domenica 24 marzo 2013

Giornata nazionale della lettura

Sarebbe per la promozione della lettura, io invece oggi disincentivo la lettura. Non in generale eh, che se c’è una sempre con un libro in mano è la sottoscritta. Ma sconsiglio caldamente l’acquisto dell’edizione per kindle di questo libro:

copj170

Jennifer Jordan 
La scalata impossibile
La tragica storia dell’uomo che sognava il K2

Traduttore: Mark Stiatti

Editore 
Newton Compton 
Anno 2010
pagine 239, brossura

ISBN: 9788854123076
disponibile anche in e-book: azw3, epub

Edizione elettronica realizzata da Gag srl

Sono stufa di sottolineare refusi e formattazioni garibaldine. Mi scandalizza come molti editori trattino l'e-book come prodotto di seconda scelta, scarto, al quale non serve dedicare nemmeno il minimo dell'attenzione.

Questo è inqualificabile. Infinite parole spezzate col trattino come fossero a fine riga:"que- sto, pro- duttiva, soprat- tutto" etc etc.; "600,000" invece che 600.000, un paio di righe di una nota che si mescolano al testo e viceversa; "a causa dalla guerra"; "uno più facoltosi d’America" e diverse altre piacevolezze simili.

Anche la traduzione non mi pare accuratissima: una "lingua tagliente" diventa "la sua lingua biforcuta"!! (il traduttore ha letto troppi Tex Willer mi sa); "piccolo, ostentato, autoritario" ostentato? o ostinato?; "del famoso conduttore della New York Symphony," Conduttore o direttore (d'orchestra?); und so weiter.

La storia: parte lenta, la fa troppo lunga all'inizio raccontando genealogie di cui sinceramente interessa poco, decolla dopo circa 1/4 delle pagine. Dopo diventa interessante, almeno per chi pratica l'ambiente dell'alpinismo e dintorni. Non è un libro di avventura, è una cronaca il più accurata possibile del famoso e contestatissimo tentativo americano alla vetta del K2 nel 1939, vetta al momento ancora inviolata, finito purtroppo malissimo, che si trascinò in polemiche, accuse reciproche e tribunali per anni.

Il capo spedizione, Fritz Wiessner, non ne esce molto bene, viene invece rivalutata la figura di Dudley Wolfe: non era solo un impreparato, capriccioso, grasso e goffo yankee, come piace far credere a chi l’ha abbandonato da solo a morire lassù. Non si arriva a quasi 8000 metri sulla montagna più difficile del mondo, se si è grassi goffi e impreparati. La verità è più scomoda da ammettere. Sono stati fatti innumerevoli errori, la testa di Wiessner era concentrata sulla riuscita e la sorte dei suoi uomini, sherpa compresi, non era una delle sue priorità.

Sufficienti i contenuti, decisamente insufficiente la forma.

franzRecensione basata sull’edizione in formato azw3, ovviamente scaricata da Amazon e regolarmente pagata. Con soldi buoni, of course, non fagioli secchi o soldi del monopoli. Sgrunt.

Nulla so dell’edizione cartacea. Probabilmente la formattazione è corretta, ma non ci metto la mano sul fuoco per gli innumerevoli altri refusi sparsi.

 

(la sottoscritta a 6 anni e 4 mesi)