venerdì 14 agosto 2009

Col San Giovanni

Col San Giovanni - Lagorai

1915:
2 agosto: prima pattuglia italiana sul Col San Giovanni
26 agosto: seconda occupazione itailana del Col San Giovanni
17 settembre: terza occupazione temporanea del Col San Giovanni
19 settembre: occupazione stabile italiana di Col San Giovanni
8 novembre: occupazione austriaca di Col San Giovanni
9 novembre. riconquista italiana di Col San Giovanni
11 novembre: abbandono di Col San Giovanni

1916.
17 aprile: nuova occupazione italiana del Col San Giovanni
16 maggio: conquista austriaca del Col San Giovanni

....

1918:
2-4 novembre: ritorno degli italiani nelle valli del Vanoi e del Maso, sporadiche pattuglie sul massiccio
(massiccio del Lagorai. N.d.f.)

e nel frattempo quanti morti, per conquistare, perdere, riconquistare e riperdere Col San Giovanni? Un insignificante montarozzo, una delle posizioni strategiche poste a guardia del Vanoi e della val Campelle, della Valsugana e del Veneto.

fonte: Cima d'Asta : Gruppo di Rava e Tolvà : natura, storia, itinerari / a cura di Giuseppe Busnardo e della Sezione SAT del Tesino.
editore: Società degli alpinisti tridentini. Sezione del Tesino, 1998.
Trovato al rifugio Brentari a cima d'Asta.

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mercoledì 5 agosto 2009

Il telefono del corno

(comunicazione di servizio)

Rifugio Rittnerhorn Haus/ Corno del Renon

Sono MESI che il telefono fisso del Rittnerhorn-Haus/Corno del Renon non funziona. Visto che il rifugio è una base importante per il trekking "ferro di cavallo / hufeisentour" e visto che google indicizza velocemente e colloca le pagine di blogspot bene in cima ai risultati di ricerca, inserisco qui il numero di cellulare di quest'anno del rifugio: 340-3755700. Così quando lo cerco per l'ennesima volta anch'io evito di ritelefonare al CAI per farmelo dare.

Rifugio Rittnerhorn/Corno del Renon (foto Val)

Il rifugio è proprietà del CAI di Bolzano, il gestore si chiama Helmut Ramoser, è accogliente e simpatico e cucina benissimo! Mitiche le sue costine al forno con patate.

Di giorno c'è sempre un bel casino, ci si arriva in 40 minuti comodi comodi dalla stazione a monte della cabinovia del Corno (se cercate gli orari sul sito non li trovate! Io almeno non li ho trovati. Belle volpi eh! li trovate qui sul .pdf). O da Klobenstein / Collalbo ma dopo 1100 metri di bella salita fra i boschi prima e su prati con vista Dolomiti nell'ultimo strappo. 

paesaggio irlandese

Ma la sera, quando si è tolta dai piedi la folla, e verso le 17 già la maggioranza ha sgommato, è un posto bellissimo: 360° di vista sulle montagne dall'Adamello alla Marmolada. Assomiglia vagamente all'Irlanda, con prati, pecore, muretti a secco: un posto dove mi piacerebbe portare marzia, se si schiodasse dall'ovest! ;)

Un posto dove andare quando gli altri rifugi sono già chiusi: è aperto dal 20 maggio al 31 ottobre.

La foto dell'header di questo blog è presa da quelle parti.

domenica 2 agosto 2009

Helfen Sie mir, bitte?

"Helfen Sie mir, bitte? Mi dà una mano, per favore?" Stava ravanando affannosamente per coprire lo zaino con la mantellina  che svolazzava ovunque strattonata dal vento. A mezzo chilometro da noi si stava esibendo un temporalazzo con i fiocchi, con tanto di tuoni e scenografiche saette, quando te ne stai dietro i vetri di casa a guardare. Quando sei lì come un pirla a fare da parafulmine in mezzo ai crozzi sono un po' meno scenografiche, speri solo che non si avvicinino, che il temporale resti lì a fare la sua sceneggiata e che le gocce che ti stanno cadendo in testa siano solo la coda della burrasca che si sta allontanando e non il prologo di quella che ti sta per piombare addosso.

Gamba fasol che il rifugio è ancora lontano, passi lunghi e ben distesi. Ogni tanto uno sguardo alle spalle, lui si allontana sempre di più, cammina lentamente sotto la sua mantellina. Molto lentamente, sarà tutto a posto? Giro un costone e sparisce dalla vista.

Per fortuna il temporale si sposta e spunta il sole, si rallenta il passo e ci si ferma a cazzeggiare vicino al sentiero: si tolgono i vari strati della cipolla, si mette la giacca a vento ad asciugare, qualche foto, sole, il rifugio che occhieggia più vicino, andata anche questa volta senza prenderla tutta sulla zucca.

Ed ecco che spunta lui, ancora mantellato, che passetto dopo passetto faticosamente ci raggiunge e ci supera. Lo guardo meglio: dalla mantella spuntano le stampelle! Ha camminato dietro di noi col temporale che incombeva avanzando sulle stampelle.

Lo trovo nel corridoio del rifugio, gli batto un cinque senza aggiungere altro. Sorride contento. Prende la sua birra, si siede a un tavolo con la cartina spiegata davanti e cerca con gli occhi le cime, poi chiude gli occhi e si gode un po' il sole che sta facendo a botte col prossimo temporale in arrivo. Poi si alza, rimette lo zaino, e inizia, con molta fatica, a scendere.

Lo so, ci sono persone disabili che fanno imprese negate alla maggioranza degli abili, e arrivare fino alla Latzfonserkreutz Hütte non è un'impresa da entrare nella storia. Ci sono persone come Pistorius, che chiede di partecipare alle Olimpiadi, o come il trentino Gianfranco Corradini, che, senza una gamba, è salito sul Bianco, su diverse cime del gruppo del Monte Rosa, su tutte le cime del Gruppo del Cevedale, su ogni crozzo attorno a casa sua e, nel 2007, sull'Alpamayo nelle Ande peruviane. L'ho incontrato, il Corradini, in bicicletta: una locomotiva. Quando mi ha superata, in salita su una sterrataccia malefica, l'ho intravisto passare e ne ho respirato il polverone :D

Li ammiro, questi grandi atleti dotati di una riserva di forza e di volontà enorme, ma sono appunto grandi atleti, gente molto fuori dal comune. E' gente che fa risultati, che fa record, che ha i personal trainer, sponsor, gente che paragono ai grandi alpinisti che han fatto la storia.

Ma ammiro altrettanto, con un'aggiunta di tenerezza, questo signore non più giovanissimo, un po' sovrappeso, con una vecchia mantella sotto la quale deve aver sudato sette camicie e dalla quale, lo so, la pioggia cola inesorabilmente negli scarponi, con un paio di vecchi calzini poco trendy e lo sguardo sereno.