lunedì 25 febbraio 2008

Vai calabrone!

Nives Meroi (fonte internet)

Se la sono portata giù a spalle, Nives, attraverso il ghiacciaio, senza acqua né niente da mettere sotto ai denti.

"Il percorso e' un'inferno, su e giu' per il ghiacciaio, Nives che urta con piede i grossi sassi, la fatica di portare piu' di 50 kg a 5300m si fa sentire ed alle 15.30 ci fermiamo a montare la tenda."

Facendo a ritroso il cammino già fatto per recuperare un po' di materiale, gli zaini, qualcosa da coprirsi:

"C'e' ancora un po' di sole e siamo caldi ma tra qualche ora non sara' piu' cosi', dobbiamo tornare agli zaini.
Roman sembra leggermi nel pensiero "torniamo su?" mi chiede.
E cosi' in poco piu' di 3 ore saliamo e scendiamo con i crampi alle gambe, non abbiamo mangiato e bevuto niente da mattino."

Sperando che l'elicottero domani arrivi, che cali il vento, che ce la faccia ad atterrare, che ce la faccia a ripartire:

"E' un Mi 8, un calabrone del cielo, elicottero del' ex URSS, saliamo tutti 3, c'e' posto per 20 persone, il trek del Makalu lo farò un'altra volta..
L'elicottero balla, è scosso dal vento, stiamo volando a 6000m e sembra di essere in giostra <forse non lo faro mai piu' il trek del Makalu> vai calabrone..non mollarci adesso.
<Russian Machine...> urlo appena tocchiamo terra.
Ore 13.02
Siamo nella stanza di ospedale con Nives, base del perone rotta dicono i medici.
[..]
Arriva anche Nima Sherpa, titolare della Cho Oyu Trek, che ci organizza i viaggi e in questo caso ha coordinato le operazioni di soccorso con l'elicotterista.
Parliamo della bravura di quest'ultimo e ci confida che il pilota gli ha riferito che c'erano il 50% di probabiita' di non farcela a causa del vento che soffiava a piu' di 100km/h..ci guardiamo e mi metto a ridere."

Luca Vuerich, 14 febbraio 2008. fonte, sito ufficiale di Nives Meroi

Il Makalu, il "Grande Nero", è una montagna tremenda, l'unico 8000 dell'Himalaya che non è mai stato salito in invernale. L'ultimo tentativo prima di quello di Denis Urubko e del suo gruppo, finito in una rinuncia pochi giorni prima dei tre Italiani, e' stato di Jean Christophe Lafaille, scomparso a fine gennaio del 2006 nelle vicinanze della vetta.

Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich sono rientrati in Italia.