venerdì 25 luglio 2008

Ancora sul cervo in città

Fonte: sito del quotidiano Alto Adige.

Oggi si legge sul giornale che Claudio Calissoni, responsabile della LAV Alto Adige, durante il suo sopralluogo al parcheggio dove è stato ucciso il cervo, ha inspiegabilmente trovato, e prontamente segnalato in questura, un proiettile calibro 9 circa a due metri dal punto in cui è crollato l'animale e dove, secondo la ricostruzione del fatto, non dovrebbe esserci. Ciò dimostrerebbe quanto pericoloso sia stato anche per gli operatori sparare diversi colpi in un posto così piccolo come il pianerottolo del parcheggio. Altro che soluzione migliore!

Come promesso, ecco i link degli ulteriori articoli apparsi sul quotidiano Alto Adige fino a ieri, sulla controversa storia del povero cervo abbattuto in città: da notare come nel tempo cambia la cronaca e la ricostruzione dei fatti. Prima non si trova il sedativo, poi il sedativo c'è ma non l'hanno lasciato usare. Prima pare abbia fatto una strage di passanti, poi si scopre che una è caduta per conto suo, l'altra ha leggere contusioni e di terrorizzato c'era solo lui, non centinaia di persone. Pare che i giornalisti prima vogliano prendere le parti delle forze dell'ordine e dell'autorità, in seguito, annusata l'aria e la reazione dei lettori, abbiano cambiato atteggiamento.

Comunque pare confermato che la carcassa sia stata venduta a qualche ristoratore. Anche questo mi piacerebbe fosse chiarito.

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