mercoledì 8 settembre 2010

E’ questo che volete?

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Alpe di Siusi, estate 2010

Ieri Paolo (benvenuto, peraltro! :) ) mi ha commentato questo post dell’anno scorso: un atto di accusa e di rimpianto per quanto stanno facendo all’Alpe di Siusi.

Questo il suo commento:

Cantieri all'Alpe di Siusi?
Ci sono ancora, oggi, fine estate 2010!
Pensate che bella sorpresa per chi ha fatto 800 chilometri ed ha speso una bella sommetta, fidandosi dei depliant, dei siti promozionali, delle foto "ufficiali"!
In trenta anni di vacanze in montagna, una fregatura così non mi è mai capitata.
Per le mie vacanze, poco male; ma chi restituirà la pace all'Alpe, e all'Alto Adige la dignità perduta?
Paolo

Paolo è un turista, una delle persone che si cerca di blandire e corteggiare perché venga in Alto Adige a portare lavoro, soldi, benessere. Cercando di vendergli pace, silenzio, montagna, “paesaggi mozzafiato, panorami grandiosi, natura incontaminata”. Persona che non verrà più. E’ questo che volete?

E Paolo non è una vecchia acida rompiballe come me che in Alto Adige già vive.

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Ne ho contati 16 in un’ora di passeggiata. Per 16 volte mi sono spostata sul bordo della strada per non farmi arrotare e ho annusato gas di scarico.

Convincere Paolo che non tutto l’Alto Adige è così, adesso, sarà molto difficile. Nemmeno l’Alpe di Siusi è tutta così, almeno finora!

L’Alpe sa essere anche molto bella, vero Andrea? E anche l’Alto Adige ha fatto più di molte altre regioni per mantenersi decente. Ma i cantieri aperti, gli scempi in atto o in programma, la malintesa valorizzazione del territorio, sta erodendo anche qui paesaggio e cultura. Bisogna stare attenti, molto attenti, attaccarsi alle caviglie degli amministratori pubblici come cagnetti ringhiosi, cercare di salvare il salvabile perché le Dolomiti sono patrimonio dell’umanità non dei soliti quattro furboni che stanno approfittando della nuova (non necessaria) pubblicità data dall’UNESCO per tirarsi su le maniche.

Qualche segnalazione, tanto per tenere desta l’attenzione:
la strada di Antersasc e di seguito: Durnwalder: la strada di Antersasc serve (non si capisce il senso di una strada che distrugge uno dei posti più belli delle Dolomiti per raggiungere una malghetta privata. Diventerà un agritur? Negano, ma a pensar male…)
Carezza, il terzo lago 
Catinaccio fronte 1
Catinaccio  secondo fronte
Catinaccio, paradiso dello sci
 I Verdi: «A Fundres un nuovo attacco all’ambiente»
Sesto: marcia contro gli impianti (Croda Rossa – Monte Elmo)

Giù le mani dalle Dolomiti o ci faremo male!

mi fermo qui ma non è finita qui.

Terzo lago

Doveva essere invisibile… (il terzo lago di Carezza visto da passo Santner. Foto Federico Z., che ringrazio)

Però, Paolo, l’Alpe è anche questa (nessun ritocco né timbro clone):

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Ed è per questo, porca eva, che mi girano come pale di elicottero: come si può vedere la bellezza e volerla distruggere con furia iconoclasta? Per soldi, soldi, soldi che non bastano mai.

Mi consola il fatto che, quando noi barbari ci saremo estinti, le Dolomiti saranno ancora lì.