giovedì 8 maggio 2008

4 elements

4 elements2

Un fotogramma dal film

Se qualcuno domattina si lamenta ad andare al lavoro, vada a dare un'occhiatina a "4 elements", il film che ha vinto il Trento Film Festival. (Si lo so avevo promesso di non parlarne più, ma questa sera sono andata a vederlo, potevo tacere?)

Una squadra di operai, in Siberia, a mille miglia dalla civiltà, alle prese con un incendio che devasta i boschi. Fra zanzare e umidità, accampati alla meno peggio in tende fatiscenti, senza modo di lavarsi, scaldarsi o cucinare decentemente, dopo una giornata di durissimo lavoro fra le fiamme.

Alaska, un peschereccio in mezzo all'oceano, un tantino incazzato. Freddo, bagnati come pulcini, pesci morti o da ammazzare, granchi grandi come padelle, enormi gabbioni di reti metalliche da spostare dentro e fuori dall'acqua, giorni col pavimento che gioca alle montagne russe, tutto che balla, cigola, rumoreggia attorno. Spazio vitale, dove ricordarsi di essere uomini, una cuccetta.

Germania, una giornata in miniera. Qualche migliaio di metri nella pancia della terra a estrarre carbone. Solo l'idea mi fa venire l'ansia. Anche qui umidità, fatica, sudore, rischio, sporcizia, e rumore, rumore, rumore!

Ultimo elemento, l'aria. Pulita e leggera, ma che fatica volare! L'ultimo quarto del film mostra le torture alle quali si sottopongono gli astronauti per allenarsi in vista del lancio.

Che enorme fatica mettere le briglie ai 4 elementi di Empedocle. Fatica fisica, sudore, sporcizia, rischio, dolore. Che piccoli e pericolosi esseri siamo, capaci di sopportare l'incredibile e di costruire un razzo e spedire 3 uomini nello spazio.

80 minuti di film letteralmente volati. Pochissimo parlato, immagini potenti, situazioni al limite.

"In miniera, ti ci vorrebbe qualche anno in miniera!" Ho impressione che ci basterebbero 20 minuti, altroché qualche anno. Il pilota lavoro usurante? Il professore? Ma fatemi ridere!