giovedì 6 maggio 2010

Stasera brindo

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La Marmolada scendendo dalla Forcella Pordoi

Dal quotidiano Alto Adige di ieri:

”Condannato per i lavori in Marmolada

Alto Adige — 05 maggio 2010   pagina 15   sezione: CRONACA

  BOLZANO. La Cassazione ha confermato la condanna per lavori non autorizzati sul ghiacciaio della Marmolada. La notizia della sentenza, emessa il 22 aprile, è stata diffusa ieri dall’associazione ambientalista Mountain Wilderness Italia. Gli imputati erano ricorsi al terzo grado di giudizio, perchè condannati in appello a Trento il 24 giugno 2009, dopo la prima condanna dal Tribunale di Trento (sezione distaccata di Cavalese) il 4 febbraio 2008, con sentenza depositata l’11 marzo dello stesso anno.

Si tratta del bolzanino Mario Vascellari, presidente della società Funivie Tofane-Marmolada spa e Luciano Soraru, caposervizio degli impianti sciistici della Marmolada, imputati perchè «in concorso tra loro realizzavano, senza autorizzazione, la pista di cantiere nel ghiacciaio della Marmolada che porta a Punta Rocca, area di interesse pubblico e area Sic (Sito d’interesse comunitario) alterando la bellezza naturale del ghiacciaio». 

«La sentenza della Cassazione - sostiene Mwn - costruisce un nuovo percorso nella tutela dell’ambiente in quanto innova la lettura qualitativa del paesaggio. Altro passaggio fondamentale, che non solo consolida, ma anche costruisce nuova giurisdizione, sta nell’accettazione dell’associazione Mountain Wilderness come parte civile, con un risarcimento danni confermato in 25.000 euro».  La stessa associazione ha avuto il diritto di costituirsi parte civile a nome della Provincia autonoma di Trento, a cui così è stato riconfermato il risarcimento di 50.000 euro di danni. In sostanza la Cassazione ha reso definitiva la condanna a sei mesi di reclusione inflitta dalla Corte d’appello di Trento per lo sfregio in Marmolada. L’intera condanna risulta condonata. «Si tratta di una importante vittoria giudiziaria e politica» - commentò Mountain Wilderness. «Con questa sentenza, per la prima volta in Italia, vengono sanzionati precisi reati paesaggistici e specialmente viene riconosciuto ad una associazione ambientalista il diritto al risarcimento morale.”

N.B.: dell’articolista anche i refusi ;)

Ne avevo già parlato qui: distruzione e deturpamento di bellezze naturali? 2000 euro e amici come prima
E qui: Distruzione ideale
E qui: Marmolada ferita

Si, sono come un cane mastino e ho buona memoria per certe cose.

E’ di questi giorni a Bolzano una raccolta di firme promossa dal signor Vascellari contro l’ampliamento della clinica Bonvicini alle pendici del Guncina. A prescindere dal si o no all’ampliamento, del quale si sta ancora questionando in città e sul quale non voglio discutere qui (una controraccolta ha collezionato più di 3.000 firme a favore dell’ampliamento contro le 171 contrarie), faccio notare che Vascellari, che si dichiara “ambientalista, non ideologico*”, si muove preoccupato per lo scempio ambientale e per la salvaguardia della montagna e del quartiere. E della sua villa poco distante of course.

marmolada4-vi[1]L’ambientalismo del Vascellari lo si può arguire dalla vicenda di cui sopra e da quella del discusso progettato resort di Malga Ciapela, di cui ho parlato qui (mi cito): “100 appartamenti, 54 casette per 248 stanze, centro wellness, centro congressi, shopping centre e quant'altro per circa novantamila metri cubi. […] Tonnellate di cemento avulse dal territorio, dove nulla avrà a che vedere con la cultura delle Dolomiti; un villaggio che proporrà atmosfere, menu, divertimenti e personale intercambiabile con un qualsiasi altro "non luogo" del turismo asettico, come li chiama Franco de Battaglia nel suo accorato articolo sul quotidiano Alto Adige di oggi (gennaio 2009. N.d.f.).

Un Sharm el Sheick in Marmolada, difficile da riempire e quindi sempre in saldo, con la clientela sempre meno scelta e sempre meno attenta.”

Non è il primo e non sarà l’ultimo che cambia fronte e definizioni a seconda del proprio interesse, ma più che ambientalismo non ideologico lo definirei ambientalismo opportunista. Cato pro domo sua, in sostanza. Sarebbe però più limpido non vestirsi delle piume del pavone.

* quotidiano Alto Adige del 25 marzo 2010, pagina 21 

link:
gennaio 2009
JENNER MELETTI su Repubblica on line:
La battaglia della Marmolada

Franco de Battaglia, Alto Adige
Così si distrugge l’anima della montagna