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martedì 20 maggio 2008

SAT: Sentieri cancellati

cartelli2 Fonte bollettino SAT primo trimestre 2008: Sentieri cancellati definitivamente dal catasto Sentieri SAT e dall'elenco pubblico ex art. 3 L.P. 8/93:9 al 01-02-2008; lunghezza complessiva dei sentieri cancellati: m.45.570.

Sentiero n.: O 202/B
Gruppo montuoso: PRESANELLA - Giner - Nambino - Serodoli
Località di inizio sentiero o tratto: Ristorante Malghetto Copai
Località di fine sentiero o tratto: Bassetta della Viga
Lunghezza totale precedente: 2.130 m.
Lunghezza tratto cancellato: 2.130 m
Note: CANCELLATO TUTTO: come numerazione è stato cancellato. Una parte del percorso è stato conglobato nel sentiero 202

Sentiero n.: O 218
Gruppo montuoso: PRESANELLA - Giner - Nambino - Serodoli
Località di inizio sentiero o tratto: Malga di Pellizzano di Sopra
Località di fine sentiero o tratto: Val Lorés (b202)
Lunghezza totale precedente: 3.840 m.
Lunghezza tratto cancellato: 3.840 m
Note: CANCELLATO TUTTO: causa fenomeni franosi non risolvibli, è stato cancellato dal catasto

Sentiero n.: O 690
Gruppo montuoso: BONDONE-TRE CIME
Località di inizio sentiero o tratto: Rifugio Ambrosi (Baita Montesel)
Località di fine sentiero o tratto: Cima Palon (b.626)
Lunghezza totale precedente: 4.360 m.
Lunghezza tratto cancellato: 4.360 m
Note: CANCELLATO TUTTO. VIA FERRATA "Pero Degasperi" al Palon. Constatata la grave situazione di instabilità dell'intero versante a seguito del recente e vasto incendio, viene chiuso ed eliminato dal catasto. Le attrezzature verranno smantellate.

Sentiero n.: O 602
Gruppo montuoso: PAGANELLA-MONTE GAZZA
Località di inizio sentiero o tratto: Santel (b.603-610B)
Località di fine sentiero o tratto: pr. La Roda (ex Rifugio C.Battisti)
Lunghezza totale precedente: 22.530 m.
Lunghezza tratto cancellato: 5.730 m
Note: CANCELLATO UN TRATTO: cancellato nell'ambito della presa di posizione sui sentieri della Paganella.

Sentiero n.: O 604
Gruppo montuoso: PAGANELLA-MONTE GAZZA
Località di inizio sentiero o tratto: Andalo (stazione telecabina Dos Pela)
Località di fine sentiero o tratto: pr. Cresta S/E Cima Paganella (b. 602-605)
Lunghezza totale precedente: 4.850 m.
Lunghezza tratto cancellato: 4.850 m
Note: CANCELLATO TUTTO: cancellato nell'ambito della presa di posizione sui sentieri della Paganella.

Sentiero n.: O 605
Gruppo montuoso: PAGANELLA-MONTE GAZZA
Località di inizio sentiero o tratto: Molveno (Ponte sul Rio Lambin)
Località di fine sentiero o tratto: pr. Cresta S/E Cima Paganella (b. 602-604)
Lunghezza totale precedente: 8.850 m.
Lunghezza tratto cancellato: 8.850 m
Note: CANCELLATO TUTTO: cancellato nell'ambito della presa di posizione sui sentieri della Paganella.

Sentiero n.: O 606
Gruppo montuoso: PAGANELLA-MONTE GAZZA
Località di inizio sentiero o tratto: Andalo
Località di fine sentiero o tratto: Passo di S.Antonio (b.602-605)
Lunghezza totale precedente: 9.190 m.
Lunghezza tratto cancellato: 4.620 m
Note: CANCELLATO UN TRATTO: cancellato nell'ambito della presa di posizione sui sentieri della Paganella.

Sentiero n.: O 610
Gruppo montuoso: PAGANELLA-MONTE GAZZA
Località di inizio sentiero o tratto: Maso Toscana (fraz. di Andalo)
Località di fine sentiero o tratto: Passo di S.Giacomo (b.602)
Lunghezza totale precedente: 13.150 m.
Lunghezza tratto cancellato: 8.530 m
Note: CANCELLATO UN TRATTO: cancellato nell'ambito della presa di posizione sui sentieri della Paganella.

Sentiero n.: O 610B
Gruppo montuoso: PAGANELLA-MONTE GAZZA
Località di inizio sentiero o tratto: Santel (b602-603)
Località di fine sentiero o tratto: bivio 610
Lunghezza totale precedente: 2.660 m.
Lunghezza tratto cancellato: 2.660 m
Note: CANCELLATO TUTTO: cancellato nell'ambito della presa di posizione sui sentieri della Paganella.

Ogni promessa è debito: dismessi i sentieri della Paganella.

lunedì 19 novembre 2007

La SAT abbandona la Paganella

La Paganella

«Troppe piste e impianti: una sconfitta per tutti»

La SAT, Società Alpinisti Tridentini, ne ha dato l'annuncio durante l'evento "Campo base Paganella" di cui avevo dato conto in questo post: abbandona la cura dei sentieri della Paganella. Ed è pronta ad abbandonare altre montagne.

Uno stralcio dal quotidiano L'Adige di ieri :

La sofferta decisione di abbandonare i sentieri sulla Paganella da parte del sodalizio alpinistico trentino viene spiegata senza mezzi termini da Claudio Bassetti, presidente della commissione tutela ambiente montano della Sat, durante la tavola rotonda di Campo base Paganella «Strategie e buone pratiche per un turismo sostenibile nelle nostre alpi». «Dopo la decisione politica di allungare la pista "Nuvola rossa" distruggendo una valletta e asportando 39 mila metri cubi di materiale, quello della Sat è un grido forte che deve far riflettere. Si cancella un bene ambientale rimuovendo il sentiero 602. La sconfitta non è solo della Sat, il nostro è un grido forte contro una politica sempre più contraddittoria». Una scelta che cozza contro la sbandierata idea di sviluppo sostenibile. «Siamo preoccupati - aggiunge Bassetti - dalla privatizzazione della montagna. La Paganella non è una bestia da soma!».

e di oggi:

La Sat minaccia di «mollare» altre zone. Il presidente provinciale Franco Giacomoni lo dice chiaramente: «Non siamo disposti a farci prendere in giro». [...]

«Non si attenda una retromarcia. Abbiamo deciso di abbandonare la cura dei sentieri della Paganella e non torniamo indietro. Anzi. Sto preparando un documento da presentare alla giunta della Sat. Il caso della Paganella non è isolato. Tante montagne della nostra provincia continuano a subire violenze. E i nostri volontari sono stufi di usare pic e badìl per sistemare i sentieri, che poi vengono stravolti dalla costruzione di megaimpianti che snaturano la montagna».

Profezia degli Indiani Cree:
Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto.
Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato.
Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato.
Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.


Paganella: l'articolo dell'Adige

Mi dicono che qualcuno non riesce ad aprire il primo articolo linkato nel post precedente, lo incollo qui di seguito per chi non riuscisse a leggerlo. Di mio solo qualche ritorno a capo per facilitarne la lettura

La Sat abbandona la Paganella

Decisione senza precedenti dopo il sì alla Nuvola Rossa

di MATTIA FRIZZERA

ZAMBANA - La Sat abbandona il campo base. La sofferta decisione di abbandonare i sentieri sulla Paganella da parte del sodalizio alpinistico trentino viene spiegata senza mezzi termini da Claudio Bassetti , presidente della commissione tutela ambiente montano della Sat, durante la tavola rotonda di Campo base Paganella «Strategie e buone pratiche per un turismo sostenibile nelle nostre alpi».

«Dopo la decisione politica di allungare la pista "Nuvola rossa" distruggendo una valletta e asportando 39 mila metri cubi di materiale, quello della Sat è un grido forte che deve far riflettere. Si cancella un bene ambientale rimuovendo il sentiero 602. La sconfitta non è solo della Sat, il nostro è un grido forte contro una politica sempre più contraddittoria».

Una scelta che cozza contro la sbandierata idea di sviluppo sostenibile. «Siamo preoccupati - aggiunge Bassetti - dalla privatizzazione della montagna. La Paganella non è una bestia da soma!». Una decisione senza precedenti nei 135 anni di storia dell'associazione, che il consiglio direttivo ha preso «non certo cavalcando l'emozione, ma in maniera ponderata. Vediamo con preoccupazione anche la banalizzazione della montagna; in Paganella ad esempio c'è un eccesso di strade forestali ed è ormai possibile, visto che i permessi vengono concessi facilmente, andare da Andalo alla valle dei Laghi».

La decisione lascia un po' spiazzato il sindaco di Zambana Michele Moser , «perché la Sat poteva essere un alleato importante nel promuovere un modello diverso di Paganella». Commossa Maddalena Di Tolla , presidente di Legambiente, che sottolinea come «vadano dispersi 135 anni di competenze. Gli ambientalisti non sono contro l'economia, anzi vediamo casi molto positivi di turismo ecocompatibile in Arte Sella o nella chiusura della Val Genova alle auto».

Dopo aver citato i casi simbolo della «impiantizzazione» trentina, Folgaria e Tremalzo, la pars construens è affidata a Katia Piazzi , responsabile ricerche Legambiente turismo. L'esempio è quello di Werfenweng, località del salisburghese: cinquemila sciatori al giorno, in centro si viaggia solo su auto ibride, skibus a metano e si trova la «strada solare» più lunga dell'Austria. Risultato: pernottamenti più lunghi ed un +16% fatto registrare dall'economia turistica della zona.

Silvano Bottamedi , presidente dell'Apt Altipiano della Paganella, è impermeabile alle sollecitazioni lanciate nel dibattito. Legge freddamente un report: «Nei 5 comuni dell'altipiano ci sono 128 alberghi e 12 residence. Le presenze sono passate da 890 mila nel 2000 a 1 milione 40 mila nel 2006. L'ospite non critica la nostra offerta, è soddisfatto di ciò che proponiamo». Affermazioni subito smentite da Mariangela Franch , docente di Economia a Trento: «Alla lunga non possono convivere turismo tradizionale ed ecocompatibile».

Un auspicio infine di Moser: «Basterebbe si investisse in un turismo alternativo un decimo di quanto la Provincia mette a disposizione per gli impianti».


giovedì 15 novembre 2007

Campo Base Paganella

La Paganella dalla Valle dell'Adige

Il Comune di Zambana (TN) insieme ad Ambiente Trentino e alla S.A.T. organizza presso la sala del Teatro Comunale “Campo base Paganella” - escursioni tra storia, sentimenti e natura.

Sabato 17 novembre alle 9,30 ci sarà l'intervento del Museo Tridentino di scenze naturali e del Centro di Ecologia Alpina che ha per tema "L’altra faccia della montagna" Osservazioni geografiche e naturalistiche sulla Paganella;

nel pomeriggio, coordinati dal giornalista Walter Nicoletti, si confronteranno sul tema: "Strategie e buone pratiche per un turismo sostenibile nelle nostre Alpi" Margherita Cogo (Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento), Michele Moser (Sindaco di Zambana), Claudio Bassetti (presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano della SAT), Mariangela Franch (Responsabile Ricerche e-Tourism della Facoltà di Economia di Trento) e Katia Piazzi (Responsabile Ricerche di Legambiente Turismo) .

Domenica 18 mattina a partire dalle 9,30 a Zambana vecchia si terrà: "Ecogiochi, avventure tra storia e natura” dedicato in particolare ai giovani mentre nel pomeriggio fra le 15 e le 18, di nuovo nella sala del Teatro Comunale, “Uomini e pareti in Paganella” - Talk show sull’alpinismo in Paganella. Parteciperanno fra gli altri Marco Pilati, Cesare Maestri e Rolly Marchi.

La serata si chiuderà con un concerto del Coro della SOSAT.

Durante la manifestazione, nella palestra di fianco al teatro, è aperta la mostra storico-fotografica "“La cima più bella. Alpinismo in Paganella” curata dalla Biblioteca della Montagna della SAT.

mercoledì 26 settembre 2007

Il lupo e l'agnello

Stemma ufficiale della SAT

Altro post lunghissimo relativo al disinteresse delle istituzioni nei confronti dell'ambiente.

La SAT (Società degli Alpinisti Tridentini - Sezione del CAI) gestisce, dal 1927, il Catasto Speleologico della Venezia Tridentina che censisce le 1723 cavità naturali finora scoperte. Copia del Catasto si trova nella sede del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Il "Bus del Giaz" è censito col numero 187, una delle prime grotte inserite nel catalogo.


La LP 31 ottobre 1983 vieta lo “sfruttamento del patrimonio speleologico quando ciò possa determinare la distruzione o alterarne sensibilmente la consistenza attuale”.


Il “Bus del Giaz” in Paganella è importante perché al suo interno conserva formazioni di ghiaccio perenne nonostante non si trovi a quota altissima, a differenza di altre grotte trentine che racchiudono invece depositi di neve. Molto nota dagli abitanti della zona, fino all'inizio del '900 era sfruttata come cava di ghiaccio dagli albergatori dei dintorni.


Nel 2004 la Provincia concede l'autorizzazione alla Società Paganella 2001 Spa per i lavori di allargamento di alcune piste vicine alla grotta e all'installazione degli impianti per la neve artificiale. Nessuno in Provincia si preoccupa dell'impatto dei lavori sulla grotta protetta per legge.

Memore della distruzione, sempre in Paganella, della "Busa della Neve" a metà degli anni '80, il geologo del Museo Tridentino di Scienze Naturali propone al direttore dei lavori di bloccare l'ingresso della grotta con un chiusino con botola, in modo da salvaguardarla ma contemporaneamente permetterne l'accesso. L'ingegnere si dimostra disponibile ma non ne fa nulla, e la grotta viene riempita dai detriti di scavo, danneggiandola in modo molto grave.


Sollecitato da un articolo comparso sul quotidiano "l'Adige" a firma Fabrizio Torchio, Paolo Nicoletti, dirigente provinciale afferma che la grotta non risulta né censita né tantomeno tutelata. Questa presa di posizione solleva un'ondata di proteste e di indignazione. Il consigliere provinciale dei Verdi Bombarda l’8 luglio 2004 presenta un'interrogazione in merito alla Giunta, la Società Speleologica Italiana vuole passare alle vie legali, ne parlano diversi articoli sulla stampa locale.


L'Assessore competente risponde all'interrogazione di Bombarda confermando la distruzione della grotta ma si giustifica dicendo che il Catasto Speleologico è privato e in mano alla SAT e che non si conosceva l'esistenza del Bus del Giaz.


Non mi dilungo in troppi particolari che si possono trovare nell'esauriente articolo pubblicato sul bollettino SAT n.2 del 2007, liberamente scaricabile, in formato .pdf, da qui.


In ottobre 2006 la pista accanto al "Bus del Giaz" viene messa sotto sequestro: gli impiantisti reagiscono arrivando a dire che in fondo non è che un buco e che pochi danni si farebbero a chiuderlo definitivamente, sollevando l'indignazione sia degli ambientalisti che degli abitanti del comune di Fai.


Dal processo che si è tenuto nell'aprile scorso al Tribunale di Trento, Dario Toscana, presidente della società Funivie Paganella 2001 e Girolamo Farina, direttore degli impianti, escono assolti dall'accusa di violazione delle leggi di tutela paesaggistica, "perché il fatto non sussiste".


Franco de Battaglia, editorialista del quotidiano "il Trentino", il 21 giugno del 2007 scrive un articolo amareggiato del quale riporto qui qualche stralcio:


"L’aver trasformato in "spezzatino" le competenze degli assessorati provinciali, per impedire che si consolidasse una dirigenza competente e responsabile, ha consentito di blandire i soldi dei ricchi (impiantisti, lobby comunali ecc) e di depotenziare i controlli ambientali (dalle foreste alla caccia) ma ha inferto colpi gravissimi al territorio, che è un bene comune, non solo economico.

L’autonomia è responsabilità: non può essere menefreghismo o furbizia, come nel caso del "Bus del Giaz'', che appare sempre più grave, perché "proprio" la sentenza suggerisce che non si tratta di un incidente episodico, ma di un sistema distorto che viene legittimato. Di qui le reazioni. Si giunge infatti al paradosso per cui "l'ignoranza" del territorio giustifica la sua distruzione. diventa un'attenuante, non un'aggravante. "Non studio, non mi informo, non faccio sopralluoghi, non preparo un dossier scientifico adeguato e allora - nell'ignoranza – ogni distruzione viene legittimata e assolta". […]


E’ inammissibile che un servizio o un assessorato, o un Comune non conoscano il territorio su cui rilasciano autorizzazioni. Se non lo conoscono chie­dano. In questi casi vale comunque il principio della responsabilità oggettiva: se un funzionario non sa ne risponde il suo capo, su per la scala fino ai vertici.

[…]

La terza colpa - occasione mancata - è quella della Giustizia. E’ un peccato che l'assoluzione legittimi la passività, la stupidità distruttiva nel lavorare, rispetto al dovere di una intelligente attenzione responsabile. Senza un richiamo all'attenzione responsabile come può essere tutelato il bene comune rispetto agli interessi dei prepotenti, le ragioni dei più deboli, del territorio, della bellezza, della cultura, contro l'inciviltà?


Quanto ai distruttori hanno perso una buona occasione per stare zitti, invece di accusare la SAT di non pubblicizzare abbastanza il catasto delle grotte, che è un servizio a beneficio di tutti. In realtà è la solita storia del lupo e dell'agnello, raccontata già dalle favole di Esopo e Fedro […]: la colpa non e di chi sbanca le grotte, ma di chi le ha censite nel catasto. Anche questa è una storia da insegnare ai ragazzi. E’ sempre il lupo, con le zanne a ruspa e i soldi del branco, ad avere ragione, almeno fin tanto che le pecore non si ribelleranno.


Ora vengo a sapere, leggendo un'interrogazione ancora del consigliere Bombarda, che la Provincia si farà carico di ripristinare la grotta. E Bombarda giustamente chiede: chi pagherà? Chi ha distrutto o ancora la collettività?

La risposta dell'Assessore si può riassumere in "ora ripristiniamo che è urgente, chi pagherà lo vedremo dopo"


Fonti:
Bollettino SAT n.2 del 2007
Sito Web dei Verdi del Trentino
QuestoTrentino, n.13 del 30.6.2007

EcceTerra.org
Gruppo Grotte Rovereto Emilio Romer - CAI SAT

domenica 30 dicembre 2007

SAT e Paganella: una lettera

Logo di "Questotrentino"

Accorata lettera del Consiglio Centrale della SAT sull'ultimo numero del quindicinale "QuestoTrentino", per motivare la decisione di abbandonare la manutenzione dei sentieri sulla Paganella.

Qualche stralcio:

" [...] Con questa scelta vogliamo rilevare con forza non un possibile pericolo ma un dato di fatto: il sentiero è ormai diventato, in una visione post-moderna e quindi virtuale della realtà, un qualcosa di marginale e d’inutile.

Ecco allora le mountain bike su sentieri "impossibili", i quad, i fuoristrada, le moto non solo a Fuchiade o sul Lagorai senza che nessuno senta la necessità di intervenire con decisione.

[...] 

Di fronte ad un’attenzione costante che impegna annualmente centinaia di volontari che prestano gratuitamente la loro opera per migliaia di ore, assistiamo ad una sorte di schizofrenia da parte pubblica, che da un lato parla (ed a volte opera) in favore della sentieristica, e dall’altra non mostra alcuna attenzione a scelte fatte e approvate.

Così la legge che disciplina la circolazione delle mountain bike su determinati sentieri è annacquata e sostanzialmente elusa, così il protocollo firmato con il Consorzio dei Comuni, (che nell’occasione ha dimostrato grande sensibilità), ignorato dai comuni stessi, così come l’intesa per l’adozione di uno standard unico per la segnaletica dei sentieri di montagna e nei fatti disatteso da molti enti locali.

Tutto ciò mentre assistiamo ad una privatizzazione strisciante di alcuni sentieri posti sì all’interno di proprietà private, ma di fatto disponibili per la comunità senza che nessuno, nella sfera pubblica, muova un dito per difendere diritti storici acquisiti.

La rinuncia ad operare ancora sulla Paganella, a cui tanta storia della SAT, dell’alpinismo, del Trentino è legata, deriva da una constatazione semplice:

La Paganella non è una bestia da soma.

Non ci può stare su tutto, un turismo che altera irrimediabilmente i luoghi, i paesaggi, le memorie e contemporaneamente un turismo che basa la propria azione sul concetto di sostenibilità. [...]

La SAT, dopo la decisione di devastare l’ennesima porzione della montagna, ha scelto di andare via, lasciare una montagna alla quale siamo legati da una storia quasi secolare. Con grande tristezza, ma con la convinzione che non sia più possibile accettare, senza reagire, decisioni politiche e logiche imprenditoriali che evidenziano limiti enormi di lungimiranza.

Questa decisione non sarà un episodio isolato; qualora accadessero casi analoghi di scarsa considerazione nei confronti delle reti sentieristiche, la SAT non sprecherà più il lavoro gratuito e volontario dei suoi soci."

Qui il testo integrale della lettera.

Bella pubblicazione, peraltro, QuestoTrentino: c'è tanto materiale interessante da perdersi.

venerdì 13 giugno 2008

No comment

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Lago di Molveno
(fonte Wikimedia Commons, foto Hermann Schmitz, licenza GNU Free Documentation license)

Repubblica On-line di oggi:

"TRENTO: ORSA CADE NEL LAGO DOPO ANESTESIA E MUORE

Divampano le polemiche in Trentino dopo la morte di un'orsa caduta nel lago di Molveno (Tn) (Fra la Paganella e il Gruppo di Brenta - N.d.f.) dopo una anestesia che ha consentito l'installazione del radiocollare. Il plantigrado, assieme ad un altro esemplare, nei giorni scorsi si era avvicinato troppo agli abitati di Andalo e Molveno. Il suo comportamento aveva allarmato le autorita', dato che gli orsi avevano cominciato con regolarita' a visitare addirittura i cassonetti dei rifiuti. Per questo motivo -seguendo il protocollo e in base ad accordo preventivo con il Ministero dell'Ambiente - la notte scorsa e' stato deciso di catturare l'orsa, colpendola con un dardo contenente narcotico. Dopo l'allontanamento dell'orsa, dopo un quarto d'ora ad anestesia conclusa, sono cominciate le ricerche. Il dardo contenente anche il trasmettitore ha condotto i forestali in prossimita' delle rive del lago di Molveno. Li' giaceva senza vita l'animale, scivolato nell'acqua, vicino alla riva. Secondo gli esperti con ogni probabilita' il narcotico ha prodotto il proprio effetto nel momento in cui l'orsa si trovava sul ciglio superiore della riva, in quel punto scoscesa e scivolosa, provocando la caduta dell'animale in acqua. Attualmente in Trentino si stima siano presenti tra i 20 ed i 25 esemplari di orso."

venerdì 4 gennaio 2008

Numeri: imprenditori con i nostri soldi

Cannone per innevamento artificiale (foto reperita in rete)

Negli ultimi giorni del 2007 la Provincia Autonoma di Trento ha concesso qualche Euro di contributi alle società impiantistiche trentine. (Fonte: quotidiano L'Adige del 18 dicembre 2007). Si passa dai 25.000 Euro per l'acquisto di cannoni per l'innevamento artificiale concessi alla Società Nuova Rosalpina di Siror ai 13.725 euro alla Sinval di Edolo per l'ampliamento di una pista nell'area sciistica del Passo Tonale; dai 360.160 Euro sganciati alla Funivie Buffaure di Fassa per la neve artificiale, lavori alle piste da sci e l'acquisto di battipista, ai 593.199 euro per un "tappeto mobile per il trasporto degli sciatori" alla Funivie San Martino di Srior; alla "Paganella 2001" di Andalo sono andati 1.357.353 euro per l'acquisto di battipista, per l'innevamento artificiale e per migliorie alle piste. Alla Società Funivie Folgarida Marilleva 144.813 euro per acquistare battipista e 237.558 euro per la realizzazione della seggiovia biposto Campo scuola-Malghetto, mentre alle Funivie Madonna di Campiglio 200.275 euro per impianti di neve artificiale, miglioramenti alle piste e acquisto di mezzi battipista più 1.200.576 euro per ammodernare la telecabina Fortini - Pian del Graffer e Pian del Graffer - Grostè e realizzare la telecabina ad otto posti Madonna di Campiglio - Pancugolo (qui l'articolo del quotidiano).

Eccetera eccetera, per la modesta cifra di 20.623.000 di Euro. Quasi tutte povere aziende in difficoltà economiche, che lavorano in un settore in difficoltà, che investono ogni anno centinaia di migliaia di euro per la salvaguardia dell'ambiente, operando in favore della comunità con ritorni economici modestissimi e senza invadere terreni demaniali. O no??

lunedì 21 aprile 2008

Una voce dal Brenta

Anch'io riscrivo la storia. La ricopio, la ripeto, la duplico. Che non venga disattesa, persa, scordata.

franco_bonatta

Matteo Brunetti, Franco Bonatta e Lee Palser, aviatore americano di New York salvato dai partigiani. (fonte: rivista ufficiale dell'ANPI "PATRIA INDIPENDENTE")

LA PACE, UN IMPEGNO PERMANENTE
di Lionello Bertoldi, presidente Comitato Provinciale A.N.P.I. Bolzano, comparso sulla rivista ufficiale dell'ANPI "PATRIA INDIPENDENTE",  del 21 settembre 2003

"Abbarbicati come ostriche alle rocce del Brenta, i partigiani della missione Vital trasmettevano dal 5 agosto 1944 con una piccola radio, al comando inglese di Bari,tutte le notizie militari, che le staffette portavano lassù assieme alle pesantissime batterie per la radio:un treno munizioni a Mezzolombardo, l’oro della Banca d’Italia a Fortezza, Himmler in gran segreto a Bolzano.

Ma chi erano quelli della missione Vital? Il radiotelegrafista Matteo Brunetti, nome di battaglia Bruno, dopo l’8 settembre 1943 è a Bari e, tramite Francesco Ferrazzi, entra in contatto con gli inglesi assieme al suo compagno di S.Giustina di Belluno Angelo Tres. Da Arco nel Trentino, Francesco ha passato infatti le linee per raggiungere a Bari gli alleati. Per i tre un rapido corso di paracadutismo con i francesi. Dopo diversi inutili tentativi, un aereo inglese farà scendere Bruno, Angelo e Francesco sulla riva sinistra del Piave vicino a Moriago. È la notte del 5 marzo 1944.

Sono previste due missioni radio. Sistemata la missione Fanny nel Bellunese, a Bruno tocca trasferire la Vital nel Trentino o a Bolzano. Il contatto è una donna Da Pont Lenae, tramite il Comitato di Liberazione di Padova,  Bezzi, ossia Senio Visentin, a Trento. L’appuntamento con Bezzi è a Trento, in una strada periferica, per il 23 luglio alle ore14,30. Il viaggio a bordo di un camioncino. Ivo, l’autista, nasconderà la pericolosa valigia con la radio nel sacco della carbonella. Tra Feltre e Trento 5 posti di blocco. L’arrivo a Trento è solo dopo le 15. Non c’è giustamente nessuno e tutto è da rifare. Affidata la pericolosa valigia ad una ignara signora in quella strada, Bruno ritorna a Belluno ed è costretto a una nuova trafila. Contatta la signorina Lena che contatta il CLN di Padova che contatta Bezzi. Sette giorni dopo in bicicletta a Trento. Qualcuno lo sistema in un appartamento vuoto. Recuperata la valigia presso l’ignara sorridente signora, a Bruno viene fissato appuntamento il 4 agosto con una staffetta. Una graziosa signorina, dirà Bruno. È Nella Lilly Mascagni. Lo accompagnerà in trenino sino a Zambana, dove li raggiungerà in bicicletta Corsi, Andrea Mascagni. Assieme in funivia a Fai e poi a piedi a Molveno.

L’appuntamento è con Marco, Enrico Pedrotti il fotografo, che a Molveno ha casa e famiglia. È l’incontro dei partigiani bolzanini. Il giorno dopo, guidati da Marco, in marcia per il massiccio del Brenta, per sistemare in un piccolo anfratto la radio e il radiotelegrafista.

Il cielo è solcato dai bombardieri americani e spara l’antiaerea, la Flack. Un quadrimotore si schianta sulla Paganella. Un candido ombrello scende poco lontano da loro. Marco decide per tutti: Hallò friendes e raccoglie un aviatore americano in preda allo schock, ma incolume. È Lee Palser di NewYork, ha 23 anni. Il massiccio del Brenta incombe sul lago di Molveno. L’anfratto è un piccolo buco che deve accogliere anche Lee e, distesa l’antenna di rame lunga 25 metri, la radiotrasmette la notizia. «Vital deve trasmettere notizie militari, non raccogliere aviatori è la risposta».

Lee Palser rimarrà con Bruno lassù e arriveranno novembre e dicembre 1944, senza poter accendere un fuoco, senza qualcosa di caldo,sempre trasmettendo. In basso a Molveno, Marco e Corsi hanno predisposto per farli sopravvivere. Celestino Donini, Silvio Meneguzzi e Giovanni Menegazzi (cognato di Marco) saranno i loro angeli custodi di Molveno. Ore di salita in montagna con il cibo e le pesantissime batterie per la radio. Orientare le staffette con le notizie militari. Saranno questi i loro compiti principali.

In Val di Non opera la formazione partigiana Fabio Filzi. Il suo comandante Avio, Luigi Emer, dispone che Delfo raggiunga la Vital e vi rimanga. Così il giovanissimo partigiano Franco Bonatta, futuro ingegnere bolzanino, passerà molti giorni sulle rocce del Brenta con Bruno e l’americano Lee Palser. La Vital continuerà a trasmettere sino al 21dicembre 1944, quando un guasto irreparabile la renderà muta. Solo la speranza della pace e della libertà sosterrà quegli uomini. «La libertà Lee, quella indicata dalla tua statua a New York, spazzeremo via i fascisti e i nazisti e sarà la pace Lee, quella che riusciremo a costruire anche in Europa, dove tutte le nazioni ripudieranno la guerra».

Abbandonato il Brenta, Bruno riprenderà la sua azione partigiana, scendendo a Belluno in bicicletta. È il Natale del 1944. Marco e i suoi amici nasconderanno l’americano Lee Palser a Molveno fino alla Liberazione, che arriverà quel 25 aprile 1945".

DA DOCUMENTI ANPI, i protagonisti: Nella Lilly Mascagni: arrestata, torturata e richiusa nel Lager di Bolzano;  Delfo, Franco Bonatta: partigiano sino alla Liberazione; Marco, Enrico Pedrotti: arrestato e portato nel Lager di Bolzano; Avio, Luigi Emer:catturato ferito portato nel Lager di Bolzano; Bezzi, Senio Visentin: arrestato e portato nel Lager di Bolzano; Corsi, Andrea Mascagni: partigiano sino alla Liberazione.

sabato 8 dicembre 2007

La SAT e le "Tesi di Moena"

Ho trovato on line le "Tesi di Moena", ovvero le linee guida per contrastare il Climate Change, presentate dalla SAT ai soci nel corso del suo 113° congresso che si è tenuto a Moena dall'1 al 7 ottobre di quest'anno. Nulla di eclatante eh, ma una presa di coscienza del fenomeno e una serie di suggerimenti dai quali partire per ragionare su cosa ciascun socio, sezione, rifugista può fare nel suo piccolo. E cosa dovrebbero fare le istituzioni nel grande.

I 10 punti sui quali la SAT si sofferma riguardano: Acqua, Agricoltura di montagna, Ecosistemi, Educazione, Energia e risparmio energetico, Gestione dei rifiuti, Ghiacciai, Pianificazione territoriale, Trasporti, Turismo alpino.

Segue un codice di autoregolamentazione dei rifugi alpini, che vengono esortati affinché "le buone pratiche siano applicate in modo costante, continuo e permanente".

QUI, nel sito del CAI delle Marche, il testo integrale delle Tesi di Moena, pubblicate anche sulla rivista "Lo Scarpone" di dicembre. Brillano per la loro assenza nel sito ufficiale della SAT e in quello del CAI che pubblica, liberamente consultabili, i numeri solo fino a novembre 2006 de "Lo Scarpone". Teoricamente gli iscritti al CAI avrebbero accesso anche all'ultimo numero pubblicato, ma se esiste un bellissimo link per la login, non riesco a trovare in nessun posto dove diavolo ci si può registrare al sito. Se qualcuno lo trova mi faccia un fischio.

Sul sito della SAT invece, il testo ufficiale (in formato .pdf) redatto dal Consiglio Centrale SAT nel quale l'associazione comunica e motiva la rinuncia alla gestione dei sentieri in Paganella (vedi i miei post a riguardo).

mercoledì 25 novembre 2009

Tropicana

Mentre in piazza Walther si inaugura il mercatino di Natale, a me  stanno spuntando le peonie in giardino. Non pianto i bulbi dei tulipani perché temo che si stiracchino, si diano una scrollatina,  dicano: “toh, ragazzi, è già primavera? Come passa il tempo!” e mettan fuori la capoccetta.

Mezz’ora fa la webcam del Ritten mostrava questa immagine:

webcam Ritten – Renon via suedtirol24.tv webcams

Sabato scorso, 21 novembre, sulla Paganella (2.125 metri) la temperatura massima ha raggiunto i +13 gradi; sul Sella, sul Piz Pisciadù a 2985 metri, +7,4 gradi e sul confine, alla stazione meteo della Signalgipfel - Cima Signal, a 3.393 metri di quota, la temperatura è salita spesso sopra lo 0 o si è fermata lì attorno.

Grafico delle temperature ai 3393 metri della Signalgipfel dal 19 al 25 novembre 2009

Uno dei previsori meteo della Provincia, Günther Geier, ha dichiarato al quotidiano Alto Adige che dal 1984, anno in cui l’ufficio meteo ha iniziato a raccogliere i dati, a fine novembre non si sono «Mai registrate massime in alta quota così elevate». Lo zero termico intorno ai 4000 metri è normale in estate, non è una temperatura da questa stagione.

Gli impiantisti hanno dovuto rassegnarsi all’evidenza e abbassare la cresta: la stagione non parte in anticipo il prossimo fine settimana, come poteva far sperare la nevicata di fine ottobre, ma bisognerà aspettare: la neve caduta se ne è rapidamente andata e con queste temperature nemmeno i cannoni possono lavorare.

Domenica prossima, prevede il previsore :D, la situazione dovrebbe cambiare e adeguarsi al proverbio che recita “Da Santa Catterina / el fret el se raffina”: insomma dovrebbe fare un po’ più freddo.

Per il momento, vista con occhio fotografico, è una stagione stupenda. Cieli limpidissimi, colori molto vivi, luci radenti: una vera pacchia.  Vera, la mia sorella vera, dalle umide e nebbiose Terre Basse, con un po’ di invidia mi dice che “qui negli anni di secca l’autunno non ha colori e dura poco, se a fine estate piove è lungo e colorato (nebbia permettendo)”. Evidentemente funziona anche quassù: a metà settembre ha piovuto eccome, ha anche nevicato, vero Val? Si scalpitava in attesa del sole per l’ultimo trekk estivo e non ci fu verso.

Se allora era così, sabato scorso era così:

Rosengarten, Rotwand – Catinaccio, Roda di Vael

Sicuramente non è normale, ma intanto io me la godo.

link:
Elenco delle stazioni nivo-meteo Sudtirolesi con i dati in tempo reale