domenica 14 ottobre 2007

Cima Una, Una montagna di sciocchezze

Plastigrafia della Val Fiscalina con Cima Una e il Rifugio Fondo Valle
(foto Val)


Allora, cosa diavolo è il "permafrost" di cui tutti i giornali si riempiono la bocca dopo la frana della Val Fiscalina? Ognuno lo spiega in modo diverso, o non lo spiega per nulla, o attribuisce il nome di permafrost a quello che permafrost non è, o lo confonde con il ghiaccio, con l'acqua che gela e aumentando di volume spacca la roccia.

Per Rumiz, su Repubblica on line, è addirittura la roccia che si scioglie: "lo scioglimento del "permafrost", gli strati profondi della roccia, che fa collassare ghiaioni che per millenni sono rimasti gelati e compatti sotto la superficie, anche d'estate."! Cioè la roccia si scioglie e fa collassare i ghiaioni? I ghiaioni? E' franato un ghiaione in val Fiscalina? Si sciolgono al sole gli strati profondi delle rocce?


Su avionews leggo quest'altra perla: "Secondo gli esperti la causa del crollo sarebbero le nevicate dei giorni scorsi, scioltesi poi al sole dei giorni seguenti. Queste, divenute acqua sarebbero penetrate nelle venature della roccia, gelando poi in seguito all'abbassarsi della temperatura delle ultime ore, e provocando così il distaccarsi del fronte roccioso, di ben 60 mila metri cubi.”


Santo cielo, è sempre nevicato e piovuto, l'acqua è sempre gelata da quando mondo è mondo. Com'è che si mette a spaccare la roccia da qualche anno in qua? Che esperto sarebbe stato a dire questa cosa? Voglio il nome!


Reinhold Messner è sicuro e perentorio: la frana di Cima Una è dovuta ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale terrestre. "il permafrost che si trova in alta quota e funziona come collante delle rocce si sta ritirando".

Fonti? Studi approfonditi? O devo crederci perché lo dice lui? O perché un giornalista riporta una parte delle dichiarazioni di Messner?


Mentre Giorgio Chiesa, dirigente di ricerca dell'Istituto dinamiche e processi ambientali del CNR, a leggere Adnkronos, è altrettanto perentorio, i cambiamenti climatici non c'entrano per nulla: Si è senz'altro trattato di un crollo, di un fenomeno normale tipico della morfologia delle Dolomiti”. Che fosse un crollo nessuno aveva dubbi. Che sia normale è possibile, ma in base a cosa dice ciò? Ha fatto un sopralluogo, prima, dopo? O il giornalista ci crede e basta?


Io non escludo nulla. Non voglio dire che il crollo di Cima Una non sia causato dai cambiamenti climatici, del cedimento del permafrost, dall'inquinamento atmosferico, dal surriscaldamento terrestre. Può essere vero, ma porca miseria, le fonti? La geologa della Provincia deve ancora fare il sopralluogo e già si sanno i risultati. Almeno Francesco Battistini sul Corriere lascia uno spiraglio al dubbio.


Non sono argomenti sui quali starnazzare a vanvera, scrivere sciatterie, inesattezze, gridare al lupo al lupo, pubblicare articoli dettati dall'emotività dei quali domani ci si può allegramente scordare. Tanto non ci sono le fonti, tanto si scambia una gelata autunnale per permafrost e le rocce si sciolgono.


E basterebbe fare una ricerchina on line, mica consultare chissà che testi scientifici, per non prender fischi per fiaschi, e per sapere cos'è il permafrost, almeno a spanne.


PS: non ce l'ho con Paolo Rumiz in particolare, sono due post di fila che me la prendo con lui. Scrive cose interessanti, spesso da posizioni che condivido, ma a volte la fa fuori dal vasino. E, vorrei precisare, non è uno dei peggiori. Almeno a lui riconosco la passione e la buonafede