mercoledì 3 febbraio 2010

Ski Step

Dolomiti invernali

Sabato, salendo, devo aver svegliato tutti gli scoiattoli del bosco a porchi e sacramenti: mi è rimasto in mano la talloniera dell’attacchino Dynafit.

Mi è rimasto in mano alla lettera: stavo ravanando con la racchetta per azionare l’alzatacco, e insieme alla racchetta mi è venuto via l’attacco. Fissato male, probabilmente, la vite troppo lasca, sa il cielo. D’altra parte, girarlo con la vite dura è una battaglia, sia con la racchetta che con le mani. Con i guanti ho la presa scomoda, senza a –12 resto incollata alla talloniera. E il santo cacciavite era a casa perché tanto cosa vuoi che succeda lì? Circondata da rifugi aperti sparsi ovunque?

Il puntale è rimasto impavido al suo posto e sono arrivata in cima ma prevedevo 150 svoltoloni per arrivare all’auto, altro che “Libera il tallone, libera la mente”. In anni di sciescursionismo a tallone libero ho sempre collezionato millanta voli a pelle d’orso. Mi ci rivedevo già.

Per fortuna alla malga su in cima Helmut è attrezzatissimo e in 5 minuti ho riavvitato il tutto attorniata da un congruo numero di ometti tecnologici prodighi di consigli e avarissimi di ausilio pratico.

Ieri apro il quotidiano Alto Adige e leggo questo trafiletto:

Sci, sviluppato a Bolzano l’attacco hi-tech

Alto Adige — 02 febbraio 2010   pagina 09   sezione: ECONOMIA

  BOLZANO. Uno dei grandi problemi per i produttori di attacchi da sci è stato finalmente risolto da un imprenditore altoatesino: un attacco da sci-alpinismo, nel quale l’alzatacco si adegua automaticamente al pendio durante la marcia. Questo è il colpo di genio della Riskprotect guidata da Ulrich Schwingshackl (nella foto) e situata al Tis. Il prototipo è tra i finalisti della “Ispo Brand New-Award” di Monaco.”

Evvai, Ulrich! E’ rimasto l’attacchino in mano anche a te?

Curiosa come sono ho ficcanasato un po’ nel sito di Risk Protect: sulla home page parte un filmato che presenta velocemente la società e quindi mostra il funzionamento di un prototipo del nuovo attacco: dal filmato ho preso le foto che seguono

bassi a metà
alti alti senza scarpa

l’aumento della pendenza sollecita l’attacco (forse per mezzo di un peso o l’inclinazione dello scarpone?) che si alza presentando al tacco dello scarpone l’appoggio adatto all’inclinazione del terreno.

Parrebbe l’uovo di Colombo.

Resta da capire come il meccanismo si inserisca nella talloniera normale dei vari tipi di attacco in commercio, se il freddo e la neve ghiacciata non blocchino l’alzatacco e se è veramente comodo lasciar scegliere a lui a che pendenza entrare in funzione.

Ma non pretendo di muovere critiche dopo una demo di un minuto su un sito web.

managerIl titolare dell’azienda è uno sportivo, si presenta arrampicato su un crozzo legato alla corda e si congeda con un coreografico salto in doppia: probabilmente conosce l’argomento, in giro per monti con gli sci pare ci sia andato davvero e le mie domande se le sarà già poste da solo. Insomma, in bocca al lupo alla Risk Protect: speriamo che l’aggeggio funzioni davvero e renda obsolete le contorsioni degli scialpinisti alle prese con gli alzatacchi classici. Anche gli scoiattoli sapranno essergliene immensamente grati.

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