mercoledì 11 marzo 2009

Dagli all'Orsi

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Codibugnolo

Se ne parlava da giorni in rete, del disegno di legge sul riordino della caccia che il senatore Orsi (Forza Italia) avrebbe presentato in Senato. Ieri, 10 marzo, il disegno di legge è arrivato alla 13a Commissione permanente (TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI).

Si va a rimetter mano a una materia che la legge quadro del 1992 aveva faticosamente riequilibrato mediando posizioni lontanissime di cacciatori e ambientalisti, con una normativa non perfetta ma relativamente "accettabile". Contro la stragrande maggioranza dei cittadini, di ogni colore politico e ogni provenienza culturale, che, secondo un sondaggio Ipsos, si dichiarano in disaccordo con la maggior parte dei provvedimenti in discussione.

Fra le proposte presentate in Commissione, saltano all'occhio la caccia in deroga a specie protette nei parchi naturali, la liberalizzazione all'uso di richiami vivi e della tassidermia, l'apertura della caccia sulle rotte dei migratori e in situazioni di neve e ghiaccio molto stressanti per gli animali. Sarà possibile imbracciare la doppietta e sparare, seppure accompagnati, a 16 anni, verranno abolite la maggior parte delle associazioni ed enti per la protezione degli animali, a cominciare dallo storico ENPA e, pare incredibile, ma se dovesse passare questo progetto di legge così come è in discussione, saranno punite le regioni che dovessero proteggere più del 30% del loro territorio.

Ma le norme a dir poco discutibili, che aprirebbero tra l'altro un nuovo contenzioso con l'Europa, sono parecchie di più.

Sul sito del Verdi del Veneto troviamo un elenco di quelle che a loro parere sono le proposte più scandalose. Presentate e commentate da un punto di vista molto parziale, ovviamente, ma sono molto parziale anch'io: se la loro interpretazione del ddl è giusta, (io l'ho letto e lo interpreto nello stesso modo) non mi pare esagerato parlare di legge vergognosa.

Antonio Cianciullo su Repubblica on line, alla fine di un pezzo più articolato fa una rapida lettura dei risultati del sondaggio Ipsos, che restituisce risultati chiarissimi, univoci e trasversali fra orientamenti politici:

"il 69 per cento è fortemente contrario alle doppiette, il 21 per cento neutrale, il 10 per cento favorevole. Prolungare il periodo di caccia e aumentare i luoghi in cui si può sparare: 86 per cento contrari. Ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette: 86 per cento contrari. Aree private in cui è possibile sparare agli animali: 89 per cento contrari. Doppiette nei parchi: 91 per cento contrari. Autorizzare a sparare agli uccelli migratori: 93 per cento contrari. Rilasciare la licenza di caccia a chi ha 16 anni se accompagnato: 94 per cento contrari. Se la maggioranza anti caccia era prevedibile, la misura del dissenso rispetto alla controriforma risulta particolarmente alta. E un'altra sorpresa arriva quando si analizza l'orientamento politico di chi risponde. In una serie di casi gli elettori di centrodestra sono ancora più contrari alla controriforma di quelli di centrosinistra. Solo il 5 per cento di chi vota per la maggioranza è favorevole ad autorizzare la caccia a specie protette contro un 7 per cento di elettori del centrosinistra. Solo il 3 per cento di chi vota per il Pdl vuole che i cacciatori possano sparare ai migratori contro il 6 per cento di chi vota per l'opposizione. Solo il 5 per cento di chi è schierato con il governo vede con favore l'idea di dare una doppietta a un ragazzo di 16 anni contro il 6 per cento di chi è schierato con l'opposizione."

Ammesso che questo è solo un ddl presentato in Commissione, che le cose probabilmente cambieranno nell'iter della legge, che si parte chiedendo 100 per ottenere 10, anche quel potenziale 10 mi trova preoccupata e in disaccordo. Spero che la netta opposizione anche della maggioranza degli elettori del centro-destra riesca ad evitare la vittoria delle lobby dei cacciatori e dei fabbricanti di armi.

Per chi fosse interessato, QUI è possibile firmare on line, per quel poco che può servire, la petizione contro il ddl. Ci sono già quasi 10.000 firme e, intelligentemente, han fatto in modo che sia possibile firmare senza pubblicizzare il proprio nome sul web.