domenica 11 maggio 2008

Suonate pure! Io ho suonato abbastanza...

ciancigattiOggi sull'Alto Adige:.
"..scusatemi, ma ho dovuto proprio andarmene. Miei cari, amici miei carissimi, arrivederci. Arrivederci nell'amore e nella pace di Dio." E il suo viso sorridente, lo stesso che compare sulla prima di copertina del libro di Sandro Ottoni a lui dedicato.

Chi era Alois Steneck, in arte Cianci Gatti? Lo spiega benissimo la quarta del libro:

"Certo, l'armonica. Cianci Gatti è un virtuoso dell'armonica a bocca, sa trarne ciò che vuole: l'assolo più struggente come la complessità strumentistica di un'orchestra, la purezza di una goccia d'acqua che cade, un treno che sì allontana e mille altri suoni con cui crea le cornici per le sue interpretazioni. E tuttavia non c'è solo il i musicista e la sua passione mai sopita per la "piccola", c'è un talento più ricco e versatile di cui merita render conto. C'è l'artista di cabaret, inventore di scenette e di canzoni, il mimo, il cantante, l'attore comico, capace di interloquire e divertirsi con un piccolo pubblico in un'osteria o in un tabarin. C'è il "poeta di strada", come lui dice dell'amato Prévert. E allo stesso tempo l'altro Cianci: l'uomo di spettacolo, l'artista dei varietà e delle platee internazionali, la celebrità della Tv. Ma c'è anche la vita di Cianci, c'è il fascino di una narrazione che sembra un romanzo, che reca enigmi, che svolge un intreccio senza risparmio di colpì, che offre una conclusione e forse un'agnizione. C'è il testimone di un "epopea" italiana che si vorrebbe già dimenticata: gli anni del fascismo, la partecipazione alla guerra, Bolzano e il suo inesausto dramma confinario, l'orrore del suo lager, la fatica del dopoguerra, gli entusiasmi del "boom" e avanti..."

Qui una breve biografia.

Un altro pezzo di Bolzano che se ne va.