto Adige 24.08.2005 pag. 17)

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domenica 22 marzo 2009

In galeeera! (*)

zioleraLa vostra cronista in versione sciescursionista. Lagorai, monte Ziolera. (Foto a.g.)

Era rimasto sepolto da una valanga causata da lui stesso, sull'Alpe di Siusi, sopra malga Zallinger. Nessun altro sciatore era stato coinvolto, era lontano da piste e da strade, non aveva messo in pericolo nessuno se non la sua stessa pellaccia. Tirato fuori per le orecchie dall'Aiut Dolomit, denunciato dai carabinieri ora rischia teoricamente fino a 12 anni di galera: la normativa italiana, spiega l'avvocato Gerda Wallnöfer, consulente legale dell'Alpenverein, negli articoli 426 e 449 del codice penale prevede infatti che sia sanzionabile con l'arresto non solo chi provoca vittime o danni, ma anche chi si pone in situazione da poter provocare danni o vittime.

In galeeeeeera, in galeeeera! Per quel che si fa e anche per quel che non si fa, per quel che si potrebbe fare o che si sarebbe potuto fare ma non si è fatto. Ora manca che mettan dentro chi pensa di poter provocare danni e il cerchio si chiude.

CAI, Alpenverein, Guide alpine e responsabili del soccorso alpino, martedì scorso in una conferenza stampa han spiegato perché dal loro punto di vista la normativa e le sanzioni previste siano esagerate e, in qualche caso, anche pericolose(**).

Alta Badia, Sassongher, Val Scura. Video by ivafilova.
(mi sono molto simpatici  questi due ragazzi, che, finita un'impresa, tornano a casa in bus :) )

Il risultato di quest'atteggiamento criminalizzante, sostengono, è che gli scialpinisti di oltre Brennero cominciano a chiedersi se il gioco di venire a fare freeride in Italia valga la candela di finire le vacanze dietro le sbarre e iniziano a disertare l'Alto Adige, le Guide Alpine lo vedono dalla provenienza della loro clientela invernale. E, conseguenza molto più importante e pericolosa, chi ha causato il distacco, anche senza aver provocato nessun danno, se la batte a gambe levate privando il soccorso alpino di preziosissime informazioni e testimonianze: c'era qualcun altro? E' possibile che ci siano vittime? Quante persone dobbiamo cercare? E dove dobbiamo cercare? Alpenverein conta numerose uscite inutili di mezzi, operatori e cani che comportano, oltre a spese inutili, anche inutili rischi, spesso evitabili per mezzo di testimonianze precise e rassicuranti.

Insomma, dice Luis Vonmetz, presidente dell'Alpenverein: "Basta criminalizzare gli scialpinisti!": nonostante l'alto numero di praticanti la montagna invernale, nel 2008 su oltre 600 interventi del Bergrettungsdienst, il soccorso alpino dell’Alpenverein, solo 8 sono stati in soccorso di travolti da valanga. Le esagerazioni, spesso innescate da sovraesposizioni mediatiche, fanno sempre e solo danni.

(*)   Bracardi, chi se lo ricorda?
(**) fonte: quotidiano Alto Adige del 19 marzo 2009

venerdì 20 marzo 2009

Europa, aiutaci tu!

Quotidiano L'Adige di ieri, via Lagorai, che ringrazio!

«L'istruttoria ha confermato le previsioni della relazione di incidenza, riscontrando la potenziale significatività dell'incidenza su specie e habitat delle opere previste, anche in rapporto agli effetti cumulativi con le altre opere descritte nel quadro di riferimento programmatico (pista di rientro). Tuttavia l'adozione delle misure mitigative proposte permette di conseguire il riequilibrio rispetto agli impatti provocati dalla realizzazione delle opere, portando a concludere che il progetto non determina incidenze negative sull'integrità dei siti coinvolti».

Questa la formula usata dalla Provincia di Trento per dare il via libera al collegamento sciistico S. Martino - Passo Rolle.

"- Si piglia gioco di me? - interruppe il giovine. - Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?"*

Si piglian gioco di noi col loro latinorum? Io qui ci leggo: è confermato l'impatto ambientale, ci saranno danni notevoli alle specie protette dal parco di Paneveggio, cambierà il colpo d'occhio sul Cimone, di fatto è una devastazione ambientale, ma con quattro modifichine al progetto mettiamo a tacere il VIA e spianiamo la strada alle solite lobby degli impianti di risalita. Ma lo sappiamo, io non so leggere molto bene e sono maligna e cattiva.

Colbricon. (Foto Val)

PS: dopo un po' di anni l'altro giorno ho fatto in inverno il giro dei passi. In auto eh, che in pista non vado a sciare dai tempi di Carlo Codega, e non ci torno sicuramente.

Sono rimasta impressionata da come hanno conciato queste povere Dolomiti: un delirio di piste e impianti di risalita, piloni ovunque, sembrano tutte dei puntaspilli. D'estate colpiscono meno, ma l'inverno spiccano tremendamente sulla neve, fare una foto che non inquadri seggiovie o skilift e' un'impresa titanica.

Sassolungo con i piloni che ho individuato. Cliccare sull’immagine per vederla in grande che in piccolo non si vedono. Un orso (vivo) in premio a chi ne individua ancora :P

E le piste! Stupefatta, ammetto. Larghe come autostrade, tirate come biliardi, lisce perfette, velocissime, che danno l'illusione di saper sciare a chiunque. E infatti vedi scendere a razzo gente che scia come una capra, rigida come uno stoccafisso, candidata allo schianto.

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Marmolada dal passo Sella. Cliccare sull’immagine per vederla in grande.

E sono solo gli impianti che si vedono da quel punto di ripresa, con quello zoom. Diversi piloni sono nascosti dagli alberi, basta spostarsi di 100 metri e se ne scorgono altri. Impressionante la zona intorno al passo Pordoi: si passa in auto con gli sciatori sopra la testa, sotto le ruote, quasi in strada, a destra, a sinistra, con il sottofondo acustico degli impianti continuo.

Non sarebbe ora di piantarla, no? Non bastano ancora?

* A. Manzoni, Promessi sposi, cap. II

mercoledì 18 marzo 2009

Dossier Carezza

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Rosengarten/Catinaccio: Rotwand/Roda di Vael

Mi scrive Riccardo Dello Sbarba per segnalarmi sul suo blog un post di riepilogo della situazione relativa all'assalto degli impiantisti al Catinaccio e agli sviluppi della raccolta di firme contro il demenziale mega campeggio nella zona di Carezza.

Scrive Riccardo: "LE MILLE FIRME CONTRO IL CAMPEGGIO, LA DELIBERA FANTASMA, I NUOVI PROGETTI DELLA “LATERMAR CAREZZA SRL”, UNA CALDA ASSEMBLEA POPOLARE A NUOVA LEVANTE.

GRANDI MANOVRE ALL’OMBRA DEL ROSENGARTEN, MENTRE PER IL RICONOSCIMENTO UNESCO E’ COMINCIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA. DATE, IMPEGNI E CONSEGUENZE."

In giro tutto il dì, confesso candidamente di non averlo ancora letto anche se ho seguito con molta attenzione ciò che ne hanno scritto negli ultimi giorni i quotidiani, sempre con l'idea di parlarne diffusamente qui.

Per il momento lascio la parola a Riccardo, ne riparliamo a breve. Stay tuned.

Per rendersi conto bene della situazione attuale, qui la mappa di piste e impianti ad oggi presenti e funzionanti sotto il Catinaccio.

(ebbe' si, non si lavorerà sto granché a fare i liberi professionisti, soprattutto di questi tempi. Ma almeno si va a zonzo, che male non fa :P)

lunedì 16 marzo 2009

Oggi era così

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Averau

Insomma, non si può stare davanti a un monitor a scrivere sul blog con un cielo del genere,  ammetterete! :P

mercoledì 11 marzo 2009

Dagli all'Orsi

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Codibugnolo

Se ne parlava da giorni in rete, del disegno di legge sul riordino della caccia che il senatore Orsi (Forza Italia) avrebbe presentato in Senato. Ieri, 10 marzo, il disegno di legge è arrivato alla 13a Commissione permanente (TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI).

Si va a rimetter mano a una materia che la legge quadro del 1992 aveva faticosamente riequilibrato mediando posizioni lontanissime di cacciatori e ambientalisti, con una normativa non perfetta ma relativamente "accettabile". Contro la stragrande maggioranza dei cittadini, di ogni colore politico e ogni provenienza culturale, che, secondo un sondaggio Ipsos, si dichiarano in disaccordo con la maggior parte dei provvedimenti in discussione.

Fra le proposte presentate in Commissione, saltano all'occhio la caccia in deroga a specie protette nei parchi naturali, la liberalizzazione all'uso di richiami vivi e della tassidermia, l'apertura della caccia sulle rotte dei migratori e in situazioni di neve e ghiaccio molto stressanti per gli animali. Sarà possibile imbracciare la doppietta e sparare, seppure accompagnati, a 16 anni, verranno abolite la maggior parte delle associazioni ed enti per la protezione degli animali, a cominciare dallo storico ENPA e, pare incredibile, ma se dovesse passare questo progetto di legge così come è in discussione, saranno punite le regioni che dovessero proteggere più del 30% del loro territorio.

Ma le norme a dir poco discutibili, che aprirebbero tra l'altro un nuovo contenzioso con l'Europa, sono parecchie di più.

Sul sito del Verdi del Veneto troviamo un elenco di quelle che a loro parere sono le proposte più scandalose. Presentate e commentate da un punto di vista molto parziale, ovviamente, ma sono molto parziale anch'io: se la loro interpretazione del ddl è giusta, (io l'ho letto e lo interpreto nello stesso modo) non mi pare esagerato parlare di legge vergognosa.

Antonio Cianciullo su Repubblica on line, alla fine di un pezzo più articolato fa una rapida lettura dei risultati del sondaggio Ipsos, che restituisce risultati chiarissimi, univoci e trasversali fra orientamenti politici:

"il 69 per cento è fortemente contrario alle doppiette, il 21 per cento neutrale, il 10 per cento favorevole. Prolungare il periodo di caccia e aumentare i luoghi in cui si può sparare: 86 per cento contrari. Ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette: 86 per cento contrari. Aree private in cui è possibile sparare agli animali: 89 per cento contrari. Doppiette nei parchi: 91 per cento contrari. Autorizzare a sparare agli uccelli migratori: 93 per cento contrari. Rilasciare la licenza di caccia a chi ha 16 anni se accompagnato: 94 per cento contrari. Se la maggioranza anti caccia era prevedibile, la misura del dissenso rispetto alla controriforma risulta particolarmente alta. E un'altra sorpresa arriva quando si analizza l'orientamento politico di chi risponde. In una serie di casi gli elettori di centrodestra sono ancora più contrari alla controriforma di quelli di centrosinistra. Solo il 5 per cento di chi vota per la maggioranza è favorevole ad autorizzare la caccia a specie protette contro un 7 per cento di elettori del centrosinistra. Solo il 3 per cento di chi vota per il Pdl vuole che i cacciatori possano sparare ai migratori contro il 6 per cento di chi vota per l'opposizione. Solo il 5 per cento di chi è schierato con il governo vede con favore l'idea di dare una doppietta a un ragazzo di 16 anni contro il 6 per cento di chi è schierato con l'opposizione."

Ammesso che questo è solo un ddl presentato in Commissione, che le cose probabilmente cambieranno nell'iter della legge, che si parte chiedendo 100 per ottenere 10, anche quel potenziale 10 mi trova preoccupata e in disaccordo. Spero che la netta opposizione anche della maggioranza degli elettori del centro-destra riesca ad evitare la vittoria delle lobby dei cacciatori e dei fabbricanti di armi.

Per chi fosse interessato, QUI è possibile firmare on line, per quel poco che può servire, la petizione contro il ddl. Ci sono già quasi 10.000 firme e, intelligentemente, han fatto in modo che sia possibile firmare senza pubblicizzare il proprio nome sul web.

martedì 10 marzo 2009

Qui una volta era tutta campagna!

Bolzano, metà anni venti, via Diaz:

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foto di autore sconosciuto, forse il nonno

metà anni 00:

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metà anni 30, piazza Adriano:

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foto archivio storico città di Bolzano

l'altro dì:

adriano

qui per orientarsi

venerdì 6 marzo 2009

"Niente trucchi da quattro soldi"

Barbery Muriel, Estasi culinarie
Editore: E/O
Traduttore: Caillat E.; Poli C.
pagine 142, € 15,00

Capisco che di un autore che ha venduto quel che ha venduto la Barbery con il sopravvalutato "L'eleganza del riccio" si cerchi di pubblicare anche la lista della spesa, ma dignità vorrebbe puntare i piedi, rifiutarsi di mollare le bozze di questa che chiamare "prova d'autore" già mi pare esagerato.

Probabilmente non ho capito niente, ma mi è parso barocco, caramelloso e snob, farcito di aggettivi e di ossimori, di accostamenti linguistici e di trucchi letterari che dovrebbero sembrare azzardati ma mi sembrano solo artefatti; poche fastidiose paginette nelle quali l'autrice abbozza una serie di personaggi sgradevoli e riesce a rendere odioso perfino un gatto.

Per Barbery e per il suo protagonista, che nasconde un'"arroganza che poteva essere scambiata per presunzione e solo in seguito sarebbe stata riconosciuta come il tratto distintivo del mio genio", è tutto sublime e inebriante, delizia di strapiombi sensoriali, esoterico, sontuoso, splendente.

"Zia Marthe [...] lei lo sapeva d'istinto. Con sguardo acuto e perspicace abbracciava la superficie dell'orto e in una frazione di secondo non apprezzabile nella comune percezione del tempo ne valutava tutti gli aspetti climatici - e così sapeva. Lei sapeva con la stessa disinvoltura e sicurezza con la quale io avrei potuto dire "Oggi è bel tempo", lei sapeva quale cupoletta rossa si poteva cogliere in quel preciso momento". Grande sapienza ci vuole per scegliere un pomodoro maturo.  Sara, quattro anni e mezzo, va a colpo sicuro senza bisogno di iniziatiche saggezze e "secoli di esperienza".

"Il vero sashimi è croccante, eppure si scioglie sulla lingua. Invita ad una masticazione lenta e flessuosa che non ha lo scopo di far cambiare natura all'alimento, ma soltanto quello di assaporarne l'aerea "morbilezza". Già, la morbilezza: nè morbidezza né mollezza, perché il sashimi, polvere di velluto simile alla seta, porta con sé un po' di entrambe e, nella straordinaria alchimia della sua essenza vaporosa, mantiene una densità lattiginosa che le nuvole non hanno." Eggià, le nuvole non l'hanno, non ho dubbi in proposito. D'altra parte non tutti hanno una masticazione flessuosa in grado di coglierne l'essenza vaporosa.

Se voleva essere una grandiosa presa per i fondelli dei grandi critici gastronomici, manca di spirito e di leggerezza e si prende eccessivamente sul serio e la conclusione che potrebbe essere ironica e beffarda l'ho trovata seriosa e svenevole. Se voleva essere un inno ai piaceri del gusto, rende stucchevoli anche pane e olio e predispone a una splendida quaresima di digiuno ed astinenza. Se voleva essere qualcos'altro, una metafora della vita (ebbene si, mancava!), non l'ho capito.

Perché lo recensisco qui dove parlo di montagna, natura, campagna? Perché me lo vedo bobbi, ortolano e contadino e gran cuoco, che fa questa retorica sul pomodoro!: "accosciato sotto il tiglio mi svegliavo da una siesta inebriante cullato dal fruscio delle foglie, e sotto questa volta di miele dolce mordevo il frutto, mordevo il pomodoro [...] cornucopia delle sensazioni semplici, una cascata che sciama in bocca riunendo ogni piacere. La resistenza della buccia tesa quel poco quanto basta, i tessuti che si sciolgono in bocca, il liquore ricco di semi che ci cola agli angoli delle labbra e che asciughiamo senza paura di sporcarci le dita, quella piccola sfera carnosa che riversa in noi fiumi di natura: ecco il pomodoro, ecco l'avventura". Sciama in bocca? Tessuti che si sciolgono? L'avventura? Ma per piacere!

NB: € 15 per 142 pagine scritte larghe. 200 lire abbondanti a pagina. Poi la gggente non legge, chissà mai perché.

mercoledì 4 marzo 2009

Ultime notizie dalla voliera

Un traffico aereo, oggi!

Frau Picchio rosso maggiore:

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video idem

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Lady capinera, una vera attaccabrighe:

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Codibugnolo o codibugnola? qui non si capisce:

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e qui meno che meno:

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Cince, cinciarelle, verdoni, passeri, pettirossi, merli, fringuelli non fan più notizia :P

Lo so sto latitando un po'. Attacco di pigrizia passeggero :)