sabato 15 gennaio 2011

Il tre di gennaio

Per anni, il 3 di gennaio all’imbrunire, intabarrato come un esquimese, il babbo si sedeva sul balcone di casa a contare i passeri. Quelli che venivano, e tuttora vengono, a dormire nel nostro canneto.

Ho ritrovato l’agenda con i numeri: 80 nel 1986; 65 nell’87, nell’88 erano 90, 108 nell’89, 114 nel 1990, 70 nel 1991. Di nuovo 90 nel ‘92 e 75 nel ‘93.

Troppo pochi anni, poche osservazioni all’anno, piccoli numeri, non fanno statistica. Fra l’altro, per essere interessante, dovrei contarli anch’io a distanza di quasi 20 anni (non se ne parla, sappiatelo), non so quanti siano, ma sono sempre tantissimi.

FSC_4044-1

Ora leggo, dalla penna di Danilo Mainardi, sul sito della LIPU, e strabilio:

“Negli ultimi 30 anni i passeri sono diminuiti del 50%. Questo è quanto emerge da un'indagine di BirdLife International fatta in  Gran Bretagna.  Anche i primi studi e dati sulla situazione italiana sono  preoccupanti.

  • Per la prima volta il passero è stato incluso nella lista delle specie di uccelli minacciati a livello internazionale.
  • Il suo declino contiene qualcosa di molto allarmante, potrebbe essere un segnale del forte degrado del nostro ambiente.

Danilo Mainardi
Presidente Onorario LIPU

I passeri a rischio, avreste detto? Negli stessi anni della conta dei passeri, il Pietro (suddetto babbo) aveva smesso di andare a pescare perché il fiume era morto. Ora in pieno centro sul Talvera c’è quasi quotidianamente l’airone che pranza; vicino alla stazione, sull’Isarco, ci sono stabili alcune garzettte; fra Rovereto e Verona, dal treno, se ne vedono diversi gruppi sulle rive dell’Adige e alcuni aironi li vedo fra Bolzano e Merano quando vado in bici.

Ventefioca mi scrive in un commento: “qui di aironi cinerini se ne vedono fin troppi, da qualche anno. Planano come degli alianti ubriachi e ti sfiorano il parabrezza. e dire che tanti tanti anni fa ne avevo visto uno alle propaggini delle valli e l'amico esperto ornitologo mi aveva dato del visionario... ma va'” e qualche anno fa erano davvero rara aves.

Il “TRENTINO” in ottobre pubblicava la notizia di 250 cormorani da abbattere: sono troppi, si sbafano tutti i pesci della regione e ai pescatori danno un pelino fastidio.

Merito del ripopolamento? Vengono seminati ogni anno un paio di milioni di avvannotti. Ma ripopolavano anche ai tempi. Meno? Possibile. Buon segno o brutto segno? Non so dirlo. Ovunque mettano le mani gli uomini fan casino? Probabile.

FSC_4035-1

In questo momento però sento un cicaleccio assordante arrivare dalle solite canne, mi van via chili e chili di becchime ogni inverno, sono visitata quotidianamente da un bel po’ di biodiversità.

I passeri sono in pericolo di estinzione? La cosa mi preoccupa: non qui però, non a Bolzano, non i miei.

copio dalla LIPU:

Piccole azioni concrete

Gli accorgimenti che ti indichiamo sono piccole attenzioni, ma contribuiscono alla sopravvivenza dei passeri che vivono intorno a te.

Fornire cibo:

D'estate: lascia crescere più alte le erbe in un angolo del tuo giardino (fino a 20-30 cm circa), e falciale solo alla fine della stagione. Molte piante spontanee producono fiori e semi che attirano uccelli e farfalle.

D'inverno: installa una mangiatoia sempre fornita di semi, come grano, miglio, canapa e avena per aiutare i passeri a superare il freddo. (e il girasole, non ce lo mettono? è il preferito, dai miei almeno. N.d.F.)

DSC_6374-1

Fornire rifugi e tutela:

Coltiva nel tuo giardino piante che in inverno sono fonte di cibo e riparo, come betulla, sambuco, biancospino, edera, alloro e rosa selvatica.

Non potare le piante e non ristrutturare tetti e facciate tra marzo e agosto, quando gli uccelli costruiscono i nidi.

Evita di irrorare le piante con pesticidi chimici.

Metti al micio un collare con campanellino: spesso i passeri sono vittime dei gatti, che conservano l'istinto della caccia.

(No, il collare non lo metto: ho preso paura già una volta con Lamicia impigliata in una rete per mettere il collare! E il campanellino li fa innervosire da matti. N.d.F.)

Fornire il nido:

Puoi installare sul balcone, sulla parete del garage o su un albero dei nidi artificiali, modello a "cassetta chiusa" o a "tronchetto".
I nidi devono essere ad almeno tre metri d'altezza, con un foro d'ingresso di 3,2 cm di diametro per la Passera d'Italia, o di 2,8 cm per la Passera mattugia.”