martedì 21 aprile 2009

Kanchenjonga, Annapurna o.. ?

Annapurna (foto Jamie O'Shaughnessy, fonte wikimedia commons, licenza copyleft)

Non erano partiti per l'Annapurna e Annapurna, ancora una volta, non sarà: prima brutto tempo, poi un campo intermedio che deve essere smontato e spostato perché la via di salita individuata, che passa in mezzo a seracchi impressionanti, non è quella giusta, infine Romano si prende una bronchitaccia.

Già fallito nel 2006, evidentemente non era destino nemmeno questa volta: nel tempo passato al campo base per permettere a Romano di riprendersi dal malessere, le condizioni della montagna sono cambiate a tal punto che i due alpinisti hanno faticato non poco a riconoscere il posto nel quale avevano allestito il campo intermedio e a ritrovare il materiale. I crepacci si spalancavano davanti ai loro piedi, venivan giù seracchi come se piovesse, non hanno nemmeno provato a pernottare lassù: sono scesi il prima possibile dandosela a gambe lontani dalla seraccata, come riferisce sul sito ufficiale Leila Meroi, sorella di Nives e loro contatto in Italia. In quelle condizioni infatti insistere era andare a cercarsela.

Ma a casa non si torna: da stamane sono in viaggio per il Kanchenjonga, l'8000 più orientale della catena Himalayana, sul confine fra Nepal e Sikkim e terza montagna più alta del mondo (8.586 m). Raggiungeranno la zona, salvo prevedibili imprevisti, dopo 15 giorni di trekking. Kanchenjonga che era la prima meta del loro viaggio, abbandonata perché scioperi e disordini rendevano impossibile raggiungerne il campo base.

Come per un gioco della parti, le condizioni della sud dell'Annapurna fanno loro cambiare di nuovo programma e tornare sui loro progetti iniziali, nel frattempo infatti i disordini si sono calmati e la strada è stata riaperta.

Montagna ostica da salire, battuta da abbondanti precipitazioni e da frane e valanghe, conquistata per la prima volta nel 1955 da Charles Evans, è stata salita finora solo da 2 donne mentre nel 1991, ci informa Wikipedia, "il primo tentativo di scalata effettuato da due alpiniste donne finisce tragicamente, i loro resti verranno trovati poco prima della parete finale" e ancora nel 1992 "l'alpinista polacca Wanda Rutkiewicz è dispersa in una tempesta di neve mentre tenta di raggiungere la vetta."

Vetta peraltro mai espugnata per rispetto ad una leggenda locale: nessuna bandiera né insegna né vessillo sventola infatti lassù, sulla cima dei "Cinque tesori della grande neve" come pare voglia significare il suo nome.

Ancora una volta buona strada, Nives e Romano. Siate prudenti. Tornate presto, magari con il dodicesimo ottomila in tasca e la terza donna al mondo a cavallo della cima :)

 

Kanchenjonga (foto Siegmund Stiehler, fonte wikimedia commons, licenza GNU Free Documentation License)