venerdì 12 ottobre 2007

Crolla un pezzo di Cima Una in val Fiscalina (Alto Adige)

Webcam sulla val Fiscalina - immagine delle 13.23
a oltre 4 ore dal crollo la valle è coperta di polvere


Stamattina si è staccata un'enorme frana da Cima Una, in Val Fiscalina, nelle Dolomiti di Sesto, coprendo tutta la vallata con una densa nube di polvere.

E' molto difficile al momento riuscire a sabilirne la dimensione, si parla comunque di circa 60.000 metri cubi di materiale caduti a valle: il polverone impedisce di vedere qualcosa, tuttora continuano distacchi di materiale; Vigili del Fuoco e Protezione Civile devono lavorare con le maschere e per non più di 20 minuti alla volta. Una geologa della Provincia sta raggiungendo la zona in elicottero per un primo sopralluogo.

Il Telegiornale delle 14 ha trasmesso le prime immagini dal parcheggio all'ingresso della valle, sopra il quale si è staccata la frana: turisti sbigottiti, automobili coperte da centimetri di polvere, mezzi del soccorso, un grande scompiglio; dal rifugio raccontano che si è sentito un boato e si è oscurato il cielo. Non pare ci siano vittime, solo 13 alpinisti bloccati in quota poco distanti dalla caduta della frana ma non sono in pericolo.

Ore 15.06: la nube di polvere non si è ancora dissolta

Le Dolomiti sono belle e fragili e la loro bellezza è dovuta in gran parte alla loro fragilità. I loro pinnacoli e i pizzi, le caratteristiche guglie ardite, gli enormi ghiaioni ai loro piedi testimoniano la costante erosione alla quale sono sottoposte, da sempre, dagli agenti atmosferici.

Basta ricordare l'enorme frana staccatasi nel 1868 dall'Antelao, che spazzò via alcune frazioni del comune di Borca, causando una dozzina di morti. Altri crolli famosi, quello del "camino Adang" sul Gran Piz da Cir, nel 1962; la Torre Trephor nel gruppo delle Cinque Torri nel 2004 e, ancora nel 2004, la cima del Piccolo Cir che si è abbassato di oltre un metro, la Cima Dodici e la Cima di Canssles nelle Odle.

Si parla dei cambiamenti climatici, che potrebbero influire sulla tenuta della roccia: gli sbalzi termici, l'alternarsi di piogge molto intense con periodi di siccità prolungata, il riscaldamento globale e l'inquinamento ma uno studio approfondito non è ancora stato fatto.

Insomma le Dolomiti crollano da sempre, solo che non c'erano giornali e giornalisti a fare la grancassa: l'allarmismo è quindi ingiustificato ma sarebbe auspicabile un ripensamento e una presa di coscienza della vulnerabilità delle nostre montagne e della delicatezza dell'equilibrio ambientale in una zona così particolare. E sostenere l'ipotesi dell'inserimento delle Dolomiti nel "patrimonio universale dell'umanità" dell'Unesco invece che continuare a discutere e a mettere al progetto i bastoni fra le ruote.