venerdì 18 gennaio 2008

Pillole di SAT

Il bollettino SAT di questo trimestre (che, come mi ricorda Mysti, è consultabile comodamente in rete, al contrario della rivista del CAI che promettono da tempo ma ancora non si vede) è dedicato per la maggior parte al 113° congresso di Moena, centrato su "Montagna e cambiamenti climatici".

La posizione della SAT è molto chiara: come dice il presidente Franco Giacomoni nell'editoriale di apertura del bollettino: "la SAT si dichiara, qui ed oggi, pronta e vincolata a quanto proposto dalle tesi. Sarebbe oltremodo ridicolo esigere l'adesione alle nostre proposte all'esterno dei nostri confini e dimenticarle al nostro interno."

Copio/incollo qualche stralcio dal bollettino, dal box verde che ne accompagna la lettura da pagina 5 fino a pagina 25, intitolato "Il congresso in pillole". Pochi paragrafi per cercare di mettere a fuoco i temi più importanti e l'orientamento della SAT nei confronti dei problemi che questi temi sollevano.

"Riduci, ricicla, cammina e spegni. Le quattro "parole d'ordine" dell'Europa sono state spiegate ad adulti e bambini dal meteorologo televisivo Luca Lombroso in vari appuntamenti della settimana. "Dinanzi a un riscaldamento inequivocabile - ha detto - dobbiamo diminuire il consumo di energia, spegnere le luci, ridurre il riscaldamento, andare piano in macchina, evitare mezzi di trasporto inquinanti, acquistare prodotti a noi vicini, riciclare e investire in fonti di energia rinnovabili".
Anche l'innevamento artificiale non è compatibile con le mutate condizioni climatiche.
"Per innevare un ettaro di pista sono necessari 25.400 kwh con l'emissione di 17 tonnellate di anidride carbonica. Per non parlare poi del la quantità d'acqua necessaria. Si andrebbe in conflitto con le richieste domestiche delle città di pianura".

Se i dati dei clmatologi destano preoccupazione non lo è da meno una classe politica che preferisce aspettare e guardare mentre le condizioni peggiorano. Nell'incontro di Soraga, dedicato alle condizioni locali l'attenzione è andata ai cambiamenti climatici in valle (a Moena la temperatura media negli ultimi venti anni è salita di un grado) e le ripercussioni sull'ambiente. Netto il quadro descritto da
Alberto Trend (direttore di Meteo Trentino) e Roberto Seppi (segreteria scientifica per il monitoraggio dei ghiaccia del Trentino). Forti, come sempre, le sollecitazioni di Gigi Casanova. Il segnale che qualcosa sta veramente cambiando viene dalla Regina, la Marmolada, che sta perdendo il suo mantello bianco.

Negli ultimi dieci anni il 16% della massa di ghiaccio si è sciolta ed è possibile che i nostri nipoti vedranno la grande montagna completamente nuda. Nonostante questa emergenza continua l'assalto alla Regina mentre un piano
della Marmolada e chiuso nel cassetto insieme a tanti buoni propositi. [....]

Le modifiche dei comportamenti dell'uomo spesso non sono guidati da motivazioni ideali ma da concrete esigenze di vita e di natura economica. Per questo una serata è stata dedicata proprio alla discussione tra economisti, imprenditori e manager del turismo. Umberto Martini, docente universitario, Bruno Felicetti e Andrea Weiss direttori delle APT di Fiemme e Fassa, Ingemar Soraperra, esperto di innevamento artificiale, Fiorenzo Perathoner, presidente consorzio Superski Dolomiti e Helmut Moroder, vicepresidente della CIPRA si sono confrontati su un tema molto complesso. Sotto la guida di Mariangela Franch (Università di Trento) sono state avanzate varie proposte di cambiamento. Da una parte gli imprenditori consci che gli impianti sul fondovalle non hanno futuro e sarà sempre più difficile e costoso innevare in quota. Un modello che per ora non ha alternative, dicono.

Bisogna prepararsi al cambiamento ma come? E come gestire questa fase di transizione tra vecchie certezze e nuove ipotesi? Il turismo deve riscoprire la lentezza cioè comodi spostamenti, scoperta del territorio, consumo di prodotti locali. Tutto ciò, oltre a ridurre gli impatti economici, ambientali e sociali del turismo, migliorerà di molto la qualità di vita delle popolazioni di montagna e la
qualità delle nostre vacanze."

Forse è solo una mia impressione, ma da qualche anno la SAT è, rispetto al CAI, più coraggiosa nelle posizioni, più chiara, più indipendente, e meno burocratica.