giovedì 7 febbraio 2008

Bondone, per un turismo diverso

 bondone

Bondone (TN) - Doss d'Abramo

(Post modificato dopo la pubblicazione:
"Gentilissimo signor direttore, per un inopinato errore di stampa, nel mio intervento sul futuro del Bondone pubblicato oggi dal suo giornale, il numero dei nuovi posti letto richiesti da Bertoli per il «rilancio» è salito da 1.100 (millecento) a ben 11.100 (undicimilacento). Non volendo espormi a querele per diffamazione, le sarò grato di una rettifica. Cordialmente. Francesco Borzaga -" fonte: Giornale l'Adige di oggi 7 febbraio, rubrica "lettere")

Non è questo il Bondone che vogliamo
lettera di FRANCESCO BORZAGA, presidente del WWF del Trentino Alto Adige, pubblicata sul quotidiano l'Adige di mercoledì 6 febbraio 2008

"La Società Bertoli [penso intenda la Società DI Bertoli, la Funivie Folgarida Marilleva*],che gode in Trentino di grande credito e di migliori entrature, ha disegnato per il Bondone un ben roseo futuro di stazione turistica di spicco. In base a suoi complessi calcoli essa subordina tuttavia il promesso grande rilancio alla realizzazione, definita irrinunciabile, di oltre 11.100 1.100 nuovi posti letto in hotel, di fronte ad una attuale disponibilità di 1.315 complessivi. Lo sforzo finanziario pubblico, erogato grazie ai «patti territoriali» e alle benevoli leggi che governano il settore, è stato ed è davvero ingente.

Però da una inchiesta apparsa su «L'Adige» del 28 settembre scorso apprendo come Bertoli ben poco partecipi al medesimo. Rimane una constatazione di comune esperienza: qui come altrove, puntualmente il cemento accompagna e segue le funivie.

Per alcuni incontestabili dati di fatto, non credo proprio al paradiso sciistico promesso da Bertoli. Il Bondone è un massiccio di abbastanza modesta altitudine, situato nella fascia prealpina e nettamente separato dalle montagne vicine. Esso presenta una superficie complessivamente modesta, e la natura calcarea delle rocce limita drasticamente le risorse idriche a disposizione. Il Bondone non è posto adatto a lunghi soggiorni, mentre la nuova città alberghiera dovrebbe sostenersi economicamente lungo l'intero arco dell'anno. Aggiungo che già ora il bilancio turistico appare passivo. Per tutte queste considerazioni, mi sembra in verità più realistico prevedere per il Bondone, così prossimo a Trento, un futuro di montagna al servizio della città e in funzione di questa.

Tuttavia anche in questo caso occorrerà riflettere bene sui costi e soprattutto sui modi, considerando le caratteristiche e i limiti naturali del luogo e valorizzandone i pregi. Dal Bondone, così isolato, è possibile godere di splendidi panorami, sulla cerchia delle Alpi e giù giù fino alla pianura. Il patrimonio floro - faunistico include presenze rare ed è nel complesso di straordinario valore. La presenza della foresta demaniale e della riserva integrale consente di ammirare e anche di avvicinare animali selvatici non spaventati. Sulle pendici ai piedi del Bondone stanno castelli, laghi e presenze geologiche di rilievo, come ad esempio le Marocche di Dro.

Purtroppo il saccheggio urbanistico e l'ondata di speculazioni che hanno contrassegnato a suo tempo il lancio turistico di «Trento Alta» hanno lasciato un segno brutto e in pratica incancellabile. Certo gli sforzi per ottenere un effetto paese, tra Vaneze e Vason, sono comprensibili e meritori. Tuttavia il fallimento e l'abbandono di così numerose imprese alberghiere già presenti in zona dovrebbero suggerire cautela. Ampliare e rimodernare andrà anche bene: funzionerà però la gestione ordinaria, venuti meno i pubblici contributi?

Oggi il divertimento sportivo, purché irreggimentato e rigorosamente a pagamento, costituisce il nuovo vitello d'oro, al quale ogni altro valore è sacrificato. In tale ottica, si vuole fare delle Viote un tempio dello sci da fondo. A tal fine si sta realizzando un nuovo assai robusto acquedotto, che con grande spreco energetico porterà in quota l'acqua del fondovalle. È questo un episodio tra tanti, nel bel Trentino di oggi. In tempi di crisi idrica e di crescente costo dell'energia, la posta vale davvero la spesa? Mi permetto di dubitarne. Comunque le Viote non meritano questa sorte. Lo straordinario patrimonio naturalistico e ambientale che vi è concentrato, con le strutture fortunatamente ivi presenti - l'orto botanico, la riserva integrale, il C.e.a. - ne fanno un ambiente eccezionale, una ricchezza di tutta la nostra collettività. Veda il Comune di Trento di farne non l'ennesimo sfogo per il turismo di massa, ma un luogo riservato alla comprensione della natura per un turismo diverso."

[*] Proprietaria della quota di maggioranza assoluta di Trento Funivie spa, il cui capitale azionario è suddiviso tra Funivie Folgarida Marilleva (52%), Agenzia per lo Sviluppo (36%) e Comune di Trento (16%). Società peraltro in grave deficit finanziario.

"La società ha per oggetto la gestione di impianti di risalita quali funivie, telecabine, seggiovie, sciovie ecc., la gestione di piste da sci, nonché la gestione di attività turistico - ricettive, anche con somministrazione di alimenti e bevande, la  fornitura di servizi a  supporto delle attività
turistiche della stazione del Monte Bondone ed altre eventuali attività di carattere turistico." (fonte: comune di Trento, scheda Trento Funivie)