lunedì 3 marzo 2008

L'economia abbia la precedenza

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Dolomiti, Catinaccio

"Stavolta l'economia deve avere la precedenza sull'ambiente".
Il sindaco di Nova Levante, paese che vive di turismo, l'ha ufficializzato, gli amministratori pubblici la pensano davvero così: economia e ambiente sono in conflitto fra loro. Chissà cosa ne pensano il professor Daidola e la professoressa Mariangela Franch, che si occupano di economia del turismo e che da anni si sgolano sostenendo che l'ambiente è la risorsa attorno alla quale il turismo gira.
Il comune di Nova Levante approva, nel piano di rilancio dell'area sciistica di Carezza, fra numerosi altri interventi meno impattanti, la costruzione di una nuova pista e di una cabinovia la cui stazione sarà a 80 metri dalla base del Catinaccio, in una zona posta sotto tutela ambientale dallo stesso schizofrenico comune non più tardi di un anno fa.
A novembre scade il piano sciistico provinciale e Georg Eisath, presidente della Latemar Carezza srl e della TechnoAlpin (macchine per la produzione di neve artificiale) ha fretta di farsi approvare i nuovo impianti prima che tutto sia rimesso in discussione. E questa fretta l'ha portato a qualcosa che assomiglia molto ad un ricatto nei confronti del Comune: o si approva la nuova pista/telecabina, o la sua azienda non metterà mano al rinnovamento e ristrutturazione degli altri impianti condannando l'intera area a una lenta agonia.
E quindi, ovviamente, la delibera per le modifiche al piano sciistico di zona è stata prontamente approvata con larghissima maggioranza: 13 voti a favore e 2 voti contrari.

 

L'impianto verrebbe costruito qui. (Fonte: quotidiano AltoAdige 2.3.2008)

La nuova pista arriverebbe quindi, piano sciistico provinciale permettendo, fra il rifugio Paolina e il Coronelle, su un costone ventosissimo ed esposto al sole, come si vede dall'immagine sopra riportata e, come osserva il quotidiano Alto Adige di ieri, "potrebbe sopravvivere solo con abbondanti iniezioni di neve artificiale".
Infatti nel piano di sviluppo trova posto anche un bacino artificiale per l'acqua necessaria ai cannoni: centomila metri cubi a 500 metri da malga Moser. Il sindaco rassicura: non lo vedrà nessuno, sarà nascosto nel bosco. Menomale, eh.