martedì 29 settembre 2009

Carezza un anno dopo

Temevo giusto, un anno fa: "tremo all'idea di come sarà a lavoro terminato, che con la scusa della valorizzazione, della sicurezza, della risistemazione sta passando ogni nefandezza. Le premesse ci sono tutte anche qui."

Sono andata a vedere.

La cosa che salta all'occhio prima ancora di arrivare, è il mucchio di macchine parcheggiato a bordo strada, esattamente come prima dei lavori. Compresa la mia :P.

parcheggio vuoto... strada piena


Ma come mai, se è stato asfaltato un comodo spiazzo apposta per evitare il parcheggio selvaggio? L'accesso allo spiazzo è chiuso con una sbarra ed è diventato parcheggio a pagamento, con una "comoda" cassa automatica da cercare nella costruzione accanto. Quando mai si paga potendo parcheggiare gratis? E infatti il parcheggio è quasi vuoto, mentre gli slarghi a bordo strada rigurgitano auto messe in ogni maniera. Quindi il tunnel che dovrebbe impedire il via vai della gente sul bordo della strada e il suo attraversamento, costruito per evitare "I pericoli individuati [...] nonché l'attraversamento della strada per raggiungere il lago.(*)" non elimina il problema per il quale è stato costruito a meno che non si istituisca il divieto di sosta lungo la provinciale, e, soprattutto, non ci si metta una pattuglia di vigili ad assicurarne il rispetto.

E che dire del mostro di cemento, rivestito di legno che pare cemento pure lui, che nasconde il tunnel? Orribile, straniante, squallido, totalmente fuori ambiente. Una costruzione lunga, boh, una 40ina di metri? che ospita un negozio di abbigliamento e cazzatine souvenir, chioschi, un bar, e l'accesso al sottopassaggio. Un corridoio di cemento con pareti di cemento separa il primo edificio da un secondo, di cemento, che ospita un altro bar. Nel corridoio di cemento (sisi, reitero volontariamente la parola cemento) tavolini, panche, sedie.

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""Il lago - ha spiegato il Presidente della Provincia - diventa quindi raggiungibile dal parcheggio attraverso una rampa sotterranea lunga 42 metri, realizzata in cemento a vista, rivestita e coperta con il pregiato legno della foresta demaniale del Latemar.(*)" Il cemento a vista è proprio a vista, signor presidente. Se l'ha inaugurato avrà avuto modo di vedere, immagino. Assomiglia a un sottopassaggio "ai treni" di una stazione ferroviaria. Dalle linee molto austere, illuminato piuttosto sobriamente (leggi semibuio), brutto, inquietante, claustrofobico: al mio passaggio risuonavano i miei passi in modo un po' lugubre. Probabilmente in agosto sarà pieno di gente che va e viene, adesso mette un po' di soggezione.

Sottopassaggio al lago

La rampa termina in una galleria/budello di pietre a vista (immagino un bell'ingorgo da collo di bottiglia, in pieno agosto, quando i turisti saranno centinaia) che sfocia sul sentierino che porta alla nuovissima piattaforma di legno con vista lago.

Sulla destra del tunnel parte il sentierino che porta alla passeggiata a lago, alta alcuni metri sopra la spiaggia; spiaggia che resta separata dalla gente da un solido steccato e da un cartello che ne vieta il superamento. In sostanza, il lago si può solo vedere, non si può fruire in nessun modo. E' concessa una passeggiatina di un centinaio di metri e ritorno. Fine.

Guardare e non toccare

In compenso, quel trespolo in mezzo all'acqua che, dalla riva, non si riesce a capire cosa sia e che al momento sembra una medusa o la gobba di Nessie, è un'opera d'arte dello scultore Rinaldo Cigolla. Ci ho messo un tot a capire che la targa piazzata sul sentiero si riferiva al coso che spuntava laggiù e del quale mi stavo chiedendo l'origine da un quarto d'ora. E me ne sono andata col dubbio: per rassicurarmi, appena tornata in studio, ho controllato in rete: quando il lago è semivuoto l'opera d'arte sarebbe questa:

Ondina si asciuga i capelli in mezzo al lago. Rinaldo Cigolla. (fonte: Panoramio, foto di Margherita)

A lago pieno, si vede questo:

Spero mi si perdoni se non ho capito al volo che era l'ondina della leggenda.

Il lago, per fortuna, è sempre bello, per ora, colorato e affascinante a prescindere dagli uomini e dai loro interventi demenziali.

Lago di Carezza, bello nonostante

Quello che mi rattrista di più, più dell'obbrobbrio costuritogli attorno, è la natura da guardare ma non toccare, la natura sotto vetro, impossibile da fruire. Giusta salvaguardia di un luogo troppo visitato? Gestione del paesaggio e dei beni ambientali demenziale?Ai posteri l'ardua sentenza.

Brrrrrr!

 

(*) (fonte: comunicato stampa della Provincia di Bolzano)