lunedì 20 luglio 2009

Come corrono quei buoi!

 Seiseralm / Alpe di Siusi

Nell'agosto di due anni fa scrivevo un post con argomento Seiseralm/Alpe di Siusi, intitolato "Quando i buoi sono scappati": parlavo dei buoni propositi del Sindaco di Kastelruth, Reichhalter, che, oltre a far demolire alcune baite abusive, negava ogni nuova licenza edilizia per strutture ricettive e vietava la vendita di alloggi a non residenti. Solo "permessi di ampliamento fino al raddoppio di cubatura per quegli alberghi che finora non hanno approfittato dell'opportunità concessa dal piano paesaggistico del 1982. Ampliamenti concessi per inserire "strutture benessere" e per ampliare le stanze. Ogni albergo potrà aggiungere al massimo 5 nuove camere, non di più."

Ma i raddoppi di cubatura, le strutture benessere, i "modesti ampliamenti" autorizzati ad alcuni proprietari dei vecchi fienili in legno previo abbattimento delle vecchie baite, lo spostamento del brutto rifugio del Touring Club da passo Duron al Compatsch, (e il vecchio rifugio, una volta spostato, che fine farà? abbattuto o cambierà semplicemente nome diventando un altro albergo sulla Seiseralm? a pensar male...) avevano trasformato l'estate sull'Alpe in un'estate in cantiere.

Rifugio del Touring a passo Duron 

Sono passati due anni, e sul "Corriere dell'Alto Adige" di venerdì scorso, un'intera pagina è dedicata alla protesta di residenti e villeggianti: Occhiello: "Gru e camion su una vasta area. In costruzione il centro per il fondo, i servizi ricettivi e la nuovissima funivia". Titolo: "Polvere e rumore, non è più l'Alpe di Siusi"; sottotitolo: "Cantieri nel mirino di visitatori e residenti. Senoner: interventi selvaggi, colpa della Provincia"

"La vista all'arrivo della funivia di Compaccio, sull'Alpe di Siusi, è disarmante per i turisti. E' tutto un cantiere aperto, sono in costruzione un centro per gli sciatori di fondo, con servizi e ristorante, e un albergo, (il Dialer, rilocalizzato a Compatsch) [il rifugio del Touring - N.d.f.]. Un po' più in là una gru scava per i piloni della nuova seggiovia del Bullaccia [scavano le gru? non sapevo. Ma il senso dell'articolo non cambia]. Le indicazioni per il parco naturale e per la seggiovia "Panorama" sono fissate su transenne, su di un sentiero ricavato che passa sotto le gru, in mezzo ai cantieri. Le campane delle mucche sono soffocate da camion, urla e martellate degli operai"

[...]

"E' uno scempio, bisogna sospendere i lavori, - protesta un gruppo di turisti emiliani - ci siamo rimasti malissimo, la natura è così bella, ma bisogna andare sempre più lontano per godersela. Ed è pieno di macchine, oggi ho visto la guardia forestale fare la multa a una nel prato"

[...]

"Sarà che sono di vecchia generazione, ma è proprio uno schifo - impreca un anziano bavarese agitando il bastone nel fumo alzato da una betoniera - un albergo, un altro? ma non ne avete abbastanza?*"

E i buoni propositi del sindaco dove sono finiti? Sono almeno tre estati che sull'Alpe girano più operai che turisti, che ne vogliamo fare?

Otto Senoner, presidente del comitato di cittadini che si batte per salvare il salvabile e che fa capo al sito Proseiseralm , si sfoga col giornalista del Corriere: "Si lavora in modo selvaggio sia in Saltria che al Compaccio: basta pensare alla chiesa, al centro dei vigili del fuoco. Ora si parla di costruire addirittura dei tunnel sull'Alpe: la Provincia lascia che si costruisca di tutto, è una vergogna*"

Testo italiano dell'appello del comitato Proseiseralm.

Ogni estate il ritornello è lo stesso: opere necessarie, l'anno prossimo sarà tutto a posto. Non si può fare altro, portate pazienza. Fra poco sarà tutto finito, il paesaggio non subirà danni, state calmi, state buoni...

Intanto, per nascondere un po' il casino agli occhi dei possibili visitatori, la webcam piazzata all'arrivo della funivia è stata girata: non punta più sul Langkofel seminascosto dalle gru (nel frattempo erano aumentate, l'ultima volta che ho guardato erano 3), ma sullo Schlern.

Ci vorrà tempo, secondo me, per riportare all'Alpe i turisti amareggiati che abbiamo letto nelle interviste riportate sopra e in quelle che non ho copiato. Ma pare che interessi poco il turismo estivo: si lavora e si cementifica sempre e solo per il dio dello sci. Che diventa sempre più ombroso e stitico: gli sciatori calano, ovunque, poco da fare.

Come corrono quei buoi, sono già molto lontani! Speriamo non si siano portati appresso anche la gallina dalle uova d'oro.

[A prestissimo report fotografico a cura della vostra inviata speciale (LE vostrE inviatE? Val? a rapporto!)]

(*) Giorgio Chiodi sul Corriere dell'Alto Adige, Venerdì 17 luglio 2009, pag.3, sezione Primo Piano