giovedì 22 maggio 2008

Niente Dolomiti in Cina

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Gruppo del Sella

Dal quotidiano Alto Adige del 18 maggio 2008:

«Gettata via una grande possibilità»
di Lorena Palanga

"Niente più nome “Dolomiti” per la stazione sciistica che sta sorgendo sui monti Sabei non lontano da Pechino. A spiegare il perché di questa decisione è Alessandro Marzola, l’imprenditore altoatesino che, insieme a Michael Seeber, sta portando avanti questo importante progetto. 

Alessandro Marzola, allora la vostra stazione sciistica in Cina non avrà più il nome Dolomiti... 
«Esatto. La decisione l’abbiamo presa nei giorni scorsi, dopo che non ci è giunta nessuna risposta dall’assessore provinciale al turismo e da quegli enti turistici ai quali avevamo inviato una lettera per chiedere la loro opinione sulla faccenda». 

Insomma non avete ottenuto l’appoggio sperato. Siete delusi? 
«No, non direi delusi. Semplicemente abbiamo preso atto del fatto che riguardo a questa faccenda vi era una sorta di indifferenza e siccome noi personalmente non otteniamo nessun vantaggio dal dare il nome “Dolomiti” alla nostra stazione sciistica, allora abbiamo deciso di eliminarlo, così da evitare altre inutili polemiche». 

Vi aspettavate tutto questo polverone? 
«Direi proprio di no. Il nome “Dolomiti” infatti è utilizzato in vari settori e non sono mai sorte polemiche». 

Perché avevate deciso di dare il nome “Dolimiti” al vostro progetto cinese? 
«Pensavamo fosse un’ottima opportunità per far conoscere le nostre zone in Cina. Noi abbiamo portato lì il nostro know how, i servizi e la qualità che offriamo nella nostra provincia, ma per vedere davvero i nostri monti e le nostre bellezze naturali, i cinesi avrebbero dovuto prendere l’aereo e venire in Alto Adige. Come dire, in Cina avrebbero avuto un assaggio, un aperitivo di ciò che avrebbe atteso loro nella nostra provincia». 

Insomma, un’opportunità persa per il nostro turismo... 
«Penso di sì. I cinesi stanno scoprendo lo sci e per le nuove classi dirigenti andare a sciare è un must, una sorta di status symbol. Sono disposti ad investire molto in questo sport e magari invece di andare a sciare in Francia, fra qualche anno avrebbero scelto come meta proprio le nostre Dolomiti». 

Il vostro obiettivo, quindi, era di promuovere il turismo in Alto Adige facendo conoscere i Monti Pallidi in Cina?  «Questo non era, ma è il nostro obiettivo e cercheremo di portarlo avanti anche senza il nome “Dolomiti”. Utilizzando questo termine infatti non avevamo assolutamente intenzione di svendere la nostra patria, fatto di cui hanno accusato, ma anzi di portare dei vantaggi per la nostra terra, facendola conoscere in un mercato ancora così lontano da noi»."

Il tutto in completa buonafede, suppongo. Che occasione persa!