martedì 2 dicembre 2014

Bolzano, Pakistan

Aliens:

NN1_6911-001

Novembre 2014, dalla finestra del mio studio. A Bolzano, Alto Adige, Alpi Retiche.

NN1_6974-001

Belli eh, molto belli, scenografici con un volo velocissimo e sempre maschio e femmina in coppia ma i canederli sarebbero per le cince, non per i parrocchetti dal collare. E anche le mie melegrane a dirla tutta, sarebbero per me e non per loro.

Vive nell'Africa centro-settentrionale dalla Guinea al Senegal, alla Mauritania, all'Uganda, al Sudan, all'Etiopia e alla Somalia (P. k. krameri e P. k. parvirostris); in Asia dal Pakistan occidentale all'Afghanistan, all'India, al Nepal, in Myanmar e Ceylon.

in Italia le popolazioni stabili sono nel centro di Genova, a Roma e provincia, nella città di Bolzano e nell'Orto botanico di Palermo in Sicilia. In Lombardia è estremamente diffuso nella provincia di Pavia (a Pavia città soprattutto nella zona del Castello Visconteo e in piazza Berengario, in provincia attorno all'oasi di Sant'Alessio con Vialone) e al Parco faunistico Le Cornelle in provincia di Bergamo. È comunissimo sia in natura sia in cattività dove ne sono state fissate mutazioni di colore giallo, bianco e blu.”

(fonte: Wikipedia)

Sullo sfondo delle foto si intravedono i miei bambù: a quando ci troverò a vivere un panda?

lunedì 15 settembre 2014

Questo invece era un papà!

cinghiale

foto IL TRENTINO

PERGINE. Eccezionale abbattimento ieri mattina nei boschi a monte di Roncogno, una frazione del conoide della Marzola, sul territorio comunale di Pergine. E’ stato ucciso un cinghiale di grosse dimensione: un bestione di 219 chilogrammi centrato da Sandro Pallaoro, che ha alle spalle 40 anni di attività venatoria ed è autorizzato a questo tipo di caccia. Ieri mattina, poco dopo l’abbattimento, l’animale è stato “esposto” ad amici e cacciatori. «Altro che l’orso, quello sì faceva paura» ha detto Pallaoro.” Qui il resto dell’articolo

Adesso mi aspetto sit in sotto la Provincia, richieste di dimissioni, urli e strepiti, flash mob, boicottaggi, insulti… No? Era meno caruccio di Daniza? Peraltro era già stato ferito l’anno scorso, dice il veterinario, se n’è andato per boschi zoppiconi, soffrendo suppongo, ed era guarito da solo. Povera bestia! No?

venerdì 12 settembre 2014

Daniza e le altre

Peccato. Davvero, peccato. La questione Daniza non poteva finire peggio, è stata trattata, mi si scusi, col culo. Ma vorrei rinfrescare la memoria ai miei dodici lettori: mica è il primo orso del progetto Life Ursus a tirare le cuoia dopo l’anestesia. Nel 2008 leggiamo su “IL TRENTINO”: “Dovevano solo addormentarla per infilarle il radiocollare e tenerla sotto controllo, ma quando l'orsa - sorpresa mentre saccheggiava i cassonetti dei rifiuti di un albergo - ha sentito la freccia narcotizzante entrarle nel fianco è fuggita verso il lago di Molveno dove è morta annegata.”

Nel giugno del 2012 un altro orso, sedato e catturato per dotarlo di radiocollare, all’apertura della trappola viene trovato morto. Qui l’articolo sul quotidiano L’Adige, che parla di “tre decessi su undici catture” già allora, e solleva più di un dubbio sullo svolgimento delle operazioni. In Svezia, riporta l’articolista, dove le sedazioni per cattura sono frequenti (896 dal 1992 al 2006), il tasso di mortalità è dello 0,3% contando anche i casi non causati direttamente dall’anestesia.

E ora Daniza. Anche in questo caso, pare, non abbia retto l’anestesia. Quindi, se diamo ascolto al giornale L’Adige, gli orsi uccisi dalla sedazione sarebbero (almeno) 4. Fatlità? Incompetenza? Sono disgrazie o gli operatori sono capre?

m14

M14 (foto Alto Adige on line)

E gli altri? M14 investito ed ucciso sulla statale del Brennero. M2 ucciso a fucilate. M13 ucciso in Svizzera; Bruno, ovvero Jj1, abbattuto in Baviera; l’orso Dino (per la verità non credo facesse parte del progetto trentino, ma fa parte degli orsi uccisi dalla cretineria degli stessi uomini che dovrebbero tutelarli) ucciso in Slovenia perché lo si credeva malato: aveva il collare troppo stretto, non era più in grado di alimentarsi, si era ferito per cercare di toglierselo!

Un altro giovane orso muore investito sulla superstrada MeBo (causando, peraltro, uno sconquasso); un orso senza nome è stato trovato morto vicino a Caderzone nel 2012 e non si esclude il bracconaggio; di M11 si sono perse le tracce dopo essere sfuggito alla cattura autorizzata dal ministero dell’ambiente: non è improbabile che sia stato ucciso, lo sospetta la Provincia stessa;

M4 sta rischiando grossissimo, dopo aver fatto diverse razzie in Veneto ne stanno chiedendo l’abbattimento a gran voce; DJ13, catturata e detenuta al Casteller di Trento; poco tempo dopo è stato catturato e rinchiuso il suo cucciolo; la storia di Jurka, catturata, imprigionata in spazi angusti e finalmente spostata in un parco tedesco, ha occupato per mesi le pagine dei giornali;

orsa_jurka_1

 Jurka (foto Provincia Autonoma di Trento)

E com’è oggi (anzi, nel 2013), lo status della popolazione ursina? Qualche stralcio dalla pubblicazione annuale della Provincia:

Il numero minimo di animali considerati presenti a fine 2013 è pari a 40, dei quali 18 maschi, 20 femmine e 2 indeterminati (grafico n. 2) (sex ratio M-F 1:1,11 - n=38). Uno di questi esemplari è però una femmina adulta di cui è, sì, certa la presenza, ma non l’identificazione genetica: potrebbe trattarsi infatti di F9 oppure di KJ1G1, che hanno età diverse. In considerazione di ciò tutte le elaborazioni e i grafici di questo Rapporto (ad eccezione dei grafici n. 5 e 6) si riferiscono ai 39 esemplari individuati singolarmente, in quanto sono molto numerose le variabili che cambierebbero in funzione del (40°) diverso individuo preso in considerazione.
Questo ulteriore esemplare di sesso femminile sarà compiutamente preso in considerazione in futuro, se e quando la sua identità potrà essere accertata in modo completo
.”

mancanti

Clic per ingrandire

Orsi mancanti
Nel 2013 è stato possibile confermare i due casi di “emigrazione” già noti, riferiti al maschio KJ2G2, che gravita nell’area interessata dalla presenza di orsi dinarico-balcanici (zona di confine Italia-Austria-Slovenia) già dal 2011, e all’esemplare M8, che invece si è spostato così a oriente nel 2012 (si veda il box 4 a pagina 20 del Rapporto orso 2011 per maggiori dettagli sul fenomeno in corso). Entrambi sono stati identificati geneticamente nel 2013 nella porzione più orientale del Friuli Venezia Giulia ed hanno verosimilmente sconfinato anche negli attigui territori austriaco e sloveno (i dati genetici 2013 dei due Paesi confinanti non sono ancora disponibili mentre va in stampa questo Rapporto). I 4 esemplari non noti geneticamente nati nel 2011 (quattro cuccioli dell’anno) non sono stati identificati geneticamente nemmeno nel 2013 (oltre che nel 2012). Pertanto devono ritenersi “mancanti” da quest’anno. Nel computo degli orsi “mancanti” nel 2013 vanno inoltre considerati due esemplari morti. Il maschio M13, di 3,5 anni di età, è stato abbattuto il 19 febbraio 2013 in val Poschiavo dalle autorità elvetiche (Canton Grigioni - SVI) in quando giudicato pericoloso per via dei ripetuti comportamenti confidenti, nonostante le numerose azioni di dissuasione portate a termine.

Il maschio M2, di 5,5 anni di età è stato ritrovato morto in val di Rabbi il 28 settembre 2013, a seguito di un atto di bracconaggio (fucilata). Attualmente (febbraio 2014) sono ancora in corso le indagini da parte della Procura della Repubblica per individuare il responsabile. È stato inoltre possibile, sempre nel corso del 2013, identificare geneticamente il soggetto rinvenuto morto per cause sconosciute in provincia di Sondrio il 22 settembre 2012. Si tratta del maschio DJ1G1, che aveva 5,5 anni di età al momento della morte. A fine 2013 sono dunque 18 gli orsi morti (rinvenuti in 8 casi, e uccisi, volontariamente o non, negli altri 9), 17 quelli non rilevati geneticamente almeno negli ultimi due anni, 2 quelli ridotti in cattività e 2 quelli emigrati. Sono quindi in totale 38 gli animali mancanti a fine 2013.”

(qui il rapporto orso 2013 in pdf)

M2

Se non ho capito male, e non lo escludo per nulla, ne mancano all’appello circa la metà? Sorvolando sul lato emotivo della questione, sul fatto che ogni orso ucciso o imprigionato è una vita libera soppressa, sul fatto che tifo orso, mi domando: quanto accidenti ci costa, a noi contribuenti, fra gestione, indennizzi, personale, catture, veterinari, detenzioni, ogni animale gestito dal progetto? Quanto ci è costato ogni orso ucciso?

Quanti accidenti di soldi abbiamo buttato nel cesso per prelevare, insediare, poi monitorare, seguire, mettere il collare, pagare gli indennizzi, mobilitare un bel po’ di persone per dare la caccia, catturare, anestetizzare e ammazzare Daniza? E per seguire e proteggere i suoi cuccioli, ora che lei a difenderli dai fungaioli deficienti non c’è più?

Il progetto è stato fortemente voluto dalla stessa Provincia che dell’orso si è servita come propaganda di un wilderness inesistente ma che contemporaneamente ne devasta il territorio costruendo nuovi collegamenti sciistici (Pinzolo-Campiglio, nell’area di protezione e il progettato impianto verso il lago Serodoli, sempre in territorio dell’orso). La pessima gestione del caso Daniza le ha fatto scoppiare in mano un casino difficilmente risolvibile: da una parte chi vuole tutelare l’incolumità del proprio bestiame, chi vuol diventare famoso raccontando attacchi più o meno dimostrabili, chi ha paure più o meno razionali, dall’altra centinaia di migliaia di persone indignate pronte a boicottare il Trentino e i suoi prodotti per rappresaglia, come se fosse colpa dei trentini tutti. Probabilmente il tempo farà dimenticare l’emotività del momento e le minacce, ma il Trentino ne esce comunque con le ossa rotte e pagherà uno scotto pesante in credibilità e in simpatie.

boicotta

boicotta2

boicotta3

pat

Quanto mi disgusta la morte di Daniza e di tutti gli altri orsi uccisi dall’insipienza umana, altrettanto mi nauseano gli atteggiamenti scomposti di chi, coperto dall’anonimato, scrive “dovete marcire tutti” “vi auguro la stessa sorte” e piacevolezze simili.

sabato 23 agosto 2014

Dolomiti o Las Vegas?

Premetto che non ce l’ho con il turismo, se non ci fosse mia zia starebbe ancora lavando la biancheria alla fontana pubblica o sarebbe immigrata in città. E non ce l’ho nemmeno con un po’ di comodità, soprattutto dove arriva il turismo più famigliare, più vicino ai parcheggi (stendo un velo sul casino a passo Sella di domenica scorsa, ma fra i casinisti c’ero anch’io quindi muta!).

Solo che, è giusto che il rifugio Comici al Sassolungo, per esempio, si chiami ancora Rifugio? Ho avuto il piacere la settimana scorsa di utilizzarne i bagni, e oggi trovo una gallery a loro dedicata su IL TRENTINO che condivido con voi:

cessi Comici

Musica new age che concilia l’evacuazione, luci soffuse, maniglia a led verde o rossa per indicare libero/occupato, doccette per pulirsi e pulire, nitore assoluto non facile da mantenere dove il traffico di escursionisti è impressionante.

Abbiamo poi notato una lunga serie di attenzioni nei confronti dell’ospite che fanno da contorno: le scodelle piene per i cani di passaggio, l’officina/attrezzi per mountain biker, punto ricarica per le bici elettriche, parcheggi bike con chiave, morbidi tappetini impermeabili per sdraiarsi sul prato a prova di crozzo fra le costole, e, mi dicono, una cucina di altissimo livello, altro che piatto CAI. Vista spettacolare sul Sella e sulle Odle e sugli impianti di risalita che assediano il Sassolungo da ogni lato.

E un bel casino di gente, ovviamente.

Mica per niente il gruppo non è entrato fra le Dolomiti dell’Unesco, come spiega Mountain Wilderness:

alcuni famosi gruppi montuosi dolomitici sono stati esclusi da quella prestigiosa qualifica, perché si temeva che il loro inserimento avrebbe ostacolato l’ulteriore sviluppo delle infrastrutture in quota necessarie per ampliare all’infinito il luna park dello sci di discesa.
Dolomiti Superski, che -al pari di Mountain Wilderness Italia- è investita della qualifica di socio sostenitore all'interno della Fondazione Dolomiti UNESCO, disinvoltamente si è appropriata per una propria campagna pubblicitaria del marchio delle Dolomiti Monumento del Mondo, ponendo sullo sfondo l’immagine del Sassolungo: una delle grandi vette che non sono entrate a far parte del sito UNESCO proprio per colpa dell’opposizione della Provincia di Bolzano e degli stessi dirigenti del più grande consorzio sciistico del mondo. Una bella faccia tosta, non c’è che dire
.”

Qui l’articolo completo.

Noi abbiamo dormito al Rifugio Demetz. Buona cucina, bagni puliti, letti comodi anche nel camerone, profumo di legno di cirmolo in tutte le stanze, famiglia de gestore accogliente e ben disposta a fare 4 chiacchiere. Un rifugio-rifugio, dove si sta comodi senza esagerare.

Il Rifugio Comici e il Rifugio Demetz hanno le stesse facilitazioni a livello fiscale? C’è rifugio e rifugio, anche per il fisco oltre che per gli escursionisti?

NN1_3361

Rifugio Demetz alla forcella Sassolungo

NN1_3940

(OT: lunedì tempo del piffero, peraltro)

lunedì 28 luglio 2014

Luglio 1914, Luglio 2014

28 luglio 1914, inizio della prima guerra mondiale con la dichiarazione di guerra dell'Impero austro-ungarico al Regno di Serbia.

NN1_2973

Monte Piana, posto di vedetta italiana con vista delle 3 cime di Lavaredo

perdite in vite umane (fonte, Wikipedia):

Alleati
Militari: tra 5.845.089 e 6.288.458
Civili: 3.935.757
totale: tra 9.669.846 e 10.113.215

Imperi centrali

Militari: 4.010.241
Civili: 3.141.720
Totale: 7.151.961

Paesi neutrali

Civili: 3599

Totale morti:

Militari tra 9.855.330 e 10.298.699
Civili: 7.081.074

Tra 16.936.404 e 17.379.773

 

NN1_2955

Monte Piana, Postazione italiana e Croda Rossa

Luglio 2014 (fonte Guerrenelmondo.it)

01 Pakistan: L’esercito iniziato offensiva di terra contro i talebani
Israele: Aerei da guerra israeliani bombardano Gaza, colpiti 34 obiettivi negli attacchi durante la notte

02 Siria: Militanti dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) catturano la città chiave di Boukamal al confine siriano

03 Siria: Gruppi ribelli siriani cercano aiuto per combattere i jihadisti dello Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria (ISIS)

04 Arabia Saudita: 30.000 soldati sauditi dispiegati sul confine con l’Iraq
Israele: Israele mobilita le truppe lungo il confine con la Striscia di Gaza

05 Libano: Attacco aereo siriano uccide un bambino, ferisce membri della famiglia vicino Arsal nell’est del Libano
Ucraina: Forze ucraine riprendono la roccaforte ribelle di Sloviansk nell’est

06 Nigeria: Le truppe uccidono 53 insorti di Boko Haram e perdono 6 soldati nel Borno
Uganda: 60 morti negli scontri tra le Forze di Difesa Popolare Ugandesi (UPDF) e mercenari Bakonzo

07 Kenya: Militanti al-Shabaab hanno ucciso almeno 29 persone in due attacchi separati

08 Siria: Truppe siriane avanzano nel nord di Aleppo
Israele: Le sirene suonano a Tel Aviv e Gerusalemme; 16 morti in attacchi aerei delle Forze di Difesa Israeliane su Gaza

09 Somalia: Palazzo presidenziale sotto attacco dei militanti di al-Shabaab
Israele: Il numero dei morti sale a 51 mentre Israele bombarda Gaza, inclusi 13 bambini

10 Afghanistan: Insorti talebani attaccano ufficio del governatore e quartier generale della polizia a Kandahar uccidendo 26 persone

11 Ucraina: La milizia di Donetsk costringe le truppe ucraine a ritirarsi di 10 km da Karlivka
Iraq: Forze Peshmerga curde prendono il controllo delle raffinerie e giacimenti di petrolio di Kirkuk e Bai Hassan

12 Ucraina: 30 soldati ucraini uccisi in attacco missilistico durante la notte
India: Truppe pakistane violano il cessate il fuoco nel Jammu e Kashmir

13 Yemen: Ribelli sciiti Ansarullah accettano di ritirarsi dalla città chiave di Amran
Libia: Milizie libiche combattono per l’aeroporto internazionale di Tripoli

14 Ucraina: Carri armati ucraini attaccano Lugansk

15 Israele: Bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza sale a 176 mentre continuano gli attacchi aerei israeliani
Iraq: Esercito iracheno lancia l’assalto su Tikrit conquistato dal gruppo sunnita Stato Islamico

16 Nigeria: Boko Haram ha attaccato il villaggio di Dille nello Stato del Borno uccidendo 45 persone
Grecia: Il capo fuggitivo di Lotta Rivoluzionaria arrestato dopo sparatoria ad Atene

17 Birmania-Myanmar: Tempo scaduto con i ribelli dell’Esercito di Liberazione Nazionale Ta’ang (TNLA)
Somalia: Intensi scontri scoppiati alla periferia di Qoryoley tra esercito e militanti di al-Shabaab

18 Ucraina: Leader separatista dice che i ribelli non hanno abbattuto il volo MH17 della Malaysia Airlines
Israele: Israele lancia operazione di terra nella Striscia di Gaza

19 Tunisia: 15 soldati tunisini uccisi vicino Chaambi, attacco rivendicato dal Battaglione Uqba Ibn Nafi

20 Siria: Forze governative tentano di riprendere il giacimento di gas conquistato dai combattenti dello Stato Islamico

21 Sud Sudan: Forze opposizione sud sudanesi rivendicano la cattura della città di Nasir

23 Turchia: 3 soldati e 6 militanti del Partito dell’Unione Democratica (PYD) sono stati uccisi in uno scontro armato sul confine siriano
Birmania-Myanmar: Ripreso il combattimento tra Esercito Birmano ed Esercito Stato Shan-Nord colpisce sei villaggi

24 Siria: 700 persone uccisi in due giorni di conflitto tra esercito e forze ribelli leali allo Stato Islamico (SI)
Repubblica Centrafricana: Ribelli musulmani Seleka e la milizia cristiana anti-balaka firmano il cessate il fuoco

25 Israele: Almeno 15 morti nel bombardamento israeliano su una scuola a Gaza, il bilancio dei morti supera le 760 persone
Israele: Attacco aereo israeliano uccide un leader delle Brigate al-Quds

26 Siria: Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) invade una grande base militare a Raqqa
Ucraina: Forze governative lanciano l’offensiva per riprendere Donetsk

27 Birmania-Myanmar: 800 civili nuovi sfollati a causa dei combattimenti tra esercito e ribelli (Palaung) dell’Esercito di Liberazione Nazionale Ta’ang (TNLA) nello Stato Shan
Israele: Israele riprende l’offensiva su Gaza dopo che i razzi di Hamas rompono il cessate il fuoco

28 Libia: Scontri armati tra forze governative e militanti islamici a Bengasi e Tripoli lasciano 59 morti

Gaza, missile uccide 9 bimbi palestinesi in parco giochi. Nuovi attacchi aerei sulla Striscia
(foto Repubblica.it)

Gaza, riesplode la guerra: missile uccide 7 bimbi
Tel Aviv nega: "era un razzo di Hamas" 
Colpi di mortai dalla Striscia: quattro morti in Israele (fonte Repubblica.it)

sabato 28 giugno 2014

Una cascata di ricci

Vedrai, quest’anno non vengono! dicevo questa primavera guardandomi attorno nel giardino sconvolto dai lavori, dal baccano della scavatrice, dagli operai che andavano e venivano pestolando qui e là.

La mattina seguente la fine dei lavori il piattino con la pappa messo per scaramanzia è vuoto: è stato Pauli, il gatto del vicino, mangerebbe anche i sassi se fossero commestibili. Stasera sto di vedetta e lo caccio a secchiate.

Altroché Pauli, ecco il primo:

NN1_1352

Il giorno seguente arriva il secondo:

NN1_1491

Tre!

NN1_2361-001

tutti 5 insieme non sono riuscita a fotografarli.

E ieri sera: “ehi, guarda, un piccolo! Guarda, sono due! Ma no, quattro! E quello chi è? il quinto?

NN1_3200

5 cuccioli :)

NN1_3212-001

lunghi circa 10 cm, affamati, curiosi, capaci di addormentarsi di botto nella ciotola come san fare solo i piccoli.

NN1_3205-001

Niente di strano, direte voi, abitando in campagna. Ma io non abito in campagna, abito in centro, in centrissimo, ho Ötzi per vicino di casa, tanto per capirci, e ho 10 ricci nel giardino da nutrire. Sto interessandomi per vedere se riesco ad ottenere almeno gli assegni familiari :)

domenica 15 giugno 2014

Fototrappola del Papi

tana del papi

Poche righe per una segnalazione: la fototrappola di Massimo Papi: camosci, caprioli, cervi, volpi, orsi! vari altri animali dei nostri boschi nel loro ambiente intenti ai fatti loro, ignari della violazione alla loro privacy. “Tutto ciò che non possiamo, non riusciamo, non vogliamo vedere.” recita il blog di Massimo.

Ogni tanto sul blog c’è la relazione di una gita, belle foto, bei racconti. Ma il cuore è sicuramente la sua raccolta di animali: bellissimo!

domenica 8 giugno 2014

Vacanze gratis? In Alto Adige si può

contadina

In una piccola azienda agricola di alta montagna, come sono gran parte dei masi altoatesini, basta poco per trovarsi in serie difficoltà economiche: il Bauer si infortuna? Si diventa anziani e i figli se ne vanno? Nasce un bimbo nuovo e la Bauerin deve allattare, non può stare molte ore lontana, sul campo? Ecco che manca chi è in grado di andar per legna, di governare il bestiame, di concimare il pascolo, di aggiustare la recinzione…. I contributi in denaro spesso non sono la soluzione: servirebbe aiuto pratico, un paio di mani in più, una schiena giovane, qualcuno che stia con la nonna mentre i giovani stanno lavorando i campi o fanno i fieni…

Ecco l’idea: mettere in contatto chi ha bisogno di aiuto con chi è disponibile a dare una mano. Da quasi 20 anni l’associazione Bergbauernhilfe - Volontariato in montagna seleziona persone disponibili a fare un’esperienza in un maso, a “vivere in prima persona un’esperienza diversa presso i contadini di montagna” e a “offrire sostegno dei contadini e per aiutare con il raccolto, a casa, nella cura per i bambini e per gli anziani e disabili” e li indirizza verso chi è in difficoltà.

Sì, forse non è proprio la solita idea di vacanza fatta di spiaggia, sole, bagni, racchettoni, disco, gnocche, relax e nemmeno quella di trekking, mountain bike, nordic walking, rafting, canyoning, wellness; con il titolo del post un pochino vi ho ingannati, è una vacanza a farsi il culo, di alzatacce, a letto con le galline, letame, vacche, rastrelli, accette, vesciche sulle mani, “di duro lavoro fisico, il servizio per altri e di vivere in armonia con la natura, profonda soddisfazione e gioia”.

Interessante vedere quante persone si sono iscritte come volontari, e come sono cresciute negli anni:

per quanti giorni di intervento effettivo prestato:

e quanti sono i masi che hanno richiesto un aiuto:

e la provenienza dei volontari:

Chi viene aiutato?
I masi devono soddisfare diverse condizioni definite con chiarezza dall'Associazione e verificate anche facendo sopralluoghi presso i masi. Deve essere un maso, dove il lavoro è molto duro. Ci sono anche i punti di difficoltà da considerare (sono composte dal ripido pendio, la superficie da lavorare a mano, la distanza dal paese più vicino e l'altitudine del maso).

[…]

Inoltre sono considerati anche la situazione sociale e finanziaria del maso e anche l'impegno sociale dei contadini nella vita nelle comunità. Particolare attenzione è data ai masi che accolgono persone anziane e/o ammalate oppure in situazione di handicap.”

maso

Per fare domanda è sufficiente avere 18 anni ed è indispensabile saper badare a sé stessi e aver voglia di lavorare: che il volontario non diventi una rogna in più invece che un sollievo. Portarsi scarponi, maglioni, giacca a vento, vestiti da lavoro; vitto e alloggio verranno condivisi con gli abitanti del maso. Si può far domanda da soli, in coppia, con la famiglia intera. Ci pensa poi l’associazione ad accoppiare nella maniera più proficua i volontari con i masi, a supportare i volontari per gli eventuali problemi, ad assicurarli, a non abbandonarli al loro destino una volta al maso.

FSC_6864-001

“Ma perché dovremmo? Al bar non ci servono perché siamo italiani, i tedeschi ci trattano male e ce l’hanno con noi!” vero? Ecco qualche estratto dal feedback di Gino Servillo da Scafati (SA), reduce da un’esperienza al maso nel 2012:

“Sono contento di essere stato alla festa e di far parte di quest’Associazione, di cui sono fiero. Ritengo che i Masi di alta montagna facciano parte di un patrimonio inestimabile di tutto l'Alto Adige, non solo dal punto di vista paesaggistico ma anche culturale e umano. Sostenere i masi dell'Alto Adige vuol dire tutelare un patrimonio che è di tutti noi non solo dei privati contadini. Sono contento dell'accoglienza che mi è stata riservata al mio arrivo alla “Bürgerhaus” e ringrazio gli organizzatori e tutti i volontari, presenti e non presenti, per l'aiuto che ogni anno danno ai proprietari dei masi sacrificando se stessi e le proprie famiglie per una causa di grande valore umano. Spero anche per il prossimo anno di dare il mio, piccolo, contributo di assistenza che tutti i masi meritano! Un saluto di cuore, Gino Servillo “

Bisogna sapere per forza il tedesco? Sarebbe meglio, ma non è indispensabile.

Erica Balella da Fusignano (Ravenna):

Sono stata ospite presso un maso nella Valle Isarco, dove la famiglia mi ha fatto sentire subito come a casa. Vorrei innanzittutto ringraziare chi mi ha ospitato con tanto amore e affetto. Grazie per l’ ospitalità, la cortesia e la gentilezza. Grazie a E. per le chiacchierate con gelato, a R. per l'affetto che mi ha trasmesso e l’inaspettata gita al mercato, a W. per l'ottima cucina (la migliore cuoca e amica che potessi incontrare!!) e tutti i consigli culinari che mi ha dato (spero di metterli in pratica!) e a L. un ragazzo dal cuore d’oro e un lavoratore inesauribile! Grazie a E. per le passeggiate dopo pranzo e E. che ha sorvegliato su tutti noi.

GSC_9600
Simone da Treviso:

Il lavoro nei campi e nella fattoria non è mancato, ma noi ci siamo portati a casa molto di più dei muscoli un po' doloranti. Abbiamo visto e vissuto in una realtà ben diversa dalla nostra, fatta di ritmi lenti, fatta dal ritrovarsi come una grande famiglia a tavola, fatta di sapori senza tempo e riscoperta del benessere dato dal coltivare una terra così difficile ma anche così bella. Indimenticabili le ore passate in stalla a curare gli animali, a tagliare il formaggio, a metterlo nel fienile... “

Insomma, vacanze attive e avventurose senza lasciare niente al caso in un territorio mozzafiato fra panorami grandiosi, in mezzo alla natura incontaminata ad un passo dalle Dolomiti patrimonio dell’umanità, dove protagonista è la natura, ma anche cultura, storia e tradizioni, in un ambiente familiare che vi farà sentire come a casa vostra. Ci si fa il culo come un ombrello, ma il prezzo è davvero conveniente! ;)

Informazioni sul sito dell’associazione

“Rassegna Stampa”
Mountain blog - “VACANZA UTILE” Volontariato in montagna
Alto Adige.com: Volontariato in montagna
Quotidiano Alto Adige: Aiutare i contadini nei masi di alta montagna
Famiglia cristiana: faticare ad alta quota

venerdì 30 maggio 2014

Point Lenana

Wu Ming1 e Roberto Santachiara

Point Lenana

Editore:
Einaudi
Stile Libero Big

Anno 2013
Pagine 596 – brossura

ISBN:
978-88-06-21075-5

 

Non mi è piaciuto. Ovvero, sì mi è piaciuto. Insomma, boh. 7½, fra il 7 e l’8, 8 meno meno…

Molto interessante, scritto dalla parte giusta, ma.
Estremamente documentato, ho imparato cose nuove, ma.
Ma cosa? ma per la miseria, "brevi cenni sull'universo"!

Troppa carne al fuoco e cucinata in modo assai incasinato. Avanti indietro nel tempo e nelle storie, divagazioni a mio avviso non necessarie che appesantiscono, approfondimenti su particolari (sempre IMO eh!) ininfluenti, troppo documentato, troppo dispersivo, troppo tutto.

Come in un ipertesto, quasi ogni persona nominata, ogni luogo, ogni data si ramifica in numerose narrazioni parallele che portano ad altre storie ancora. Come in un ipertesto infatti si rischia di perdersi per strada a di non ricordarsi più da dove si è partiti. Con il difetto che questo ipertesto segue la logica degli autori e non quella del lettore, ovviamente.

Sì, ti ci riportano loro da dove sei partito, ma occorre raccogliere le idee: se abbandoni il libro per qualche giorno, ti trovi sperso. Un ipertesto? Macché, un frattale.

Irritantissime le parti scritte in seconda persona singolare: "mentre tu facevi ("tu" sta per il diciamo protagonista di cotesto garbuglio), tu pensavi che etc". Per fortuna non molte, ma comunque troppe.

Confesso qualche abbiocco e qualche sbadiglio, leggerlo a letto poi è micidiale.

Point Lenana

Monte Kenya, Point Lenana. (fonte Chris 73Wikimedia Commons licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)

Se qualcuno, peraltro, pensa di avere in mano un libro di montagna, resterà deluso. Si, montagna ce n'è molta, ma resta sullo sfondo, nonostante la ricostruzione della vita di Emilio Comici, nonostante Point Lenana, il Kilimangiaro, il CAI, la val Rosanda, Bonatti, MacFarlane e pure un pizzico di resistenza (appunto, brevi cenni etc.).

Encomiabile la rivisitazione, senza fette di prosciutto della retorica sugli occhi, del colonialismo italiano in Africa. Italiani brava gente sti gran cazzi, altro che vantarsi di aver costruito le strade e di aver portato la civiltà a quei selvaggi. Da vergognarsi e da non avere il coraggio di guardarli negli occhi, altro che civiltà. E altrettanto interessanti i capitoli sull'italianizzazione forzata di Trieste e delle notevoli porcherie fatte dal regno d'Italia prima e dal fascismo dopo anche in quei territori. E per me che sono altoatesina, capitoli molto intensi. Fatti che gran parte degli italiani ignorano ma vengono quassù e si permettono di pontificare.

Trovo inoltre che i Wu Ming, tutti, abbiano una spocchia insopportabile. Bravi, ma credono di esser bravi e giusti e giustamente collocati solo loro. E in questo libro la cosa non passa, secondo me, inosservata.

Tutte queste critiche e gli assegno 8 meno meno? Guadagnato dai... il termine "capitoli" non è esatto per come è strutturato il libro. Insomma la trattazione degli argomenti di cui sopra e il taglio con cui sono stati trattati, quanto non sapevo e ho imparato, Comici, il gran lavoro di documentazione gli fanno guadagnare il quasi 8. Stiracchiato però.

3 giorni dopo il mio acquisto in libreria, Point Lenana era liberamente scaricabile dal blog di Wu Ming fondation, come da normale politica editoriale di Wu Ming, un anno dopo l’uscita in libreria. (la prossima volta, TONTA, prima di spendere 20 euro controlla il calendario!)

Allo stesso link pagine e pagine di articoli, notizie, recensioni, digressioni a cura degli autori e di Wu Ming Fondation.

Un po’ di link, quasi tutti in disaccordo con me :)

Altitudini: Point Lenana. Assalto alla letteratura di montagna
IBS
Goodreads
Anobii
DoppioZero

martedì 11 febbraio 2014

Due scoiattoli volanti

FSC_7844

Piz Duleda, Geisler/Odle

Ce ne stavamo lì, un paio di anni fa, in cima al Piz Duleda: zainone, eravamo in giro da un paio di giorni, scarponi, fiatone.

Quand’ecco che nel silenzio che solo in cima a un bricco si riesce a trovare, comincia a salire il cinguettio delle vocine allegre di due ragazzine che arrivano leggere chiacchierando e ridendo, senza zaino, con le scarpine basse da escursionismo, con in tasca una mela.

Entusiaste, felici, saltellano qui e là sulla stretta cima, spettegolano, si stendono pancia in giù sull’abisso, ci chiedono di far loro una foto e scambiamo con loro quattro parole: sono gardenesi, sono in vacanza per qualche giorno, pochi, che poi devono volare in Norvegia ad allenarsi.

“Allenarsi per cosa?”
“eh, siamo nella squadra nazionale di salto con gli sci”.
”ma dai! Avete altri 2 tifosi garantiti, chissà che non vinciate qualche medaglia alle prossime Olimpiadi” diciamo un po’ sul serio un po’ per scherzo.

“Be’, dice Evelyn, lei di medaglie ne ha già vinte alcune di importanti, è vicecampionessa del mondo dal trampolino normale”

FSC_7850Gasp! Quei due passerotti, quei due scoiattolini allegri, quelle due belle, modeste e solari ragazzine, sono Elena Runggaldier ed Evelyn Insam, le nostre punte di diamante del salto femminile.

Che stasera gareggiano a Sochi, alle Olimpiadi. Quindi, miei cari quindici lettori, stasera conto su di voi a tifare a squarciagola per le nostre ragazzine del salto, a spingerle lontane sulle ali dei nostri pensieri, che continuino a saltare vincendo, ma soprattutto divertendosi e ridendo.