mercoledì 5 maggio 2010

Fame d’erba

Che il TrentoFilmFestival sia in pieno svolgimento non c’è bisogno che ve lo dica io, immagino.

Vorrei segnalare un paio di film, di quelli che sicuramente non vincono la Genziana d’oro, che però secondo me meritano un’oretta del nostro tempo. Il primo è “Fame d’erba”.

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Un fotogramma dal trailer rubato dal sito del FilmFestival

Questa la scheda del film:

 “I pastori transumanti sono allevatori di ovini che ricorrono, ancora oggi, alla mobilità come sistema di sostentamento e produzione. La loro transumanza, protratta per tre stagioni e condotta ancora per intero a piedi, è una peculiarità del Triveneto che non ha eguali in Italia. I transumanti sfruttano esclusivamente le risorse naturali e marginali reperibili sul territorio, senza che gli animali ricevano integrazione alimentare. Molti pastori sono giovani, hanno il piglio degli imprenditori, si destreggiano nel traffico o alla guida di grossi pick-up, eppure continuano a praticare un mestiere antichissimo, seguendo spesso la tradizione di famiglia. Questo filmato vuole regalare uno spaccato su un mestiere che molti considerano scomparso, sullo stile di vita e sui saperi dei suoi protagonisti.”

Divieti di transito, molti obblighi, pochi diritti, come se la società arricchita li avesse in gran fastidio.

Regia di Valentina De Marchi - Proiezione l’08/05/2010 15:30 - Cinema Modena 1. – Durata 33 minuti

A parte l’opinabile “peculiarità del Triveneto che non ha eguali in Italia”, cercherò di esserci.
Qui il trailer, la scheda del film, la biografia della regista, la trama.

Subito a seguito: “Genius loci – Lo spirito del luogo in Alto Adige”. 

imageFotogramma dal trailer

Ogni luogo che nella storia sia stato abitato dall'uomo ha una sua particolare energia. Quest'aura è il capolavoro dell'infaticabile spirito del luogo, creatore di mentalità, credenze, memorie, leggende, l’atmosfera che lo rende unico e speciale. L'aura che proviene dal passato è il paesaggio e il mondo interiore di una comunità. E’ ciò che alcuni ancora sentono vivo, ma che talvolta faticano a riconoscere nel rapido cambiamento che caratterizza la vita in questo periodo storico. Identificare lo spirito di un luogo, o di una destinazione, non è semplice. Prevede un percorso culturale sia da parte del viaggiatore sia da parte dei residenti, un’indagine che miri a comprendere i segni, manifesti e nascosti, delle culture locali, le loro peculiarità, il loro intreccio, le loro problematiche.”

Soggetto e regia di Duccio Canestrini, antropologo, viaggiatore, studioso dell’homo turisticus, scrittore, spatuzzo… insomma un tizio sufficientemente svitato da concedergli i 28 minuti della durata del film. Poi tanto son già lì e fuori probabilmente starà piovendo, quindi why not?

Domani 6 maggio invece, alle 17,30, Alpini.

imageFotogramma dal trailer

Il film ripercorre la tormentata storia del secolo scorso nel Nord Italia dal punto di vista di uno dei maggiori scrittori italiani, Mario Rigoni Stern. In questa sua ultima testimonianza, lo scrittore ci accompagna nella scoperta dell'immaginario dei "montanari" dell'Altipiano di Asiago. Gli Alpini di cui parla non sono solo gli alpinisti, ma anche i militari delle truppe italiane alpine in cui Rigoni Stern ha prestato servizio, diventando uno dei simboli, in Italia, delle dure prove vissute tra il 1937 e il 1945. Il film inizia seguendo la scia di alcuni giovani studenti di un liceo francese che partono in gita per andare a incontrare lo scrittore sull'altopiano di Asiago. Un viaggio di scoperta che si trasformerà in un viaggio nel tempo.”
Regia di Jean Francois Neplaz – proiezione il 06/05/2010 17:30 - Cinema Modena 1 – Durata 60 minuti.

E in questo caso non credo di dover spiegare perché ci terrei a vederlo.

Salvo inconvenienti domani cerco di fare, prima, un salto al tendone di Montagna libri.

Ho comprato 3 mensole nuove la settimana scorsa quindi, non dovessi tornare, sapete dove cercarmi ;)