mercoledì 17 settembre 2008

La LAV risponde alla Procura

Per completezza incollo quanto trovato fra le news di settembre sul sito nazionale della LAV. Le news vanno fuori linea dopo 4 mesi, vorrei invece lasciare traccia.

LAV su decisione PM per cervo ucciso a Bolzano
04/09/2008

“Riteniamo la decisione del PM Dott. Baumgartner, così come la abbiamo appena appresa dalle agenzie di stampa, immotivata ed ingiusta” afferma Gianluca Felicetti Presidente LAV.

La LAV presenterà nei prossimi giorni opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura  della Repubblica di Bolzano in relazione alla nota vicenda del cervo, ammazzato in modo cruento ed ingiustificato sul pianerottolo del parcheggio pubblico di Via Mayr Nusser il 21 luglio scorso: domani stesso sarà dato mandato all'Avv. Mauro De Pascalis, del Foro di Bolzano, di depositare gli atti con cui la LAV intende presentare nuovi e sostanziali elementi al Giudice per le Indagini Preliminari, opponendosi con fermezza alla richiesta del Magistrato inquirente.

Il fatto aveva suscitato grande scalpore in tutta l'opinione pubblica nazionale, con vasta eco internazionale su diverse testate, in particolare tedesche ed inglesi.

“Se le argomentazioni citate dal comunicato stampa sono quelle riportate effettivamente dal PM, le consideriamo assolutamente confutabili” dichiara Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale Caccia e Fauna Selvatica LAV “Le nostre ragioni sono chiare: un anestetico agisce tranquillamente su un cervo di 150 kg in 56 minuti - tanto il tempo per cui il povero animale è stato immobile, accovacciato sul pianerottolo. Questo peso, peraltro, corrisponde a circa la meta' del peso di un animale adulto. Lo dimostreremo con le relazioni dei nostri esperti”.

“Il cervo non era in preda al panico, altrimenti non se ne sarebbe stato fermo immobile per quasi 1 ora su un giroscale, pur essendo circondato da decine di agenti, la cui incolumità era assicurata dalla presenza delle reti dei Vigili del Fuoco” dichiarano Ester Valzolgher, Responsabile della LAV di Bolzano, e Claudio Calissoni, l'attivista che si era occupato del caso nel mese di luglio “nel panico forse c'era qualcun altro, non certo il cervo che anzi, considerato l'attraversamento della città, affollata dai turisti, in piena corsa, inseguito dalle volanti, aveva ampiamente dimostrato di essere attento agli esseri umani, molto più di quanto questi lo siano stati nei suoi confronti”.

La LAV sottolinea inoltre come non siano state minimamente prese in considerazione le diverse violazioni penali della legge sulla caccia, sia nazionale sia provinciale, rispetto alla gestione dell'animale vivo e della sua carcassa una volta abbattuto, conferita alla riserva di Bolzano come se si fosse trattato di un abbattimento avvenuto durante il normale esercizio venatorio. “Violazioni che ora sottoporremo alla valutazione del Giudice” conclude Calissoni.

Bolzano, 04.09.2008

Ufficio Stampa LAV Nazionale 06 - 4461325

http://www.lav.it/