sabato 26 gennaio 2008

E le chiamarono nove cuori

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Dolomiti di Sesto

9 "sistemi montuosi", 236.000 ettari, 100.000 dei quali nelle cosiddette "aree tampone" e 136.000 nei "cuori", 169 i residenti totali, 220 cime, 42 delle quali sopra i 3.000 metri e la totalità del territorio situato in alta quota. Belluno e Bolzano ne detengono il 72%, seguono Trento, Pordenone e Udine. Queste sono le Dolomiti candidate a diventare patrimonio dell'umanità per il loro straordinario valore estetico , naturalistico e paesaggistico, per la loro grande importanza nello studio della storia geologica della terra e come salvaguardia della geodiversità terrestre.

Dopo la firma da parte dei Presidenti delle Province interessate che hanno finalmente trovato l'accordo, il dossier, molto interessante da leggere, è stato consegnato a Roma. Il Ministero dell'Ambiente, dopo averlo sottoscritto (se non ha altro da fare visto il momento politico), il 1° febbraio lo presenterà all'Unesco.

Per essere inseriti nella lista dell'Unesco come patrimonio universale dell'umanità, i siti proposti devono già godere di qualche forma di tutela locale: non saranno quindi necessari ulteriori vincoli, i 9 parchi naturali presenti nel territorio delle Dolomiti ne garantiscono una protezione sufficiente.

Le 367 pagine del dossier descrivono il paesaggio (superlative natural phenomena, exceptional natural beauty and aesthetic importance) di ogni sistema montuoso, la flora, la fauna, la geologia (major stages of earth’s history), gli habitat importantissimi per la conservazione della diversità biologica e l'estrema importanza delle Dolomiti anche a livello scientifico e di studio del geomorfismo terrestre.

Nella prefazione si legge che "The Dolomites, as mountains, are particularly special". Parla dei colori, dell'"impressionante verticalità delle ripide pareti di roccia" e delle forti emozioni che sanno suscitare, le descrive come estremamente variegate e ricche di ecosistemi diversi, descrive boschi e ghiacciai, parla delle le valli che le circondano, abitate da popolazioni di 3 lingue e culture differenti.

Il dossier definisce eccellente lo stato di conservazione dell'area dolomitica proposta. Il turismo dolomitico è infatti abbastanza recente e per molti anni d'elite, e, sebbene anche qui il turismo di massa abbia portato inquinamento, automobili, strade e funivie, solo il 5% dei turisti arriva oltre i 1600 metri, le cabinovie presenti sono solo 2 (Marmolada e Tofane) e la maggior parte della gente rimane nelle aree non comprese nella domanda all'Unesco.

Cosa richiede l'Unesco? Che le Province proponenti si impegnino al rispetto dei principi della Convenzione dell'Unesco, ne promuovano le idee, sviluppino educazione ambientale e conoscenza delle Dolomiti, promuovano forme di sviluppo sostenibile, le valorizzino senza smettere di tutelarle seriamente, promuovano la cooperazione fra i vari istituti di ricerca che operano in zona. Verrà creato un comitato che si occuperà di coordinare le azioni degli enti interessati salvaguardando le diverse specificità di ogni sistema montuoso e c'è in programma per il futuro la creazione di una Fondazione.

A prescindere dal fatto che a mio avviso le Dolomiti non hanno questo gran bisogno di essere ulteriormente valorizzate e pubblicizzate né di essere "lanciate all'attenzione mondiale", che le aree inserite nella richiesta sono tutte ad alta quota e difficilmente antropizzabili, che l'inserimento nel patrimonio dell'umanità non impedirà la costruzione delle nuove piste, nuove telecabine, nuovi collegamenti e nuovi alberghi, che non sento la necessità di ulteriori comitati e fondazioni, che in sostanza mi sembri solamente un'operazione di facciata che nulla cambierà e nulla migliorerà, in fondo in fondo ne sono contenta ma se qualcuno mi chiedesse perché non ne ho la benché minima idea :-D

(in un post successivo l'elenco delle montagne inserite nel dossier)

fonti: giornale Alto Adige, dossier delle Province